20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 20:01:12


“La logica del bene comune – Conoscienza, memoria, responsabilità, dialogo”. È questo il titolo del volume di Riccardo Milano (prefazione di Stefano Zamagni – Gabrielli editori) che sarà presentato martedì 9 febbraio alle 18 sulla piattaforma Zoom. Si tratta della nuova edizione commentata dell’opera di Antonio Genovesi: “La Logica per i giovanetti”. All’evento, organizzato dal Centro di Cultura per lo Sviluppo “Giuseppe Lazzati”, interverranno Stefano Zamagni; Riccardo Milano; Luigi Ricciardi; Leonardo Laterza; Vittorio De Marco; Gianfranco Dioguardi. Coordina i lavori Franco Caputo.

«A circa duecentocinquant’anni dalla sua pubblicazione appare nell’editoria italiana una nuova edizione commentata dell’opera La logica per i giovanetti (1765) del filosofo ed economista campano Antonio Genovesi – osserva Domenico Maria Amalfitano (nella foto), presidente del Centro di Cultura per lo Sviluppo “Giuseppe Lazzati” – Una bella fatica di carità intellettuale, grazie a Riccardo Milano investito nel compito (di pubblica felicità!) dalla autorità accademica di Stefano Zamagni, coinvolgendo altri illustri esperti. Un’operazione culturale importante, decisiva? Non tocca a noi dirlo, lo si vedrà! Ma dalla periferia, dalla zona di terza missione, dalla fatica di cittadinanza che vive sul territorio nell’ansia di un’economia come “incivilimento” (la nostra opzione per l’economia civile segna più di qualche lustro) per un nuovo modello di sviluppo, ci è parso di scoprire e segnalare Antonio Genovesi nella sua lettera ai giovanetti come contemporanea guida d’intelligenza della realtà e impegno di grande generosità. Antonio Genovesi non è solo il riscoperto iniziatore di un’ampia vision, non riduzionistica della scienza economica, l’economia civile, ma anche, e forse soprattutto, l’assertore convinto di una pedagogia civile, di una passione educativa, di una mission innovatrice.

Tutto è connesso in questo mondo: non c’è perciò cognizione di una cosa al mondo che non ci interessi: una glossa ante litteram alla Laudato si’! E da metafisico si fa mercatante, da un sentire e sapere teorico a una responsabilità del concreto vivente perché i giovani, i suoi allievi, “torneranno a casa con le nuove idee anche del fare”. Pensare bene non è ancora fare bene! La crescita dei territori, oggi diremmo, come esito di un nuovo paradigma: la cura, l’educazione, la governance (le attività difficili, impossibili le chiamerebbe Freud). Non la ragione ma la ragionevolezza, che è l’insieme della ragione con le virtù, che sono i veri attivatori sociali. Anche la virtù è per gli altri! Un sapere come responsabilità pubblica, così come la felicità che non può non essere pubblica. Non si può realizzare la propria felicità senza quella degli altri (il vero infelice non è il povero ma l’egoista). La felicità pubblica, la quarta parola accanto a libertà, eguaglianza e fraternità; ma la felicità non la può dare nessun potere esterno, non la concede nessun leader è un esito sistemico.

Tutto viene da un contesto di relazione che tende all’armonia. La crescita di umanità di ciascuno e di tutti: niente è accessibile e realizzabile in una mera prospettiva individuale. Tutto questo ci ha fatto osare un suggerimento per un supplemento di attenzione ad un’opera che ci è sembrata sintesi e ricchezza di una vita intera. Un suggerimento agli addetti ai lavo i, alla ricerca, all’accademia ma, soprattutto, ai giovani: gli uomini dei tempi nuovi. Ai giovani dell’economia di Francesco, riuniti ad Assisi, ma ai tanti che lo chiedono, senza saperlo, che venga loro nuovamente insegnata la vera condizione umana. Leggendo Genovesi affiora un’idea: giovane forse si diventa e… occorre rimanerci. Certo, è ben evidente, Genovesi non è appartenuto, e forse non appartiene al pensiero dominante …è un pensiero carsico, ma la “talpa” è arrivata sino a noi…scavando affiora anche in aridi tempi, quando anche l’arsura non è poca.

Nel nostro impegno e cammino un grazie particolare va a Luigi Ricciardi per il suo contributo, apprezzatissimo, di riflessione insieme a quello degli altri esperti, con cui ha espresso il senso e la tensione del nostro Centro di Cultura, facendoci sentire tutti ancora un po’ più attori oltre che fruitori».

Per partecipare all’incontro su piattaforma Zoom è possibile connettersi a partire dalle ore 18 del 9 febbraio (ID riunione: 86077273439 – passcode 211372).

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