19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

Cronaca News

Emergenza covid, «Paghiamo i focolai in famiglia»

foto di Il primo vaccinato anti-covid a Taranto
Il primo vaccinato anti-covid a Taranto (foto Francesco Manfuso)

In relazione all’aumento del numero dei casi di positività al covid, riscontrato come dato di rilievo negli ultimi giorni, parla il dr. Michele Conversano, direttore del Dipartimento di Prevenzione Asl Taranto, impegnato in prima linea nel monitoraggio dei contagi e della campagna vaccinale.

Direttore, perché la seconda ondata è stata così forte a Taranto e provincia?
Sicuramente la seconda fase pandemica ha colpito la nostra provincia in maniera più decisa rispetto alla prima, durante la quale siamo stati soltanto sfiorati. Taranto, così come il territorio, è una città molto attiva con tanti abitanti e, specie in questo periodo, abbiamo pagato i focolai legati alle unioni in famiglia, avvenuti soprattutto durante le festività. In questa seconda fase abbiamo anche rilevato, inoltre, qualche focolaio in alcune strutture sanitarie, che hanno contribuito ad aumentare il numero di casi positivi. Attualmente si aggira sui 140/142 casi al giorno, con picchi che hanno raggiunto anche i 300 casi in un solo giorno. Dato che non è possibile pensare che la vaccinazione possa cambiare la curva del contagio in tempi brevi, in quanto non si tratta ancora di una vaccinazione di massa, le precauzioni che dobbiamo usare in questo momento devono essere ancora più alte. Il nostro livello di attenzione deve essere massimo, anche a causa della possibile presenza di varianti diverse che favoriscono il contagio.

Per quanto riguarda i vaccini a che punto siete?
In tutta la Puglia la vaccinazione è partita in maniera molto decisa, stessa cosa nella nostra provincia. Il calo delle consegne dei vaccini ha rallentato purtroppo la somministrazione delle prime dosi, che stiamo continuando a somministrare soprattutto al personale sanitario. Abbiamo quasi completato le vaccinazioni relative alle RSA, le RSSA e alle strutture per anziani. Attualmente, sono in corso le somministrazioni delle seconde dosi per tutti coloro che hanno ricevuto la prima dose di vaccino nei primi giorni di gennaio. Speriamo vivamente che arrivino vaccini in quantità superiori, perché l’unico modo per riuscire a bloccare la pandemia è arrivare ad altissimi livelli di copertura vaccinale. Un fatto positivo da rilevare è certamente che, tra gli operatori sanitari della nostra ASL si è registrata un’adesione uniforme e quasi totale, tanto da raggiungere il 90-95%. E in merito alla percentuale di copertura garantito dal vaccino, il dr. Conversano ribadisce l’importanza di attendere la somministrazione della seconda dose prima di parlare di copertura vaccinale. In ogni caso, sarà sempre necessario utilizzare i dispositivi di protezione individuale.

 

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