17 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Aprile 2021 alle 18:16:49

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Mezzogiorno protagonista: una scelta anche dei siciliani


Da alcuni mesi alcune centinaia di cittadini seguono, spesso anche partecipando, le iniziative di Mezzogiorno Federato nelle quali prevalgono due temi, il primo assolutamente nuovo che tende a dimostrare come i territori meridionali d’Italia possiedano gli unici fattori economici disponibili e capaci di determinare una grande espansione del PIL dell’intera nazione, il secondo nel quale si segnalano le infrastrutture indispensabili da realizzare per questo obiettivo. Si tratta di una novità politica assoluta: chiedere una scelta a favore del meridione per la prima volta senza poggiare la forza del ragionamento sulla ricerca, anche facile, di rivalse rispetto alle maggiori attenzioni avute dai territori del nord del Paese, ne tantomeno facendo leva sulle responsabilità che attengono alla guida piemontese per il tipo di unità realizzata in Italia.

Questa novità colpisce le coscienze, ma soprattutto crea interesse a capire, con la conseguente creazione, grazie alla nostra iniziativa, di un grande “tavolo” nel quale il dibattito si è acceso trascinandovi attorno segmenti strategici della cultura italiana, economisti, urbanisti, ecologisti e quant’altro, tutti entusiasti di dare la loro versione sul come il Mezzogiorno possa trasformarsi da luogo dei ricordi e delle vacanze, a territorio di lavoro e di incontro. Da almeno 4 anni gli istituti economici più avvertiti guardano all’Italia meridionale come alla naturale piattaforma dell’Europa nel Mediterraneo dove, complice il raddoppio del canale di Suez, avverrà un gigantesco scambio tra le materie prime e i semi lavorati provenienti da oriente con i prodotti finiti dell’industria europea, scambio che ormai è diseconomico mantenere nei porti del nord Europa.

L’occasione che viviamo nasce dalla scelta dell’intera Comunità Europea di andare verso un grande indebitamento, autorizzando grandi investimenti infrastrutturali, scommettendo su un conseguente grande rilancio economico capace di ammortizzarli. Queste ragioni economiche divengono alleate di chi da sempre crede in questi territori e si batte per essi, ma tutta l’Italia, anche se dominata da una cabina di regia economico-politica a trazione nordista, dovrà misurarsi con questa scelta e con le stringenti indicazioni di Bruxelles, magari cavalcandola per rendere la grande rete manifatturiera del nord Italia protagonista anche della svolta che coinvolge il meridione. In questo contesto Mezzogiorno Federato ha aperto un dibattito di grande rilievo perché, mentre irritualmente, ma con significato politico forte, lanciava un forte appello ai Presidenti delle Regioni meridionali a fare cartello superando le diverse collocazioni politiche, ha contemporaneamente chiamato tutti i cittadini, senza distinzione di appartenenza, a confrontarsi per determinare una condivisione di scelte.

Così si è iniziato a dare voce alle ragioni di quelle realtà professionali, tecniche, scientifiche e di ricerca che vivono il territorio e da anni ne conoscono le strettoie da superare; a tutti è stato chiesto solamente competenza e passione civile. Ma un aspetto assolutamente originale di questo “tavolo” sta nel fatto che non nasce accanto ad interessi di una singola regione, non è “Napoli – centrico” o “Bari – centrico” ma spinge alla costruzione di una domanda unitaria di un territorio che vuole e deve presentarsi collegato in un unico progetto di sviluppo. Altro fatto “speciale”: per la prima volta ci sono molti siciliani che parlano di Sicilia non come una realtà separata, ma come elemento trainante a favore dell’intero meridione e, quindi, del Paese. Si abbozza l’idea che la più grande isola del Mediterraneo, con una popolazione di oltre 5 milioni di abitanti, con le sue coste poste al centro di un mare strategico per l’economia mondiale, scelga di essere inserita organicamente in un progetto di riconversione dell’intero territorio del Mezzogiorno, così conferendovi indubbiamente forza e rendendo realistico immaginare un grande sistema di trasporti, da e per i porti, pronto ad offrirsi al grande flusso mondiale delle merci, con la parallela e fatale crescita esponenziale di aree attrezzate per le riconversioni merceologiche aperte agli investimenti europei e mondiali.

