20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 09:30:53

Cronaca News

Coronavirus, la rabbia dei commercianti: «Rispettiamo le regole»


Un grido di rabbia affidato al più popolare dei social, facebook. Confcommercio Taranto non ci sta, dopo quanto visto nell’ultimo week-end: «Un sabato sera nel centro di Taranto con tantissima gente per strada, molti – soprattutto giovani – con le mascherine abbassate o addirittura senza. Molti, troppi assembramenti e tantissime situazioni fuori controllo, come dimostrano i cestini porta rifiuti ricolmi di bottiglie e resti di cibo consumato per strada, a due passi da attività che dopo le 18 restano aperte per fare esclusivamente asporto o consegna a domicilio» si legge in un post dell’associazione. Continua Confcommercio: «Che senso ha che bar e ristoranti restino chiusi al pubblico? Paradossalmente una pizza consumata al tavolo in un locale dove si rispettino tutte le prescrizioni anti Covid – peraltro scrupolosamente seguite dalla maggior parte delle attività commerciali – potrebbe essere più sicura. Certamente quanto avviene per strada è addebitabile a comportamenti irresponsabili, ma se ci fossero maggiori controlli, si potrebbe monitorare meglio il territorio, e favorire un più rapido ritorno alla normalità».

Delle «criticità che incombono sulla comunità della provincia di Taranto» anche in riferimento al Covid parleranno oggi in una importante conferenza stampa i segretari di Cgil, Cisl e Uil Taranto Peluso, Solazzo e Turi: «Viviamo la più difficile condizione umana, sociale e sanitaria dal dopoguerra ad oggi e sentiamo il dovere di richiamare a tale emergenza con tutta la responsabilità che compete a chi si occupa della difesa dei lavoratori e dei cittadini. In primo piano vi è la questione sanitaria, con una escalation di morti e contagiati da Covid 19 in Puglia e a Taranto in particolare che incute terrore. Occhi puntati soprattutto sull’organizzazione dei presidi ospedalieri, di alcuni reparti particolarmente delicati (come ematologia al Moscati di Taranto), e delle Rsa. Strettamente connessa a questa situazione desta particolare preoccupazione la situazione all’interno delle scuole in mancanza di informazioni esaurienti sul tracciamento e lo screening, nonché le modalità di trasporto pubblico ancora poco chiare» si legge in una nota dei sindacati. Sul fronte dei controlli, i carabinieri della Stazione di Laterza, nel corso dei servizi finalizzati a garantire il rispetto delle misure urgenti per il contenimento dell’epidemia hanno sanzionato il proprietario di un pub del posto e i 12 avventori sorpresi all’interno dell’esercizio pubblico in violazione delle normative che limitano o sospendono le attività dei servizi di ristorazione e che obbligano il mantenimento della distanza di sicurezza.

I militari hanno sorpreso dodici persone, tutte del luogo, all’interno di un pub del luogo, il tutto in evidente violazione delle misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da Covid-19 emanate dal Governo. L’intervento dei Carabinieri ha interrotto l’assembramento in violazione alla limitazione delle attività dei servizi di ristorazione (consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze) mentre i dodici avventori sono stati sanzionati per non aver mantenuto la distanza di sicurezza. Condotte irresponsabili assunte forse con l’illusione di poter eludere qualsiasi controllo e raggirare la legge. Dopo le formalità di rito, sono state contestate sanzioni amministrative per un importo di 400 euro, a carico del proprietario del locale, e di complessivi 5.200 euro, nei confronti dei dodici avventori presenti. La Puglia, intanto, potrebbe diventare zona gialla dalla prossima settimana.

«La zona gialla purtroppo lascia psicologicamente intendere che la tensione si sia abbassata. Non è così, noi abbiamo ancora tanti contagi. Le Regioni hanno perso la possibilità di intervenire sulle misure di controllo della curva epidemiologica perché il Governo ha tolto totalmente questi poteri. Noi ci limitiamo a gestire gli ospedali, che al momento non sono sotto pressione. Abbiamo le terapie intensive con posti liberi, posti di area medica abbastanza capienti. Il regime della zona gialla, dal mio punto di vista, in questo momento è sbagliato, pericoloso, e tutta l’Italia avrebbe dovuto rimanere nella situazione della zona arancione, perché altrimenti rischiamo che questa variante inglese che sta per arrivare, acceleri di nuovo e provochi assieme alla riapertura delle scuole una terza ondata molto grave. I numeri della Puglia sono da zona gialla in questa settimana. Dopo due settimane di dati da zona gialla sarà impossibile rimanere in arancione, anche perché lo Stato ci rimette più ristori in zona arancione. E’ quindi molto probabile che da lunedì prossimo saremo gialli».

A dichiararlo il presidente della Regione, Michele Emiliano, a TrNews Talk di Telerama, intervistato dal direttore Giuseppe Vernaleone.

I temi sanitari sono oggetto del dibattito aperto nella III Commissione regionale del presidente Vizzino, dove si parla con il contributo dell’assessore alla sanità Luigi Lopalco e del direttore del Dipartimento Vito Montanaro, anche di tutte le criticità emerse nel corso della pandemia. «Una debolezza del territorio – ha sottolineato Lopalco – che questo Governo dalla prima ora ha cercato di colmare, puntando l’attenzione su quella che io definisco la medicina di prossimità. La medicina del territorio che vede coinvolti in prima persona i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Massima attenzione a questa strategia, quindi, con il mio più ampio consenso». Quindi il punto nevralgico della politica del Governo è il potenziamento dell’assistenza territoriale, una politica che consente di tenere sotto controllo il territorio anche con una sorta di censimento dei malati cornici, cosa che peraltro avrà i suoi frutti anche nel corso della programmazione della campagna vaccinale.Montanaro ha ricordato il punto di partenza, i controlli sulla spesa sanitaria che hanno rappresentato un freno, «perché la ragioneria e i vincoli finanziari condizionano le scelte, purtuttavia abbiamo avuto grandi soddisfazioni a livello nazionale e la Puglia partecipa (unica Regione del Sud) al tavolo nazionale che ha come obiettivo le scelte sugli investimenti del settore anche in funzione dei finanziamenti europei in arrivo».

Ad intervenire è poi il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Renato Perrini, vice presidente della Commissione Sanità: «Non mi fermerò di certo di fronte alle rassicurazioni, che neppure tali sono state, del direttore generale della Asl, Stefano Rossi, nell’audizione in Commissione. Lo devo alle famiglie che hanno perso i loro congiunti, forse, anche per l’opinabile organizzazione sanitaria al Moscati di Taranto. Agli inizi di novembre scorso i pazienti, in attesa che si liberasse un posto letto, venivano ‘parcheggiati’ nella Covid Station 118: un nome suggestivo, ma di fatto delle tende, allestite per gestire l’urgenza. Qualcuno mi ha detto che quel tempo perso nella ‘tenda’ è stato fatale per il prosieguo della degenza. È così? Il mio intento è proprio questo: chiedere al dg Rossi di fare le dovute verifiche, e dare risposte non a me o al mio partito, ma ai tarantini. Così come sempre il Dg Rossi deve spiegare, sempre non a me, ma in questo caso ai medici tarantini, perché è stata individuata una terna barese di nomi per la transizione verso il nuovo ospedale di San Cataldo. I medici del territorio non hanno le capacità sanitarie per ricoprire il ruolo?»

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