21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 09:30:12

Cronaca News

La scuola prova a ripartire. Dal primo febbraio il nuovo piano regionale

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Aula scolastica

La Giunta regionale “ha approvato il Piano per la ripartenza della scuola in sicurezza che, a partire dal 1 febbraio, prevede tre linee di azione fondamentali: l’istituzione del team degli operatori sanitari nelle scuole, un programma di esecuzione sistematica di tamponi antigenici rapidi negli operatori scolastici e un piano strategico per la vaccinazione anticovid degli stessi operatori, in base a un criterio di età e presenza di fragilità”.

A comunicarlo è l’assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco dopo l’approvazione, da parte della Giunta, degli “Indirizzi operativi per la riapertura in sicurezza delle scuole nella Regione Puglia”. Dodici punti fondamentali per un Piano di rientro a scuola in sicurezza, spiegano dalla Regione. Dalla individuazione del referente per il Covid 19, sia in ambito scolastico che in ambito ASL, alla istituzione del team TOSS (Team Operatori Sanitari Scolastici) Covid 19 (indicato come elemento essenziale per garantire il rientro a scuola in sicurezza), dalla gestione del caso sospetto allo screening sistematico del personale scolastico e alle vaccinazioni per il personale scolastico, dalla gestione dello studente con patologie gravi e/o immunodepresso alla gestione sociale per i soggetti sottoposti ad isolamento, fino al monitoraggio degli operatori scolastici e degli studenti fragili. La Giunta ha stabilito che l’avvio del Piano è dal 1 febbraio 2021.

Inoltre la Giunta ha specificato che tutte le azioni e la strategia di prevenzione, contenimento e gestione dell’emergenza Covid-19 in ambito scolastico, potranno trovare progressiva attuazione in ragione delle risorse tecnico-organizzative e professionali che potranno essere impiegate per la messa a regime del modello di governo definito. La Giunta ha incaricato i Direttori Generali delle Aziende Sanitarie Locali all’applicazione degli indirizzi contenuti nel documento degli indirizzi operativi mentre la Sezione Promozione della Salute e del Benessere dovrà occuparsi dell’adozione degli eventuali provvedimenti attuativi e del monitoraggio dell’andamento delle attività di prevenzione, contenimento e gestione dell’emergenza Covid-19 in ambito scolastico con il coinvolgimento del “Tavolo di coordinamento regionale Istruzione e Benessere”.

Resta comunque in primo piano la questione vaccino, elemento fondamentale nella corsa per uscire, quanto prima, dalla pandemia. Saranno poco più di 101 milioni le dosi di vaccino anti-Covid di cui l’Italia dovrebbe disporre entro il quarto trimestre del 2021, sul totale di 226,1 milioni opzionate per il nostro Paese, in base agli accordi preliminari di acquisto sottoscritti dalla Commissione europea. Le cifre sono contenute nel decreto del ministro della Salute Roberto Speranza, datato 2 gennaio, e pubblicato ieri dal ministero, in cui si adotta il Piano nazionale vaccini aggiornando le quantità e i tempi di consegna delle dosi. Nel dettaglio: dalle tabelle risulta che entro fine anno saranno disponibili 40,1 milioni di dosi AstraZeneca – al netto dei ritardi nelle consegne – 40,5 milioni di Pfizer/BioNtech e 21,2 milioni di Moderna. Nel decreto si rivedono quindi le iniziali previsioni delle forniture – a fronte dell’aumento dei contratti siglati dalla Ue – di vaccini Pfizer (13,28 milioni di dosi in più ‘spalmate’ nei quattro trimestri del 2021) e Moderna (altri 10,62 milioni).

“Le tempistiche e le cifre” che per l’Italia sono “pari al 13,46% delle dosi acquisite a livello europeo – si legge nel decreto – potranno essere soggette a variazioni in funzione dei processi di autorizzazione e assegnazione delle dosi”. Il provvedimento definisce poi i singoli aspetti della campagna vaccinale: dall’ordine di priorità nella vaccinazione delle diverse categorie di popolazione alla logistica, l’approvvigionamento lo stoccaggio e il trasporto dei vaccini, fino all’organizzazione dei punti vaccinali, delle sedute e degli operatori sanitari chiamati a vaccinare. E ricorda che “per la realizzazione delle attività del piano si sta predisponendo un sistema informativo efficiente ed interfacciabile con i diversi sistemi regionali e nazionali”. Infine il capitolo alla vaccinovigilanza e sorveglianza immunologica, oltre all’aspetto della comunicazione che in una prima fase riguarderà gli operatori sanitari “in quanto primi beneficiari del vaccino e a loro volta esecutori materiali della vaccinazione”, successivamente la popolazione e le diverse categorie da vaccinare. L’ultima parte è dedicata alla “valutazione dell’impatto epidemiologico” e ai “modelli di valutazione economica” che – secondo il decreto – devono essere improntati ai due criteri base dettati dall’Organizzazione mondiale della Sanità ovvero: l’utilizzo razionale delle risorse e l’equità.

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