12 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Aprile 2021 alle 07:19:17

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Focus su “Archeologia subacquea in Albania”


Focus su “Archeologia subacquea in Albania” domani, 10 febbraio, alle 18, in occasione della nuova diretta on line (canali Facebook e Youtube del Museo Archeologico Nazionale di Taranto)per i “Mercoledì del MArTA”. Insieme alla direttrice del Museo, Eva Degl’Innocenti, ne parleranno i professori dell’Università di Foggia Danilo Leone e Maria Turchiano che dal 2007, in qualità di condirettori, seguono il Progetto Internazionale di ricerche archeologiche subacquee Liburna. Negli ultimi decenni, si è registrato un rinnovato interesse per lo studio dell’Adriatico, analizzato sempre più come sistema complesso, grazie alla convergenza di una serie di ricerche di carattere storico, archeologico, antropologico, economico e politico.

L’oggetto storiografico di alcuni di questi studi è il mare a partire dai suoi paesaggi costieri, dalle sue rotte, dalla circolazione di merci, persone e idee, dalle stratificazioni delle sue civiltà. L’archeologia subacquea ha contribuito a rivelare alcuni aspetti di questo mare stretto e lungo, caratterizzato da sempre da traffici molto intensi e solcato sia da navi di grandi dimensioni, sia da imbarcazioni per il medio e piccolo cabotaggio. Ed è proprio in questo scenario che è maturato il progetto di ricerche Liburna sui paesaggi costieri e subacquei dell’Albania, nato dall’esigenza di indagare contesti di straordinaria importanza quasi del tutto inesplorati, coordinato dall’Università di Foggia, promosso dalla Regione Puglia, dal Ministero per gli Affari Esteri, dal Ministero della cultura albanese, dall’Istituto Nazionale Archeologico dell’Accademia delle Scienze e dall’Università di Tirana e sostenuto dall’Agenzia per il patrimonio culturale Euromediterraneo, dalla Guardia di Finanza, dalla Marina Militare albanese e da Asso Onlus. Gli studiosi Danilo Leone e Maria Turchiano spiegano che si tratta di un terreno di esplorazione tutto ancora da svelare perché il divieto delle attività subacquee imposto dall’ex regime comunista aveva impedito lo sviluppo di ricerche sistematiche e di strutture logistiche di supporto a queste attività.

Il Progetto Liburna si è sviluppato nel corso di 4 campagne di ricognizione con due principali obiettivi: l’elaborazione di una carta archeologica del litorale albanese e la realizzazione di attività mirate alla formazione professionale e alla tutela e valorizzazione del patrimonio sommerso.

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