15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Aprile 2021 alle 19:30:02

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24 gennaio 1921: il fondale di Mar Piccolo restituisce la corazzata Leonardo Da Vinci


TARANTO, 06/07/2006 ARESENALE MARINA MILITARE MOSTRA STORICA

I l recupero in Arsenale del relitto della nave “Leonardo da Vinci” e la festività in onore di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, sono i principali argomenti della nostra rubrica settimanale, ideata e curata dal prof. Antonio Fornaro. Questi i santi della settimana: San Francesco di Sales, la Conversione di San Paolo, San Tito, Sant’Angela Merici, patrona di Brescia, San Tommaso d’Aquino, patrono degli studenti, San Valerio di Treviri, Santa Martina e San Costanzo, patrono di Perugia.

La Chiesa cattolica festeggia il 26 la festività della Santa Famiglia per il rito ambrosiano. Di San Tito la testa si conserva nella Basilica di San Marco a Venezia. Sant’Angela Merici è fondatrice delle Suore Orsoline e durante un pellegrinaggio in Terra Santa, improvvisamente diventò cieca ma, miracolosamente, riacquistò la vista. San Tommaso d’Aquino è anche patrono dei filosofi e scrisse le più importanti opere teologiche di ogni tempo. San Valerio di Treviri fece risorgere il suo compagno, San Materno, toccandolo con il suo bastone.

Santa Martina fu torturata e decapitata. Questa settimana la Chiesa cattolica ricorda la Madonna sotto titoli di: Madonna della Pace, del Buon Viaggio, dei Cieli, del Pianto e delle Rose. Questi i detti della settimana: “E’ da stupidi ripararsi dal sole con il setaccio”, “Chi ha sete va alla fontana”, “Di chi ha molta fame si dice che non ha fondo”, “Si dice che sta al fresco chi sta in carcere”, “Chi spende e spande presto si stende”, “A cosa serve essere vantati dagli stupidi?”. Giuseppe Cravero ci ricorda che il 24 gennaio 1921 gli operai dell’Arsenale Militare di Taranto raddrizzarono la corazzata “Leonardo da Vinci” (nella foto operai e militari durante i lavori di ripristino – foteca Arsenale m. M.) che si era capovolta a Mar Piccolo il 2 agosto 1916. Rimase nel fondale marino per cinque anni. In occasione del raddrizzamento vennero numerosi giornalisti italiani e stranieri, la notizia fece il giro del mondo e fu seguita da 80 mila tarantini. La nave fu posta poi alla banchina della Discesa Vasto e i tarantini vollero portare nelle loro case un ricordo della stessa nave che poi fu venduta come ferro vecchio.

Il 27 gennaio 1928 giunse a Taranto il principe ereditario di Savoia e si imbarcò sulla nave San Giorgio che lo portò per 75 giorni in una crociera nel Mediterraneo orientale, in Africa, e nell’Oceano Indiano. Fornaro ricorda le ultime tre effemeridi della settimana: il 25 gennaio 1577, nel Mausoleo di Giacomo del Balzo Orsini nel Duomo di Taranto, furono ritrovate le insegne imperiali e alcuni paramenti sacri. Il 30 gennaio 1196 Enrico VI, figlio di Federico Barbarossa, diventò Principe di Taranto. Il 30 gennaio 1922 nasceva la rivista mensile dell’Università Popolare “Nazario Sauro” intitolata “La Fiaccola”. L’ultimo approfondimento riguarda San Francesco di Sales, Vescovo e Dottore della Chiesa, patrono dei giornalisti e di Vico del Gargano, in provincia di Foggia.

A Taranto, nella Chiesa di San Francesco di Paola, nella Cappella dell’Immacolata, sulla parete di sinistra, si può ammirare una tela del 1955 con San Francesco di Paola, due beati Minimi, San Francesco di Sales e San Giovanni di Valois. Francesco nacque nel Castello di Sales, nella Savoia, il 21 agosto 1567 da nobile e antica famiglia. Studiò dai Gesuiti a Parigi e Padova e poi diventò avvocato. Nel 1592 passò per Loreto per sciogliere un voto e anche per Roma. A 26 anni diventò sacerdote e per 20 anni fu vescovo di Ginevra, viaggiò nella sua diocesi come predicatore e fu uno dei più grandi maestri di spiritualità negli ultimi secoli. Subì anche attentati e scrisse opere ascetiche e ben 2.100 lettere. Fondò nel 1610 con Santa Giovanna Francesca de Chantal l’Ordine della Visitazione. Riuscì a convertire numerosi calvinisti. Morì a Lione il 28 dicembre 1622 per un attacco di apoplessia e il suo corpo fu sepolto ad Annecy il 24 gennaio 1623.

È dottore della Chiesa dal 1877 e patrono dei giornalisti cattolici dal 1923. Al suo nome si ispira l’Ordine dei Salesiani. In vita fu considerato il primo giornalista cattolico perché pubblicava fogli volanti che attaccava sulle facciate delle case facendoli circolare tra la gente. Si narra che un giorno la sua penna si spuntò, lui la mise sul cuore e subito dopo riprese a scrivere regolarmente con la stessa. Da buon giornalista riusciva a farsi comprendere dai suoi lettori perché andava subito al cuore del problema da trattare, come dovrebbe fare ancora oggi ogni buon giornalista. Del resto, quello del giornalista è oggi una professione molto ambita dai giovani e tutto ciò non può che fare piacere. È per questo motivo che il messaggio veramente professionale del Santo protettore, giunge nella giusta direzione specialmente in questi tempi difficili un po’ per tutti.

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