19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

Cronaca News

Ninfole, una storia d’amore e di caffè lunga un secolo


Un amore lungo cent’anni non è solo lo slogan pubblicitario celebrativo dell’importante traguardo ma il motto che ispira la mission della famiglia Ninfole da tre generazioni. L’azienda di torrefazione è un pezzo di storia dell’industria di Taranto, che segna l’inizio della vendita e della produzione di caffè in riva ai due mari ed è sinonimo della laboriosità della gente di terra jonica e della capacità di un giovane di guardare lontano.

Quel giovane, classe 1900, è Ciro Ninfole, all’epoca poco più che ventenne, fondatore della Ninfole nel lontano 1921, quando l’Italia, unificata ma a pezzi sotto altri aspetti, faceva ancora i conti con le conseguenze, non solo economiche, della Grande Guerra e anche di una pandemia (corsi e ricorsi storici). La Ninfole è oggi una consolidata e apprezzata realtà produttiva. La torrefazione del caffè a Taranto è legata al suo nome e a tre generazioni che si sono passate il testimone, anzi il timone dell’azienda oggi nelle mani del figlio del fondatore, Renato Ninfole e di due dei suoi cinque figli, Rossella e Marcello. “Mio padre, Ciro, ha cominciato la sua attività con una drogheria a Taranto Vecchia – racconta Renato Ninfole- per la quale comprò la prima partita di caffè dal Brasile nel 1921. Il caffè lo vendeva crudo. I chicchi, all’epoca, si macinavano con dei macinini particolari, i tostini, che tanti giovani forse non hanno mai visto o forse qualcuno li ricorda per averli visti in casa delle nonne.

Il caffè era un prodotto quasi di lusso, perché aveva un costo piuttosto elevato e per questo la gente usava riservarlo ad alcuni giorni particolari, la domenica e i giorni di festa. Oppure tanti lo mescolavano con l’orzo per consumarne meno e farlo durare di più nella dispensa. Papà – continua Renato Ninfole – è stato anche il primo ad aprire a Taranto una casa del caffè, in via D’Aquino nel 1954. Vendeva 30 tipi di caffè, esposti nei sacchi di tela come si usava all’epoca. Alcuni anni dopo ha aperto anche una caffetteria in via Di Palma, molto rinomata per i gelati oltre che per il caffè”. L’azienda di torrefazione si è affermata sul mercato, non solo locale e le sue dimensioni sono cresciute col passare degli anni: “Nel 1950 abbiamo inaugurato il primo stabilimento in via Berardi, c’erano due torrefattrici e una rete capillare di distribuzione del caffè prodotto.

L’incremento delle vendite ha richiesto anche un adeguamento della capacità produttiva ed è nato così lo stabilimento di 5000 metri quadrati, in via Cesare Battisti nel 1970. L’ulteriore necessità di disporre di uno stabilimento più grande ha indotto Renato Ninfole a costruire quello in cui attualmente viene prodotto il caffè, sulla TarantoSan Giorgio Jonico, che ogni anno produce 1,5 milioni di chilogrammi di caffè, solo lo scorso anno, a causa della pandemia e della chiusura dei bar, la produzione è scesa a 1,2 milioni di chili. L’amore per il suo lavoro e per la sua azienda è sempre stato la stella polare che ha guidato le scelte di Renato Ninfole e che alimenta il suo entusiasmo dopo 81 primavere.

“Questo stabilimento è il quinto realizzato dalla nostra famiglia. L’ho costruito nel 1992 e con la preziosa collaborazione di Marcello Anelli col quale abbiamo girato tutta l’Italia e visitato tante aziende di torrefazione per prendere il meglio da ognuna di esse. Fra i tanti – ricorda il signor Renato – lo Stabilimento Coop nel Bolognese. Abbiamo visionato tutti i macchinari utilizzati, anche quelli che realizzavano delle bustine per il confezionamento del caffè. Abbiamo scelto marchi rigorosamente italiani, al contrario di tante aziende che privilegiavano i marchi tedeschi. All’epoca – ricorda ancora, questa volta con un velo di tristezza- con noi c’era anche mio figlio Ciro, deceduto molto giovane in un incidente stradale mentre rientrava da un incontro di lavoro a Bari”. Un momento triste e doloroso per il signor Renato e la sua famiglia ma anche in questo caso è stato l’amore la marcia in più dei Ninfole che hanno saputo trovare la forza per andare avanti.

Fiore all’occhiello dello stabilimento è la “stanza” con temperatura e umidità con livelli ideali un clima simile a quello primaverile. Come la bella stagione favorisce lo sbocciare dei fiori, il microclima ideale creato appositamente nella “stanza” fa maturare il caffè attraverso il rilascio del cosiddetto caffeone, un olio che viene liberato naturalmente dai chicchi del caffè e che conferisce il tocco prezioso ad un sapiente blending. L’altro fiore all’occhiello sono le cialde, anche queste realizzate in un ambiente ideale con un certo tasso di umidità per conservare tutti i pregi del caffè e racchiuse in carta filtro compostabile. “Siamo stati fra i primi a produrle in Puglia” dice con un pizzico di orgoglio Renato Ninfole. Lo stabilimento conta attualmente 22 dipendenti diretti. “Malgrado il periodo di pandemia abbiamo continuato a lavorare con tutti i dipendenti senza lasciare nessuno a casa. In questi mesi faremo altre assunzioni. Ai dipendenti diretti si aggiunge anche una fitta rete di agenti e collaboratori esterni”. Spiega Rossella Ninfole. Programmi per il futuro? “Amiamo quello che facciamo, da sempre. Per questo il nostro slogan è “un amore lungo cent’anni”. Il nostro auspicio è di continuare a lavorare con la stessa passione, per accompagnare col gusto e l’aroma del nostro caffè i diversi momenti della giornata di coloro che lo apprezzano“.

 

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