19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

Cronaca News

Cocaina dall’Olanda, un tarantino agli arresti domiciliari


Anche un pulsanese coinvolto nel blitz antidroga “Skipper”, con il quale è stata sgominata una organizzazione dedita al traffico di stupefacenti, attiva nel basso Salento e con ramificazioni nel Napoletano e in Olanda. E’ finito agli arresti domiciliari il quarantaseienne Luca Pavese. Nel bilancio dell’operazione venti gli arrestati, dieci dei quali finiti in carcere, e tre obblighi di firma. Sotto sequestro preventivo sono finiti immobili e conti correnti, per oltre 4 milioni di euro, di indagati salentini.

II blitz “Skipper”, coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, è stato portato a termine all’alba di ieri dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Lecce insieme ai loro colleghi della Direzione investigativa antimafia. Le indagini durate circa due anni, attraverso l’utilizzo di intercettazioni ambientali e telefoniche, acquisizione di tabulati, dispositivi di localizzazione e gps ed anche attività di appostamento e pedinamento hanno consentito di rilevare, nonostante i tentativi di eludere i controlli da parte degli indagati, l’esistenza di una capillare rete dedita al commercio transazionale di cocaina. A seguito dei rilievi emersi dall’attività di intercettazione, nel corso delle indagini sono stati eseguiti cinque arresti in flagranza di reato nonché il sequestro di circa 25 chili di cocaina, diverse armi e circa 90mila euro in contanti, rinvenuti in possesso degli indagati. Il continuo monitoraggio operato dai poliziotti della Squadra Mobile ha consentito di individuare gli elementi di spicco dell’organizzazione, le modalità di comunicazione adottate, i mezzi impiegati, l’iter di importazione della sostanza e i ruoli rivestiti da ciascun componente.

La cocaina, prodotta in Sud America, giungeva ad Amsterdam, in Olanda, dove sarebbero stato adibiti appartamenti ad hoc per i corrieri, decine di magazzini atti allo stoccaggio della sostanza e vari locali-garage per la custodia di autoarticolati e dei mezzi necessari al carico e al trasporto. Ingenti quantitativi di cocaina sarebbero poi stati importati periodicamente, sotto la supervisione di uno degli elementi di spicco del gruppo. Curati prima gli approvvigionamenti della sostanza stupefacente intrattenendo i contatti con i fornitori internazionali e finanziandoli, avrebbe poi diretto i successivi trasporti e le consegne nel Salento, effettuate con sistematica periodicità dai suoi “collaboratori” di fiducia. Questi ultimi, avvalendosi di mezzi di trasporto, acquisita la cocaina in Olanda, avrebbero effettuato una sosta presso il luogo di stoccaggio campano per poi provvedere a consegnarla nel Salento. Della distribuzione sul territorio salentino si sarebbe occupato, invece uno degli indagati il quale avrebbe gestito, tramite alcuni gregari, la successiva consegna agli altri componenti dell’organizzazione.

Questi ultimi avrebbero poi provveduto alla cessione dello stupefacente sulle piazze di spaccio di Nardò, Ruffano, Scorrano, Acquarica del Capo, Lecce, Taviano e anche della provincia tarantina. In Olanda, intanto, in accordo con la polizia locale, sono in corso perquisizioni ad Amsterdam, in magazzini dell’area portuale dove sarebbe stata stoccata la sostanza in arrivo dal sud America prima di essere inviata in Italia, nonché abitazioni poste nell’immediata periferia urbana dove avrebbero soggiornato i corrieri lì giunti dall’Italia per caricare la sostanza stupefacente da trasportare.

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