16 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Aprile 2021 alle 15:43:58


Volendo fare una sintesi sulla situazione musicale internazionale che ci è stata descritta, tra le pagine di questo giornale, da una infinità di personaggi, potremmo dire che ovunque sia davvero dura per la musica. Quasi tutti gli artisti con i quali ci siamo confrontati sono stati d’accordo nell’attribuire la responsabilità di questa regressione musicale ai media, alle grosse radio e, soprattutto, ai grossi network. Il mondo delle radio è cambiato moltissimo rispetto ai tempi pioneristici quando era lo stesso disc jockeyspeaker a preparare la scaletta e ad impostare il programma.

Ora ci sono altre figure come il direttore musicale che passa le scalette agli speaker per tenere il tutto in linea con il format della radio. Ed è pure cambiato il modo di comunicare. Certo oggi si parla in modo più professionale, si studia dizione e si scelgono le voci più accattivanti che si somigliano, però, un pò tutte perchè esistono dei canoni precisi da rispettare, cosa che fanno e devono fare tutti penalizzando, però, informazione e contenuti. Per tale motivo ho deciso, di tanto in tanto, di farmi “un giro” anche nel web alla ricerca di radio che vadano controtendenza. Ed ecco che la prima che mi passa per la mente è Radio Gamma 5 in FM per il Veneto, ma che è possibile ascoltare in streaming via web praticamente in tutto il mondo. Radio Gamma non solo è già una radio poco allineata in linea generale, ma all’interno del suo palinsesto ha una trasmissione intitolata “Selezioni in nero” che ho avuto modo di conoscere bene per essere stato più volte ospite.

Il programma è condotto da Robertfunk e da Anderson Purplerain, due disc jockey di lungo corso dotati di conoscenza musicale straripante, di una passione per la buona musica incrollabile e sempre alla ricerca del bello nuovo. A loro chiedo come nasce “Selezioni in nero” «Un giorno di circa sette anni fa – racconta Robertfunk – ricevetti una chiamata dall’allora proprietario del club dove “suonavo” afrofunk: “Mi ha chiamato un conduttore di Radio Sherwood, non ho capito bene cosa voglia. Chiamalo tu…”, mi dice…» «In quel periodo spulciavo tutte le sezioni “cultura” dei giornali locali alla ricerca di artisti o dj da intervistare, mi colpì questo club che proponeva musiche afrofunk e mi son detto “finalmente qualcuno di coraggioso che esce dal solito” – aggiunge Anderson Purplerain – Così presi il telefono e chiamai il titolare. La genesi di “Selezioni in nero” nasce così da una conoscenza reciproca fatta di scambio di musiche, ospitate in trasmissione, molti caffè e lunghe attese. Prima di concretizzare il tutto trascorsero, in ogni caso, altri due anni circa».

Perchè il titolo “Selezioni in nero”?
«Cercavamo un titolo in italiano, fuori dai soliti “Soul qua”, “Funk la” e via dicendo che fosse efficace nel trasmettere l’essenza delle nostre idee di musica – racconta Anderson Purplerain – In aiuto son venute le dosi massicce di Dylan Dog che ho letto nel tempo: l’uso del titolo degli episodi mi ha ispirato molto. Ricordo bene: “Selezioni in nero” mi è venuto mentre lavavo i piatti». «Anderson mi minacciò: fui costretto ad accettare anche se, devo dire, le “selezioni in nero” evocano i vecchi vinili», aggiunge Robertfunk.

Come arrivate a Radio Gamma5?
«Siamo nel 2015 – dice Anderson – Dovete sapere che a radio Gamma 5 periodicamente si tengono le riunioni dei conduttori. Riunioni alla fine delle quali si lascia spazio alle nuove proposte. Così, di fronte ad una cinquantina e oltre di conduttori abbiamo esposto la nostra idea di programma. Successivamente, siamo stati ospitati da una coppia di conduttori che, poi, ha lasciato la conduzione. Poco tempo dopo, fatalità, si libera uno spazio nel palinsesto…«. «Il primo anno ci lasciarono trasmettere durante il periodo estivo per copertura ferie – afferma Purplerain – Poi, dall’autunno in pianta stabile il sabato pomeriggio. Invece dal 2016 trasmettiamo sempre il giovedì sera». Perchè “Selezioni in nero” in FM. «Due aspetti vanno considerati: il primo è aver dato continuità ad una realtà artistica solida che già si era creata con le nostre esperienze precedenti; il secondo è che a Gamma 5 non ci hanno mai imposto nulla riguardo il tipo di programma e il modo di condurlo… Insomma il modo di fare Radio è un pò Old Style con tutto quello che di positivo comporta», dice Anderson. «Ero stufo di ascoltare i soliti programmi preconfezionati dagli editori – continua Robertfunk – E, quindi, ho pensato di entrare in scena anche come conduttore radio (cosa mai immaginata prima)».

