21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 16:13:38

Cronaca News

Rinnovato e potenziato il reparto di Radioterapia oncologica del Moscati


È giunto quasi a conclusione il processo di rinnovamento e potenziamento delle apparecchiature della Struttura di Radioterapia Oncologica del Moscati che sarà tra le più avanzate tecnologicamente del Sud Italia, rafforzando il ruolo dell’Hub oncologico della provincia jonica, punto avanzato e di riferimento interregionale.

Si tratta della acquisizione di una Tomoterapia Radixact, un Tac-simulatore e di due acceleratori lineari (Linac Versa Hd): il primo è già operativo, mentre la consegna del secondo è prevista per la fine di marzo e l’operatività clinica per fine aprile. Inoltre, è stato rinnovato e potenziato il parco dei sistemi di pianificazione delle dosi e dei sistemi di controllo della qualità dei trattamenti in dotazione alla struttura di Fisica Sanitaria. In tal modo, il numero potenziale dei trattamenti giornalieri arriverà a circa 110 pazienti al giorno, riducendo sensibilmente le attese per sottoporsi alla radioterapia. In programma anche la sostituzione dell’apparecchiatura per la Brachiterapia, un particolare trattamento chemioterapico di contatto utilizzato soprattutto per le neoplasie della sfera ginecologica e per le piccole neoplasie della cute, e l’acquisizione di una Iort, un acceleratore dedicato alla radioterapia intraoperatoria. Già programmato e in fase di attuazione il potenziamento del personale sanitario, tecnici di radiologia e infermieri. Oltre che per numero e qualità delle apparecchiature, il Centro si distingue per la tipologia e la dotazione di accessori, che consentono trattamenti all’avanguardia come la radioterapia stereotassica per localizzazioni singole o multiple, anche posizionate in punti critici come la colonna vertebrale o l’encefalo, e la radioterapia con controllo del respiro, finalizzata a contenere il volume irradiato e gli effetti collaterali del trattamento, sia riducendo il movimento degli organi nel corso della seduta di radioterapia, sia allontanando gli organi critici dal bersaglio.

La Tomoterapia, in particolare, consente la irradiazione di volumi particolarmente estesi in lunghezza, come nel caso dei mesoteliomi pleurici, malattia legata all’esposizione all’amianto, purtroppo a maggiore incidenza nella nostra provincia, o in particolari neoplasie dell’età pediatrica, o, ancora, nelle procedure di condizionamento del trapianto in malattie ematologiche come i linfomi. Altra specificità della Tomoterapia è la capacità di conformarsi meglio al bersaglio quando questo è irregolare ed esteso, come spesso si rileva nelle neoplasie del distretto testa-collo o dello scavo pelvico. Questa caratteristica è stata utilizzata per la pianificazione ed esecuzione del trattamento sull’intero cuoio capelluto in un paziente con manifestazioni diffuse di malattia, limitando al massimo la dose agli organi critici quali l’encefalo, l’ipofisi e il cristallino.

Molte delle tecniche e delle applicazioni prima ricordate sono già operative. Con la tecnica del respiro controllato, al fine di ridurre la dose al cuore, sul nuovo Linac sono in trattamento diverse pazienti affette da neoplasie della mammella di sinistra e pazienti con neoplasia polmonare. Sono iniziati anche i trattamenti stereotassici sull’encefalo e, prossimamente, inizieranno quelli sul polmone, sulle metastasi ossee e linfonodali isolate. A garanzia della precisione del trattamento, c’è sia la possibilità su ambedue i Linac e sulla Tomoterapia di eseguire controlli Tac subito prima della erogazione della dose, al fine di verificare il corretto posizionamento di bersagli interni al corpo altrimenti non visibili, sia la disponibilità (limitatamente ai due Linac) di un sistema di posizionamento a scansione ottica della superficie del paziente (Catalyst), che ne controlla la correttezza prima e durante l’irradiazione.

Un primo importante risultato ottenuto con le nuove apparecchiatura sta nel contenimento, in frequenza e intensità, degli effetti collaterali acuti che possono accompagnare la radioterapia, quali l’arrossamento della cute nella zona trattata o l’infiammazione delle mucose, effetti comuni a tutte le macchine e tipologie di trattamento. Una particolare attenzione è stata dedicata all’umanizzazione dei locali, per ridurre la sensazione claustrofobica che i pazienti potrebbero provare nelle sale di trattamento: speciali pannelli retroilluminati realizzati in Barrisol, con scene delle nostre campagne, garantiscono la luce e amplificano lo spazio. «Il reparto si prepara così ad affrontare l’importante sfida di riuscire a mettere in funzione e a regime tutta la tecnologia acquisita entro 12 mesi dalla consegna della prima delle nuove apparecchiature, la Tomoterapia, nel luglio 2020 – dichiara il dr. Giovanni Silvano, responsabile della Radioterapia Oncologica del Moscati, “nell’interesse della popolazione a cui verranno assicurati trattamenti al top di gamma nel proprio territorio, rendendo assolutamente trascurabile la necessità di migrazioni sanitarie legate alle indicazioni radioterapiche». «In pochi anni il Polo Oncologico del Moscati è diventato punto di riferimento del territorio jonico e non solo”, dichiara Stefano Rossi, Direttore Generale di Asl Taranto, specificando che “è un importante traguardo frutto della sinergia istituzionale tra Asl, Regione e Ministero».

 

 

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