23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 12:23:14

Cronaca News

Padre Valeriano il consolatore del quartiere Paolo VI


Al quartiere Paolo VI la strada che collega la chiesa di San Massimiliano Kolbe a via Togliatti dal 2015 è intitolata a un frate minore conventuale che ha a lungo operato in parrocchia: padre Valeriano Valeriani, di cui ricorre il ventennale della scomparsa (20 marzo 2001). Padre Valeriano era noto per lo zelo pastorale ma ancor più per la capacità di donare consolazione a quanti lo cercavano, afflitti da malattie e dalle prove della vita.

Per tutta la giornata, dopo la messa mattutina, era pressoché ininterrotto il pellegrinaggio di quanti da lui chiedevano consolazione. E non solo… Ecco per esempio il racconto di chi ne ha fatto esperienza. “Per difficoltà nel trovare lavoro – racconta Massimo – mia madre mi portò da padre Valeriano, che mi ascoltò con benignità e subito dopo m’invitò a servirgli messa. Pur non avendolo mai fatto, accettai. Standogli vicino davanti all’altare sentii subito un forte profumo di fiori che proveniva da lui. Non riuscivo a crederci e annusavo in ogni direzione per accertarmi della provenienza, nello sconcerto di mia madre davanti a me. E dopo pochi giorni ebbi il posto di lavoro”. In ringraziamento, al suo primo stipendio, il giovane e la sua famiglia, aiutati da alcuni devoti, donarono alla parrocchia quella bella statua della Madonna tuttora esposta davanti al presbiterio, da cui tanti continuano a ricevere grazie. E questo non è che uno dei tanti episodi che si possono raccontare sulla vita di padre Valeriano. Il religioso sapeva approcciarsi a quanti lo avvicinavano con l’animo di padre, riuscendo a far comprendere all’interlocutore quanto Dio l’amasse e avesse a cuore la sua vita, in ogni suo aspetto.

Non si sottraeva mai ai colloqui, a qualsiasi ora lo cercassero, e riceveva tutti con il sorriso, anche perchè consapevole delle fatiche spesso sopportate pur di incontrarlo. Molti, infatti, affrontavano anche lunghi viaggi pur di venire a contatto con la santità di questo sacerdote. Per tanta abnegazione, Dio gli aveva dato alcuni doni particolari (della liberazione e della guarigione e pare anche della conoscenza), perchè il suo ministero sacerdotale fosse ancor più fecondo. Di padre Valeriano si ricordano la grande misericordia e compassione di fronte ai racconti di tante sofferenze e miserie umane, ma anche la fermezza nel ribadire le verità di fede.

Giunti da lui afflitti dai dubbi e dalle angosce, tutti tornavano a casa con il cuore sereno e pronti ad affrontare con rinnovato vigore le fatiche della vita, recando fra le mani la medaglietta miracolosa, che egli distribuiva a migliaia di esemplari. Ai colloqui padre Valeriano non si sottraeva neppure quando, negli ultimi anni di vita, fu costretto all’immobilità a causa della malattia. “Era soprattutto un uomo di grande preghiera, sempre con la corona del rosario fra le mani, molto devoto alla Vergine Immacolata. Trascorreva inoltre molte ore nel confessionale, totalmente disponibile – racconta padre Salvatore Santomaso, a lungo parroco alla San Massimiliano Kolbe e che, sollecitato dai parrocchiani, s’impegnò fortemente perchè il Comune intitolasse una via al confratello. Padre Valeriano Valeriani nacque a Marcellina-Tivoli (in provincia di Roma) il 29 febbraio 1912.

Entrò giovanissimo nei frati minori conventuali, trascorrendo il noviziato ad Assisi dove fu ordinato sacerdote il 21 luglio 1935. Fu grande ammiratore e seguace di San Massimiliano Kolbe, che conobbe personalmente. Con alcune anime da lui guidate dette vita, nel 1955 a Spinazzola (Bari), all’istituto secolare delle Missionarie Militi dell’Immacolata, che si espanse in Puglia e in Campania e che in seguito si unificò con analoga realtà sorta in Sicilia nel 1950. Il 25 settembre del 1977 l’istituto ottenne l’aggregazione all’ordine dei frati conventuali e riconosciuto istituto secolare di diritto diocesano da mons. Luigi Bommarito, arcivescovo di Catania, l’8 maggio 1996. Padre Pio, che ebbe molta stima per padre Valeriano. Racconta padre Salvatore che una volta il frate stimmatizzato, conosciuta la provenienza di un gruppo di pellegrini, esclamò: “Non c’è bisogno che venite da me quando avete da voi padre Valeriano!”.

Il frate si consumò per il bene della gente fino alla morte che lo colse, fra il dolore dei tanti figli spirituali, a 89 anni.

 

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