27 Febbraio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Febbraio 2021 alle 16:29:51

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Neet Tarantini, i giovani senza studio né lavoro


Con l’evento online “Non siamo in fuorigioco!” – si è concluso il progetto dell’Unicef Italia ‘Neet Equity’ – selezionato dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale nell’ambito dell’Avviso “Prevenzione e contrasto al disagio giovanile” (ID 189/Avviso Disagio), e rivolto a ragazzi e ragazze tra i 16 e i 22 anni di Napoli, Taranto e Carbonia. «I Neet sono ragazzi, ragazze e giovani che non studiano, non lavorano, né seguono percorsi di formazione. Secondo gli ultimi dati Istat in Italia i giovani Neet tra i 15 e i 29 anni sono circa 2 milioni; nel Mezzogiorno l’incidenza dei Neet è più che doppia (33,0%) rispetto al Nord (14,5%) e molto più alta di quella rilevata al Centro (18,1%). Quest’anno, inoltre, la pandemia da Covid-19 ha contribuito ancora di più a peggiorare questa situazione. Il progetto Neet Equity è nato con l’obiettivo di migliorare la capacità del territorio nel costruire politiche attive, partecipate, che includano tutti, attraverso diverse attività svolte nelle città di Napoli, Taranto e Carbonia e si è rivelato un importante strumento per realizzare qualcosa di concreto a favore di una delle fasce della popolazione che in questo momento ha maggiormente bisogno di aiuto e sostegno» ha dichiarato Carmela Pace, Presidente dell’Unicef Italia.

ATTIVITÀ DEL PROGETTO
“Neet Equity” è il progetto con cui l’Unicef Italia ha inteso migliorare la capacità del territorio di fare sistema nel costruire politiche attive partecipate a favore dell’inclusione dei giovani, partendo dal coinvolgimento attivo dei ragazzi e delle ragazze, Il progetto, avviato a maggio 2018, ha visto una prima fase di coinvolgimento di giovani ed esperti culminata con la realizzazione della ricerca “Il Silenzio dei Neet. Giovani in bilico tra rinuncia e desiderio”. I dati e le domande emerse sono stati fondamento per i Laboratori Urbani di Partecipazione (Lup) online – momenti di formazione e confronto – durante i quali i giovani hanno ricevuto formazione sulla progettazione sociale e sulle tecniche e regole della comunicazione per realizzare progetti di riattivazione e riprogettazione del loro futuro, nella convinzione che sia responsabilità condivisa della cosiddetta Comunità educante lavorare per ridurre le disuguaglianze e gli ostacoli per il pieno sviluppo delle potenzialità dei ragazzi e delle ragazze, come sancito nell’art. 29 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. In seguito ai Laboratori Urbani Partecipati (LUP4.0), dei tanti che hanno partecipato, 32 ragazzi e ragazze di Napoli, Taranto e Carbonia, di età dai 17 ai 22 anni, hanno presentato 9 progetti, “idee per la ripartenza”, che, attraverso diverse attività – dalla moda, alla lettura, allo studio, alla riqualificazione urbana – hanno l’obiettivo di rendere i giovani protagonisti di opportunità di crescita e lavorative, per uscire fuori dalla condizione di Neet e costruire un futuro migliore per se stessi e la società in cui vivono.

I VINCITORI
Nel corso di tre forum territoriali, svoltisi online il 14, il 16 e il 18 dicembre, sono stati selezionati 4 progetti dei 9 proposti, che nei giorni scorsi sono stati presentati nell’evento conclusivo dai ragazzi e dalle ragazze di Napoli, Taranto e Carbonia insieme ai partner del territorio; è stato lanciato anche il video conclusivo, con protagonisti i 4 progetti vincitori, disponibile online – link a video: https:// www.youtube.com/watch ?v=wy4KLXBsQNI&feature =youtu.be Questi i 4 progetti selezionati: per Napoli – “Ricomincio da qui. Dialoghi di ripartenza” per creare, nel quartiere Scampia, un centro dove i giovani si possano incontrare, parlare, leggere, stare insieme, un luogo aperto ai giovani con i giovani. Per Taranto ex aequo – “Teatro Abbàsch” per creare una Compagnia Teatrale Giovani capace di autogestirsi, formarsi e attrarre altri coetanei al fine di prevenire e contrastare il disagio sociale che porta i ragazzi e le ragazze all’abbandono scolastico, all’autoesclusione dalla società; e “l’Accademia Pubblica della Moda” che ha l’obiettivo di realizzare un’istituzione con connotazioni lavorative e formative, in cui convogliare le tante competenze specifiche presenti sul Territorio, recuperando un edificio scolastico abbandonato nel quartiere Paolo VI. Per Carbonia – “Rigeneriamo. La Carbonia che vorremmo!” per realizzare uno spazio aperto attraverso un gruppo on-line che documenti attraverso foto e video la presenza di spazi inutilizzati o abbandonati e indichi suggerimenti e possibilità di riutilizzo e rigenerazione urbana.

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