22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca News

Invitalia-ArcelorMittal ok dell’Ue, via al primo investimento di 400 milioni

L'ex Ilva
Una veduta dello stabilimento ArcelorMittal di Taranto

L’Ue ha dato l’ok alla società mista Invitalia-ArcelorMittal. L’autorizzazione anti trust della Commissione europea, in sostanza, costituisce il via libera all’acquisizione del controllo congiunto di Am InvestCo Italy da parte di Invitalia e di ArcelorMittal. L’operazione è stata esaminata con la procedura semplificata di revisione della fusione, a conclusione della quale la Commissione ha spiegato di ritenerla compatibile col mercato interno e con quello europeo.

Il placet dell’Ue, arrivato anche in anticipo rispetto alla scadenza dei termini, consente alla neonata società pubblico-privata di cominciare a operare e a Invitalia di effettuare il primo investimento nel capitale della società che si occuperà del Siderurgico di Taranto. L’investimento, di 400 milioni di euro, da effettuare, secondo l’accordo raggiunto il 10 dicembre scorso, entro il 31 gennaio, era subordinato al parere favorevole della Commissione europea. Il secondo investimento, invece, fino a 680 milioni di euro, è previsto a maggio 2022 a conclusione dell’acquisto da parte di AM InvestCo dei rami d’azienda dell’ex Ilva ed è legato ad alcune condizioni fra le quali il dissequestro degli impianti dell’area a caldo (decisione legata al verdetto del processo sul disastro ambientale degli ex vertici dello stabilimento). Con la seconda tranche, la partecipazione di Invitalia in AM InvestCo raggiungerà il 60%. Mentre ArcelorMittal avrà il 40% e il controllo congiunto della società. Il via libera all’operatività della società consente di riprendere il confronto con i sindacati, avviato nelle scorse settimane e poi “congelato“. Infatti, le organizzazioni di categoria hanno tempestivamente sollecitato la ripresa del tavolo.

“Dopo l’ok arrivato in anticipo dalla Commissione europea sull’ingresso di Invitalia in ArcelorMittal, basta alibi”. Tuona Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, secondo il quale la crisi di Governo non può costituire un motivo di rinvio in considerazione delle questioni da discutere a cominciare dal rischio di stop dell’Altoforno 4:”Nonostante la complicata situazione del Governo -dichiaraPalombella- bisogna immediatamente riprendere il confronto sindacale sul piano industriale. Il quadro complessivo dell’ex Ilva continua a essere drammatico – continua Palombella – annunci di ripartenza di impianti e poi rinviati, ipotesi di fermata dell’Afo 4 per problemi legati alla copertura del nastro trasportatore di carica, richiesta di cassa integrazione per oltre 8mila lavoratori senza aprire una adeguata discussione, e infine la tanto promessa integrazione salariale per 1.800 lavoratori in Ilva as che il governo doveva inserire nei Ristori ed è ancora bloccata.

“Non c’è più tempo da perdere –conclude il leader nazionale della Uilm– la situazione è diventata insostenibile, Invitalia e ArcelorMittal devono immediatamente convocare un incontro”. Il rischio di fermata dell’Altoforno 4 è legato alla mancata concessione della proroga per la copertura dei treni nastri tema oggetto di una presa di posizione del Codacons che, in una nota, spiega di aver “presentato formale istanza al Ministero dell’Ambiente per partecipare al procedimento aperto dal dicastero e finalizzato ad individuare misure rafforzative a tutela dell’ambiente per l’esercizio normale dell’acciaieria di Taranto”. Secondo il Codacons, costituitosi in giudizio dinanzi al Tar in seguito al ricorso di ArcelorMittal, “appare opportuno che l’istanza del gestore venga rigettata e che ArcelorMitttal sia sanzionata essendo i ritardi nell’attuazione della prescrizione 6 dipendenti dalla sua volontà – scrive il Codacon- appare inoltre saggio che il Ministero voglia implementare le misure per le condizioni normali d’esercizio dell’impianto, prevedendo nuove regole affinché l’attività produttiva sia compatibile con l’ambiente, senza emissioni fuggitive, cronico problema dell’impianto siderurgico.

Il Codacons ha chiesto di partecipare al procedimento attraverso il suo consulente, professor Matteo Vitali, chimico farmaceutico ed esperto in sanità pubblica, “per proporre soluzioni idonee affinché i nastri trasportatori in condizioni di normale esercizio non impattino sull’ambiente”. L’associazione ricorda che la richiesta di proroga del termine del 31 gennaio per la copertura dei nastri non è stata accolta dal Ta. Comunque il giudizio sarà definito a maggio.

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