27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 06:58:00


CAROSINO – Torniamo a parlare di presepi, anche se vi sembrerà un po’ strano in questo fine gennaio 2021. Non l’abbiamo potuto fare prima in quanto l’opera in questione ha partecipato ad un concorso di presepi amatoriali. Lo facciamo tuttavia ora, anche e soprattutto perché l’artista in questione è un giovane, un ragazzo di poco più che ventiseienne: Denis Conte. Da tempo nutre questa sana passione dilettandosi amatorialmente a costruire presepi, puntualmente visitati (quest’anno per le note vicende della pandemia in corso, è stato poco possibile) da tantissima gente.

A Denis crediamo non importi tanto se siano molti o pochi i visitatori delle sue opere, perché siamo convinti di trovarci in presenza di una sana quanto semplice ma importantissima passione personale. Già, le costruzioni presepistiche di Denis Conte: sicuri che possiamo chiamarli semplicemente presepi?. Solitamente questa sorta di vera e proprio artigianalità espressa in questo modo, è “patrimonio artistico” dei più maturi, per non dire anziani, i quali poco soventi vengono ascoltati dalle giovani generazioni soprattutto in queste tipiche realizzazioni, dove occorrono grande pazienza e magistrale inventiva. Per Denis invece è diverso e non solo per la questione dell’età. In questo vero e proprio artista autodidatta possiamo, ad esempio, già notare nel tempo una certa sua crescita di gusto nelle realizzazioni la quale, soprattutto nel presepe creato in questo particolare periodo natalizio del 2020, rappresenta forse un taglio col passato.

Questa peculiarità, già presente in embrione negli anni passati, rappresenta adesso un vero e proprio salto artistico il quale, sotto questi termini, sarebbe assai riduttivo racchiudere con la semplice dicitura “costruttore di presepi”. Il lavoro compiuto quest’anno da Denis è un percorso visivo, nel quale gli occhi del gusto si perdono letteralmente nelle innumerevoli minuzioserie che si stagliano allo sguardo più attento. Non bisogna infatti fermarsi all’esteriorità della costruzione presepistica che va, invece, esplorata attentamente per fare visita alle stanze della casa colonica, dove Denis ha posto la natività di nostro Signore. E allora, centimetro per centimetro e senza accelerare il passo, lo sguardo assume la giusta cadenza dell’osservatore accorto, che non si ferma solo alla bellezza esteriore, ma dà peso ed importanza anche a ciò che risulta celato a prima vista. E’ quasi un bisogno quello che Denis Conte avverte e comincia a impossessarsi del giovane artista, appena arriva l’autunno, quando inizia la progettazione del presepe e cominciano le fasi di preparazione che lo vedono passare intere giornate a curare ogni dettaglio. Un vero esempio di arte presepiale in circolazione a Carosino che anche i locali conoscono pochissimo e che, invece, grazie forse alla partecipazione a questo concorso presepistico locale dove ha ottenuto la segnalazione d’onore, andrebbe adeguatamente valorizzato.

Dulcis in fundo una caratteristica che è tipica di Denis e della sua famiglia: la calorosa accoglienza riservata ai visitatori dell’opera. Come tradizione consolidata, dovrebbe essere possibile visitare con la pratica delle diposizioni anticovid-19 sino alla Candelora.

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