13 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Aprile 2021 alle 15:33:31

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Deposito di rifiuti nucleari a Laterza. Intervengono Mazzarano e Lopane


BARI – Si registrano anche gli interventi dei consiglieri regionali tarantini Michele Mazzarano e Gianfranco Lopane a poche ore dall’audizione dell’assessore regionale all’Ambiente, Anna Grazia Maraschio sulla questione della localizzazione dei rifiuti radioattivi a Laterza, Altamura e Gravina.

“Un territorio con enormi pressioni ambientali come il nostro non può essere sottoposto a ulteriori carichi. Questa è l’osservazione preliminare da sottoporre tra i motivi ostativi all’individuazione del sito jonico tra quelli considerati-il consigliere regionale del Pd Michele Mazzarano – alcuni dati già ci permettono di dichiarare che si tratta di un progetto pericoloso per la nostra terra. Il tavolo tecnico istituito con Regione e Comuni può stilare un documento corposo che non si limiti a rigettare tout court la questione ma che presenti solide motivazioni ostative. Per questo vanno coinvolte le associazioni, coloro che vivono il territorio e, prima di altri, possono offrire un interessante e prezioso spunto di riflessione Il Consiglio regionale dovrà essere costantemente edotto del lavoro del Tavolo tecnico per potersi esprimersi e rendere pubbliche le proprie valutazioni- conclude Mazzarano- questo ovviamente prima della scadenza dei sessanta giorni, fissata come termine entro il quale dovranno essere presentate le osservazioni”.

“Riteniamo, vista la conoscenza del territorio, di poter dettagliare al meglio il nostro no, che non è un no preconcetto, ma è un no assolutamente motivato rispetto a quella che è la nostra storia ma soprattutto rispetto a quello che è il futuro della Puglia”. Ha concluso così il suo intervento il presidente di CON Emiliano, Gianfranco Lopane, nel corso della seduta congiunta della IV e V Commissione consiliare, L’audizione era stata richiesta dai presidente delle due Commissioni, Paolicelli e Campo, e dai presidenti dei Gruppi consiliari Caracciolo, Stellato e lo stesso Lopane.“Sono passi – ha detto il capogruppo Lopane – assolutamente fondamentali. I lavori della cabina di regia presieduta dal presidente Emiliano stanno andando avanti e sono stati istituiti i tavoli tematici che entreranno nel vivo delle questioni tecniche. Come consiglieri è nostro compito dare alcune indicazioni su quelle che sono le prime, macroscopiche criticità che abbiamo colto dall’analisi del lavoro svolto da Sogin, in particolare sull’inidoneità di alcuni siti, quelli a cavallo tra la Puglia e la Basilicata.

Ci sono delle lacune che non sono state per niente considerate e che dovranno far parte del dossier che la Regione Puglia, e spero anche gli altri enti, presenteranno all’attenzione del Governo. Innanzitutto sulla geologia va approfondito lo studio del nostro territorio. Purtroppo ragioniamo su carte geologiche che sono datate, la stessa bibliografia degli studi Sogin è vecchia di 40/50 anni quindi non sappiamo come abbiano proceduto all’individuazione dei siti. Abbiamo, inoltre, evidenze territoriali che in queste zone sono assolutamente importanti e dovrebbero essere considerate. Un esempio su tutti: a cavallo tra Puglia e Basilicata sono in costruzioni parchi eolici, e allora perché non considerare gli studi che le ditte proponenti stanno facendo e quindi acquisire quelle informazioni per integrarle nelle nostre analisi? Verrebbe fuori in maniera evidente che quei territori hanno una falda superficiale a 4 metri e quindi si troverebbe acqua.

Potremmo rappresentare le difficoltà che queste ditte stanno affrontando nel costruire i parchi eolici. Verrebbe fuori inoltre che quelle zone probabilmente sono importanti dal punto di vista archeologico. Sono in corso in questi giorni dei ritrovamenti risalenti a 4mila anni fa. Questi sono temi importanti che non si capisce perché, sebbene menzionati tra i criteri di esclusione delle aree, per le nostre aree non sono stati presi in considerazione. Probabilmente lo studio non si è basato su informazioni sufficienti. Anche dal punto di vista idraulico i conti non tornano. Per esempio uno dei criteri di esclusione è proprio la presenza del reticolo idraulico e le carte a disposizione parlano di un reticolo presente, anche se secondario. Poi il capitolo infrastrutture: la zona non offre le reti viaria e ferroviaria necessarie per gli spostamenti.

Inoltre – ha sottolineato Lopane – c’è una situazione macroscopica che non è stata considerata: uno dei due siti a Laterza è spaccato a metà dal gasdotto Snam. Non si capisce come possa essere sfuggito questo particolare. L’altro sito è attraversato da elettrodotto su tralicci. Anche in questi casi una sommaria e superficiale conoscenza dei territori. La componente paesaggistica è poi sotto gli occhi di tutti: siamo su una ‘cerniera’ fra tre parchi. Non si può inoltre non pensare ai percorsi a piedi che in questi anni la Regione Puglia, insieme al Governo, ha voluto promuovere”. Sulla questione si registra anche l’intervento della consigliera del M5S, Antonella Laricchia. “Serve la massima collaborazione istituzionale tra la Regione e i Comuni per dire no alla potenziale localizzazione in Puglia e Basilicata del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.- dice Laricchia – la Regione ha istituito una cabina di regia con i sindaci dei tre Comuni pugliesi individuati nella mappa dei siti idonei ad ospitare il deposito: Altamura, Gravina e Laterza, che servirà anche da supporto ai Comuni limitrofi, il cui lavoro si dovrà rapportare a quello dei tre Comuni interessati. Se ci sono studi già fatti potranno essere acquisiti ed esaminati dal tavolo tecnico coordinato dall’ingegner Valenzano e ai tavoli tematici istituiti parallelamente.

Dal 20 febbraio i Comuni potranno avere a disposizione le osservazioni tecniche del tavolo e intervenire con azioni politiche coordinate. Da parte nostra ci sarà il massimo supporto a tutte le loro iniziative, anche attraverso l’interlocuzione con i parlamentari, perché il nostro territorio deve essere salvaguardato. I siti individuati come potenzialmente idonei a cavallo tra Puglia e Basilicata sono aree ad alta vocazione turistica, alcune ricadenti nell’area del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, per questo vanno tutelate e l’assessore Maraschio ha già avuto un incontro con il presidente del Parco, a cui ne seguirà a breve un altro, in modo da poter valutare le caratteristiche della zona da porre all’attenzione del tavolo tecnico. Lo ricordiamo ancora una volta: nessuna decisione è ancora stata presa e saranno fondamentali le osservazioni della Regione per difendere i pugliesi”.

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