21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 16:13:38

Cronaca News

La pietra d’inciampo che risveglia la memoria di Taranto


Dal 28 gennaio anche Taranto ha la sua Pietra, ha il suo luogo di ritorno alla memoria, riposta davanti alla Parrocchia del Santissimo Rosario di Talsano. Memoria per un carabiniere, Luigi Zingarelli, morto a Dortmund in Germania il 22 aprile del 1944, mentre era prigioniero nel campo di concentramento. Zingarelli era stato catturato l’otto settembre del 1943 mentre era in servizio a Tirana, in Albania. Forse non molti sanno che in quel periodo fu dichiarato l’armistizio, appreso con entusiasmo dai militari stanchi dalla guerra che sognavano di rientrare in patria. Ma creò anche tanta confusione, gli ordini non arrivavano sul fronte albanese.

Questa confusione venne abilmente sfruttata dai tedeschi che erano riusciti a penetrare a Tirana, inizialmente con toni amichevoli consigliarono il disarmo alle nostre truppe, promettendo lo spostamento verso l’Italia. Invece iniziò la deportazione. La ricerca e la messa in opera della Pietra d’Inciampo è stata fortemente voluta dal Parroco della chiesa del Rosario Don Danilo Minosa, che con la collaborazione di alcuni parrocchiani, come Mimmo Annoscia con la figlia Annalisa, professoressa Valentina Bucci, la ditta Giuseppe Campo e Nikla Pastore, di Studio 100, ha ricostruito la storia e la vita del Carabiniere. «Credo che sia significativo il fatto che questo evento si stia vivendo in una periferia -ha raccontato Don Danilo durante la celebrazione della posa- a simboleggiare i tanti luoghi esclusi nel mondo, si sente parlare di esclusioni, di periferie, ma evidentemente queste tornano al centro dell’attenzione.

Da questa periferia oggi si leva un messaggio importante con le parole del Santo Padre, Papa Francesco, pronunciata in occasione della Giornata della Memoria, “ricordare è un’espressione di umanità, ricordare è un segno di civiltà, ricordare è condizione di un futuro migliore di pace e di fraternità”» ha concluso don Danilo Minosa. A depositare la pietra è stata la figlia del carabiniere, la signora Rosa insieme al Sindaco Rinaldo Melucci, a seguito della benedizione dell’Arcivescovo di Taranto, Monsignor Filippo Santoro. «Una pietra collocata, una pietra di memoria, una pietra che dalla periferia si rivolge a tutta la città di Taranto» ha detto l’arcivescovo che ha spiegato: «Quando parliamo del grande dramma che ha sconvolto il mondo con la Shoah, di questo terribile momento di distruzione dell’umanità, non parliamo di grandissimi drammi lontani, ma anche di un dramma vicino, di un dramma che si è consumato nella vita di Luigi Zingarelli, di cui noi siamo testimoni.

La memoria è quel segno della croce e il bacio che la signora Rosa ha fatto. La memoria non è il ricordo del passato, la memoria è il passato che viviamo, la memoria è come l’eucarestia, non è una cosa passata, ma è un presente che agisce. Ed è un presente che ci muove e ci commuove, ad essere come Luigi, persone giuste, persone che sostengono l’umanità che sono contrarie al razzismo e alla xenofobia, ad ogni forma di discriminazione. Persone che ci fanno rivivere il dramma dell’umanità ferita, ma anche il cuore grande di chi l’abbraccia, di chi vuole vivere con dignità, con solidarietà. Noi educhiamo i ragazzi a capire che queste storie non sono lontane come ai tempi degli antichi romani, ma sono cose che possono accadere ancora. Noi ora abbiamo un segno chiaro della memoria che scuote le nostre coscienze, una memoria viva che ci spalanca a costruire un presente e un futuro migliore. Attraverso il ricordo di Luigi diventiamo una città che non dimentica».

Alla piccola cerimonia di posa, celebrata sul sagrato della parrocchia del Rosario, proprio dove sorgeva la casa del carabiniere Zingarelli, erano presenti a porgere onore le più alte cariche della città, dal Prefetto, Martino De Metrio al Questore della Provincia di Taranto Dott. Giuseppe Bellassai, l’Ammiraglio di Divisione di Marina Sud Salvatore Vitiello, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Taranto Colonnello Luca Steffensen, il comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Taranto Colonnello Massimo Dell’Anna, Comandante della scuola Saram dell’aereonautica Militare di Taranto Colonnello Giovanni Riganti, il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Taranto Ingegner Pierpaolo Patrizietti, ma anche i Consiglieri Comunale di Taranto Dante Capriulo e Federica Simili, il Presidente Provinciale di Taranto della Croce Rossa Italiana Anna Fiore, il Comandante Provinciale di Compagnia dei Carabinieri Maggiore Gabriele Di Donna, il Comandante di Stazione dei Carabinieri di Talsano Luogotenente Gaetano Santaniello e tanti altri. Il sindaco Rinaldo Melucci, commosso ha ricordato come anche oggi, nella vicina Bosnia, in Africa e in Asia si stiano perpetuando drammi simili a quello della II Guerra Mondiale. La libertà che abbiamo, ha ricordato il Sindaco, non è acquisita, «la vita umana è a rischio, la dignità è a rischio». Melucci ha infine ringraziato la famiglia Zingarelli e l’arma dei Carabinieri perché ci ricordano che i campi di sterminio non sono così lontani, che non sono un film o una finzione.

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