23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 15:58:51

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La verità su Sciascia nel saggio a quattro mani di Bruni e Mazza


L’8 gennaio del 1921 nasceva Leonardo Sciascia: il centenario della sua nascita si celebra con un saggio di Pierfranco Bruni e Mauro Mazza dal titolo “Nient’altro che la verità – Leonardo Sciascia”. Due personalità di primo piano della cultura e del giornalismo italiano. La presentazione del volume è di Neria De Giovanni, presidente della Associazione Internazionale dei Critici Letterari. Il testo attraversa gli scritti di Sciascia in una geografia letteraria e politica che va dalla letteratura al caso Moro. Vengono analizzati sia il geografico mondo letterario che le posizioni politiche culturali di Sciascia, anche attraverso i suoi limiti come la sua posizione sui “professionisti dell’antimafia” e la sua posizione sul caso Sofri.

Appunto nient’altro che la verità. Una posizione quest’ultima che ha ancora molti lati oscuri. Il testo entra anche in tali problematiche con molta acutezza e realtà. Pierfranco Bruni traccia un vero e proprio racconto del Leonardo Sciascia all’incipit della sua vita poetica e letteraria. Mauro Mazza incide in una dialettica politica che tocca i casi Enzo Tortora, Aldo Moro e la querelle sui professionisti dell’antimafia.

LEONARDO SCIASCIA
Leonardo Sciascia a Racalmuto, in provincia di Agrigento, primo di tre fratelli. La madre proviene da una famiglia di artigiani mentre il padre è impiegato presso una delle miniere di zolfo locali e la storia dello scrittore ha le sue radici nella zolfara dove hanno lavorato il nonno e il padre. Trascorre l’infanzia circondato da zie e zii nella casa di Racalmuto di via Regina Margherita, 37 – oggi via Leonardo Sciascia – aperta al pubblico nel luglio del 2019 da privati e inserita nel percorso turistico “Strada degli scrittori”. È stato uno scrittore, giornalista, saggista, drammaturgo, poeta, politico, critico d’arte ed insegnante. Ebbe anche un’attività politica importante, attestato su posizioni di socialismo democratico e marxismo moderato, poi di radicalismo liberale, garantismo e socialdemocrazia. Fu dapprima consigliere comunale a Palermo (1975-1977) per il Partito Comunista Italiano e, in seguito, dal 1979 al 1983 deputato in Parlamento per il Partito Radicale. Infine fu simpatizzante del Partito Socialista.

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