16 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Aprile 2021 alle 18:03:30


Sabato 30 alle ore 20 è andato in onda dalla Biblioteca Acclavio lo spettacolo in streaming organizzato dall’associazione culturale Nobilissima Taranto e Museion soc. coop. “Amarono Odisseo”. Lo spettacolo coronato da uno straordinario successo si inserisce nel contesto di un filone di eventi, sempre a cura delle due associazioni che punta a portare il grande pubblico verso una sempre maggiore conoscenza del mito o dei miti della nostra grecità, così come sono stati rappresentati in letteratura da Omero, passando per Ovidio e fino a Cesare Pavese.

Nell’occasione il mito ha riguardato le quattro donne che amarono Odisseo: le due divine Calipso e Circe e le due mortali Nausicaa e Penelope. Nella sua introduzione è toccato a Pierfranco Bruni, scrittore, poeta e critico letterario, fra i più accreditati studiosi dell’opera di Cesare Pavese tratteggiare le due donne divine così come sono presenti nella sua famosa opera “Dialoghi con Leucò”. Adriana Capuano e Bruno Peluso hanno interpretato il duetto fra Calipso e Odisseo e, subito dopo Adriana Capuano ha rappresentato la figura di Circe. Una interpretazione di altissimo livello che ha saputo collocare benissimo il personaggio omerico in quello spazio e tempo che Circe vive in questo mito arcaico così come lo raccontò Pavese. una interpretazione frutto di un’acurata ricerca sul testo letterario e sulla dimensione onirica, metafisica e mistica che lo attraversa. Il prof. Mario Lazzarini ha presentato le due donne mortali e il loro rapporto con Odisseo, soffermandosi soprattutto sull VI libro dell’Odissea che descrive l’incontro fra Ulisse e Nausicaa e le capacità ammaliatrici dell’uomo dal multiforme ingegno. Bruno Peluso anche in questa occasione ha rappreentato dall’alto della sua professionalità l’Ulisse omerico duettando con Valentina Parabita nel ruolo di Nausicaa.

La figura di Penelope è invece tratta dalle Eroidi di Ovidio, la famosa opera nella quale Ovidio immagina tutta una serie di donne del mito mentre scrivono o raccontano del rapporto con gli uomini che hanno amato. Una bellissima lettera quella che Penelope invia ad Ulisse che ancora non torna. Una lettera il cui reading è stato affidato a Valentina Colleoni che ha saputo scandire e modulare nei toni e nel patos i diversi momenti nei quali i sentimenti di Penelope si manifestano: l’appello accorato quasi misto a rabbia a far presto a tornare, il dubbio che il suo amato abbia deciso di lasciarla con altre donne, il richiamo alla responsabilità di figlio e di padre oltre che di sposo, la struggente riflessione che col trascorrere del tempo Ulisse possa ritrovare non la giovne sposa ma una vecchia. La conclusione dello spettacolo ha idealmente chiuso dopo questa lettera il ciclo dell’attesa che, in questo caso ha riguardato non una donna mediterranea ma dell’estremo oriente. A Valentina Colleoni, volto e voce nota ormai da tempo al grande pubblico, il compito di cantare la meravigliosa aria lirica “un bel dì vedremo” dalla famosa opera pucciniana Madame Butterfly. E anche questa volta, in uno dei suoi numerosi cavalli di battaglia Valentina Colleoni soprano acuto con notevole capacità nella emissione dei toni gravi con capacità di passare con estrema facilità nella vocalizzazione in zona acuta e sopracuta, ha incantato.

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