Come impostate una puntata?
Robertfunk: «A meno che non ci sia una intervista pianificata, tutto nasce dal caffè pre diretta e da occhiate d’intesa per metter su tal brano o dire tal cosa». «Non ci poniamo alcun tipo di barriera musicale – aggiunge Anderson – Spaziamo dal jazz anni ‘50 fino al reggae o all’afrobeat, però impostandolo come fosse un possible dj set, armonizzando la sequenza di brani oppure rompendola e cambiando genere. Sicuramente l’esperienza come disc jockey ci ha aiutato». Robertfunk:«Una caratteristica del programma sono i primi 20-25minuti di sola musica senza parlato, per far capire anche che tipo di musica proponiamo; poi è importante anche recuperare il piacere del solo ascolto dei brani».

Come realizzate un’intervista?
«Premetto che siamo poco “social” e ci piace molto di più il contatto umano via telefono – sottolinea Anderson – Quindi il contatto avviene sempre telefonicamene per creare empatia. Poi il protagonista è sempre l’ospite: bisogna metterlo a suo agio, limitare il proprio ego e aiutarlo a far emergere anche gli aspetti umani del suo lavoro«. «Le chiamiamo interviste, ma sono in realtà delle chiaccherate tra amici – continua Robertfunk – e come spesso accade, escono fuori molti aneddoti simpatici e curiosità». «Inoltre è importante per chi ascolta capire le varie sfumature e difficoltà del mestiere di musicista che non significa solo pubblicare un album», dice Anderson

Come scegliete gli artisti da intervistare?
Robertfunk:«Mi piace l’idea che artisti possano trovare spazio in FM quando, sicuramente, nel mainstream verrebbero snobbati». Anderson:«Adoro il fatto di poter unire la penisola contattando musicisti da tutta Italia e, come dice robertfunk dargli uno spazio altrimenti difficile da ottenere».

Ricordate il momento più imbarazzante?
«Dovete sapere che non essendo la radio super aggiornata dal punto di vista tecnologico – racconta Anderson – bisogna un po’ arrangiarsi. Per esempio per fare interviste con l’estero dobbiamo passare per le famose schede telefoniche da 5 euro, a durata variabile, ormai quasi introvabili. Stavamo intervistando Dom Servini (fondatore etichetta wah wah 45’s) da Londra e l’operatore ci concedeva solamente 27 minuti… ecco l’intervista saltò sul più bello. Non ho avuto il coraggio di richiamarlo fuorionda e dirgli, con la coda tra le gambe, “guarda mi spiace: il credito è finito..”. Sembrava di essere negli anni 2000…». «Sotto pressioni governative – aggiunge Robertfunk – rompemmo l’accordo iniziale dove io dovevo occuparmi della regia e Anderson della conduzione. Passammo, invece, all’”assetto” doppia regia che ci dà più libertà di gestire i microfoni, mixer, telefonate e quant’altro. Però mi obbligò a diventare speaker, difetti compresi». Anche a loro chiedo dieci track preferite, ma loro amando quasi tutta la loro discografia preferiscono darmi il nome degli artisti. Eccoli: 1) JP Bimeni & the Black Belts BURUNDI /SPAIN 2) Mistura Pura ITALIA 3) Izo Fitzroy UK 4) Pellegrino & Zodyaco ITALIA 5) Soothsayers U.K 6) Bahama Soul Club GERMANIA 7) Club des Belugas FRANCIA/GERMANIA 8) Davide Nicchio ITALIA 9) The Blassics FINLANDIA/ERITREA 10) Skinshape U.K/ KENYA/BRASILE

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