18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 14:47:29

Cronaca News

Polveri sottili a Taranto, ecco i dati dell’Arpa


sdr

Tra le attività delle Agenzie regionali per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente rientra il monitoraggio del Pm10 presente nell’aria attraverso l’utilizzo di stazioni fisse. In linea con quanto fatto anche dalle altre Agenzie d’Italia, l’Arpa regionale ha raccolto i dati e fatto il punto sulla presenza in Puglia, nel corso del 2020, di polveri sottili, e in particolare sul Pm10. «L’esposizione acuta a breve termine – evidenziano da Arpa Puglia – è monitorata attraverso l’indicatore relativo alla media giornaliera di Pm10 per la quale è stata individuata la soglia di 50 μg/m3. Ad essa fanno riferimento sia il limite di legge nazionale (D.Lgs. 155/2010, che prevede massimo 35 superamenti annui), sia il valore di riferimento da non superare per tutelare la salute umana raccomandata dall’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità (non superare più di 3 volte in un anno).

Il raggiungimento del rispetto del valore di riferimento dell’Oms è uno degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile contenuti nell’Agenda 2030 dell’Onu». In Puglia si conferma il trend di miglioramento della qualità dell’aria. «La situazione dei dati di Pm10 in Puglia nel 2020 – dichiara Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia – conferma il trend positivo degli ultimi tre anni, in termini di rispetto dei limiti di legge nazionale (Dlgs. 155/2010). Non ci sono stati nel corso dell’anno superamenti, in quanto non sono stati superati in nessuna stazione di monitoraggio di qualità dell’aria, i 35 superamenti annui permessi dalla legge. Da un punto di vista dei valori di riferimento dell’Oms, invece, si riscontra un trend pressoché stazionario nell’ultimo triennio, con un dato, relativo al 2020, di 40 stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria che hanno superato il valore di riferimento. Il miglioramento della qualità dell’aria, in media, nel 2020 è il frutto del combinato disposto di controlli più numerosi, innovazione tecnologica nelle attività produttive, ed una maggiore sensibilità per la tutela ambientale che ci auguriamo continui a crescere tra cittadini e operatori economici.

Abbiamo scelto di analizzare il Pm10 avendo quale riferimento sia il Dlgs. 155/2010, sui limiti della qualità dell’aria in ambiente, che i parametri fissati per il Pm10 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In tal modo abbiamo verificato come al rispetto dei limiti di qualità dell’aria, come disciplinati dalla normativa ambientale – con un trend in costante miglioramento – non corrisponda analogo risultato per il rispetto dei parametri fissati dall’Oms. Una ragione per non fermarsi ed anzi per rafforzare i monitoraggi e sollecitare politiche ambientali ancora più ambiziose, in una visione realmente integrata di tutela dell’ambiente e della salute. Nel frattempo stiamo elaborando i dati, relativi al 2020, per tutti gli altri inquinanti previsti dalla legislazione nazionale, in materia di qualità dell’aria». «Analizzando i dati registrati nei capoluoghi di provincia – osservano da Arpa Puglia – si osserva che a Taranto il valore limite di legge non è mai stato superato dal 2015 al 2020, mentre il valore di riferimento dell’Oms è stato più volte superato nei sei anni oggetto di studio.

Nella centralina ubicata in via Machiavelli, tale valore è stato superato in ogni anno osservato. Su tre centraline (“Taranto-via Alto Adige”, TarantoArchimede” e “Taranto-Cisi”) si osserva che i superamenti sono aumentati dal 2019 al 2020. Nella centralina di “Taranto-Machiavelli” i superamenti del 2020 uguagliano quelli del 2019 e nella stazione di “Taranto-San Vito” nel 2020 si è registrato un superamento in meno rispetto al 2020. A Bari il valore limite di legge non è mai stato superato dal 2015 al 2020. Il valore di riferimento dell’Oms è sempre stato superato in tutte le centraline del capoluogo, fatta eccezione per l’anno 2020 nella stazione sita in via Caldarola. Rispetto al 2019 si può osservare che i superamenti nel 2020 sono diminuiti in tutte le centraline presenti nel capoluogo barese, fatta eccezione per la centralina denominata “Bari-Cus” in cui si registra un superamento in più rispetto all’anno passato». «Nella provincia di Barletta-Andria-Trani il valore limite di legge non è mai stato superato dal 2015 al 2020, mentre il valore di riferimento dell’Oms è stato superato quasi sempre nei sei anni oggetto di studio. Rispetto al 2019 si registra una diminuzione dei numeri di superamento in entrambe le centraline presenti nella provincia».

«A Brindisi il valore limite di legge non è mai stato superato dal 2015 al 2020, mentre il valore di riferimento dell’Oms è stato più volte superato nei sei anni oggetto di studio. Rispetto al 2019, nel 2020 si osserva un aumento del numero di superamenti, fatta eccezione per la centralina “Brindisi- Perrino” in cui i superamenti del 2020 equivalgono quelli del 2019». «A Foggia il valore limite di legge non è mai stato superato dal 2015 al 2020, mentre il valore di riferimento dell’Oms è stato superato quasi sempre nei sei anni oggetto di studio. Rispetto al 2019, nel 2020, si osserva una diminuzione da 10 a 4 superamenti». «A Lecce il valore limite di legge non è mai stato superato dal 2015 al 2020, mentre il valore di riferimento dell’Oms è stato superato quasi sempre nei sei anni oggetto di studio. Rispetto al 2019, nel 2020 si registra l’aumento del numero di superamenti in entrambe le centraline presenti nel capoluogo leccese».

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