20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 20:01:12


CAROSINO – Nel mese di febbraio a Carosino, si tengono due importanti ricorrenze religiose mariane le quali, anche in periodo Covid-19, non potranno essere disattese. La prima è sicuramente quella del prossimo 11 febbraio in onore della Madonna di Lourdes che, da queste parti, sono assai sentiti e vissuti profondamente.

Basti pensare che nella locale chiesetta di San Francesco i Carosinesi reduci del primo grande conflitto mondiale, in segno di ringraziamento, eressero addirittura una piccola grotta delle apparizioni simile a quella di Massabielle, con la statua della Madonna di Lourdes e quella di Santa Bernadette inginocchiata al momento dell’apparizione. A causa delle note restrizioni pandemiche le rituali “visite” alla Madonna, già cominciate il 27 gennaio scorso non si sono tenute nella chiesetta della grotta carosinese ma nella chiesa Madre e termineranno il 10 febbraio. Giovedì 11, invece, giorno della ricorrenza, le Sante Messe avranno cadenza festiva e saranno tenute sempre nella chiesa Madre mentre la chiesa di San Francesco, con la grotta di Lourdes, resterà aperta tutto il giorno, per dare la possibilità ai fedeli di rendere omaggio alla Madonna, sempre nel rispetto delle norme anti-Covid-19. La seconda ricorrenza religiosa mariana di cui accennavamo prima è invece tutta locale ed è dedicata alla Madonna delle Grazie di Carosino.

Normalmente celebrata il 17 febbraio quest’anno, invece per la concomitanza delle Ceneri, la festa religiosa verrà anticipata a domenica 14 febbraio. Declamata da tempo come loro Patrona, i Carosinesi e non solo hanno sempre riservato grandi onori e festeggiamenti religiosi a questo culto della Madonna di Carosino al punto tale che, parafrasando la celeberrima cittadina francese e fatti i dovuti paragoni, potremmo definire certamente come una “piccola Lourdes” la profonda venerazione mariana che da tempo immemorabile si tiene ogni anno in febbraio nella cittadina jonica. Molto antiche le memorie popolari che si rifanno a questa venerazione e che narrano dell’apparizione della Vergine nel luogo dove attualmente si erge la Chiesa a lei dedicata.

Lo attesta, tra gli altri, mons. D. Vendola il quale, nella sua cartina sulle diocesi d’Italia tra il XII e XIV secolo, annovera proprio Carosino e la sua cappelletta mariana (che già allora si ergeva ad Arcipretura) contenente un’immagine affrescata della Madonna. Dell’esistenza invece di un vero e proprio grande luogo di culto dedicato alla Madonna delle Grazie di Carosino e della compresenza di ben due chiese tra loro accostate e a lei dedicate, si hanno i primi riferimenti descrittivi solo a partire dalla prima metà del ‘500, come dimostrano le note tratte dalla visita pastorale dell’allora Arcivescovo Mons. Lelio Brancaccio. Tuttavia, come si diceva, la tradizione popolare tende a far risalire questo culto addirittura a quando il casale vero e proprio di Carosino non esisteva del tutto, attribuendone l’origine all’apparizione della Madonna ad un pastorello sordomuto dalla nascita di nome Fortunato. Certo non si hanno più le testimonianze documentali di quel fatto, ma quella visione dell’affresco mariano unita ai numerosi altri miracoli eseguiti dalla Madonna che fu chiamata da allora “di Carosino” (non “in” Carosino), bastarono e avanzarono per far confluire gente da tutto il circondario, travalicando persino i confini locali fino ad arrivare nel brindisino, nel leccese e anche oltre.

A testimonianza di questa longeva e profonda devozione mariana dei Carosinesi, rimangono oggigiorno non solo la fede e la memoria ricordate in questa giornata di metà febbraio (nel 2021 celebrata il 14 febbraio invece che il 17), ma anche il veramente suggestivo compendio iconico offerto sia a destra che a sinistra dell’Altare Maggiore. L’intero presbiterio è infatti dominato da una stupenda edicola che occupa l’intero lato sud dell’altare contenete, insieme all’antico affresco della Vergine Maria, numerosi “quadretti” scolpiti che raffigurano come in una sorta di fotogramma storico, i miracoli della Madonna delle Grazie di Carosino. Sin qui la storia della fede e la tradizione popolare, le quali immancabilmente si mescolano tra di loro assicurando tuttavia, a questa ricorrenza locale, una certa importanza e facendo di questo mese uno dei momenti mariani più sentiti e partecipati dalla comunità carosinese. Anche il parroco don Filippo Urso, sin dal suo arrivo a Carosino, ha sempre riservato grandi attenzioni a questa festa della Patrona di Carosino, con l’attesa novena di preghiera che culminerà sabato 13 febbraio e la Messa Solenne Vespertina di domenica 14 febbraio: “O Madonna di Carosino dolcissima Madre di Gesù e di tutti noi – ha invocato nell’occasione don Filippo – fiduciosi ti preghiamo di liberarci da ogni male del corpo e dello spirito”. Ovviamente sempre a causa della pandemia in corso, l’aspetto esclusivamente religioso che ha comunque contraddistinto questa locale festa mariana, sarà ristretto a solo questi ambiti, venendo meno quegli altri propri del tipico folklore popolare.

 

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