Nello scorso numero di Buonasera sud, con l’intento di aprire un dibattito ad alto livello, è stato pubblicato un documento di grande rilievo, UN PROGETTO di SISTEMA PER IL SUD, a firma di Adriano Giannola, Pierpaolo Maggiora e Aurelio Misiti, nel quale viene organicamente proposta la via attraverso la quale i flussi finanziari possono trasformarsi in fattori moltiplicativi di reddito e di ricchezza venendo incontro agli obiettivi della C.E. Chi ha avuto la pazienza di leggerlo vi ha ritrovato il riepilogo di una serie numerosa di iniziative, il riordinamento di tanti percorsi progettuali, ma certamente la cosa più importante è che vi abbiamo letto finalmente un “sistema” organico attraverso il quale il Mezzogiorno italiano può avere un ruolo sinergico di grandissimo rilievo.

Ovviamente tutto può essere perfezionato ed aprire un confronto su temi attualissimi e di grande rilievo, come fa Mezzogiorno Federato, consente di far divenire sempre più forte il peso della proposta. Unità Siciliana, le Api di Sicilia come amiamo chiamarci, organizzazione che vede la maggior parte dei suoi numerosi esponenti partecipare a questo dibattito, l’ha già fatto, realizzandone una sintesi che riassume tutte le scelte proposte, dando maggiore ampiezza agli obiettivi da perseguire con l’aggiunta di realizzare una macro regione europea capace di ancorare l’Europa al Mediterraneo. Ma ha posto anche l’attenzione su una diversa operatività del sistema dei trasporti aerei, suggerendo la creazione di due HUB aeroportuali, uno in Sicilia e uno nel meridione, magari in Puglia che ha una ragionevole distanza da Roma, per ospitare voli internazionali di lunga distanza, dando un servizio non solo al meridione e alla Sicilia, ma all’intera regione mediterranea circostante. Poi è stata sottolineata la necessità di inserire nelle Zone Economiche Speciali i poli di Palermo e Catania/Augusta realizzando la interconnessione con i porti di Pozzallo e di Gela che si affacciano sul canale di Sicilia, innanzi all’autostrada del mare. Ricordano che in Sicilia vi è l’incontro tra una importante produzione di gas naturale liquido e, a Gela arriva il gas proveniente dalla Libia, mentre a Mazara quello dell’Algeria, quindi i porti di questa costa potrebbero rifornire di Gas le migliaia di navi che transitano a poche miglia di distanza.

Infine dalla Sicilia arriva il suggerimento di inserire tra gli obiettivi su cui orientare gli investimenti la riqualificazione della viabilità secondaria e quella dei collegamenti ferroviari regionali, unita a quella di tutti i centri interni, partendo dai 35 villaggi rurali che furono edificati negli anni 30 e che potrebbero determinare una ripresa di ambienti potenzialmente molto produttivi. Ecco la migliore delle risposte che arriva da una regione spesso protagonista di lotte separate rispetto al resto del meridione, un contributo decisivo con una proposta di integrazione e di allargamento all’interno di un piano organico per il sud. Adesso aspettiamo che altre voci arrivino da ogni parte del Mezzogiorno a integrare, correggere, specificare quello che dovrà divenire una scelta di campo e una proposta unitaria da presentare al Paese, per il Paese. Chiudendo non posso non avere presente l’accusa forte e pervicace che ci insegue e aleggia su di noi ogni volta che parliamo di Mezzogiorno: voi meridionali avete dimostrato di non essere capaci di costruire una società moderna, civile, efficiente. Accusa che apre un dibattito che costringe, chi vi partecipa, su un terreno odioso dove si perviene fatalmente ad uno scambio di responsabilità infinito e dove la demagogia prevale. Quest’accusa vorrei archiviarla citando l’esempio di Mezzogiorno Federato che ha scelto una via che opera la selezione naturale di chi ha interesse e piacere a convenire seguendo l’insegnamento di Benedetto Croce: “un nuovo e più alto costume, una nuova e più alta disposizione negli animi e nelle volontà, per modificare in meglio la società in mezzo a cui si vive, godendo di quest’opera…”. Con queste riga nella mente penso che potremo andare con fiducia all’appuntamento costituente che Claudio Signorile ci propone.

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