18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 14:47:29

Cronaca News

Da oggi siamo in zona-gialla. Se uno spritz vale più di una vita

Taranto al tempo del covid-19 – Foto Fabrizio Pastore
Taranto al tempo del covid-19 – Foto Fabrizio Pastore

Da oggi siamo di nuovo in zona gialla. Eravamo in zona arancione per un errore di calcolo sui posti di terapia intensiva, un errore per il quale il centrodestra chiede le dimissioni dell’assessore Lopalco. Un caso analogo a quello della Lombardia costato il posto a Gallera. Da oggi, quindi, possiamo tornare – ma non sappiamo fino a quando – a gustarci un caffè seduti al tavolino di un bar. Non può che essere una buona notizia, sia perché possiamo finalmente schiudere la socialità repressa, sia per baristi e ristoratori, senza dubbio i più penalizzati dalle misure restrittive adottate per fronteggiare la diffusione dei contagi. Va da sé che questi continui saliscendi non sappiamo quanto siano utili a chi invece ha bisogno di certezze e non di cangianti pennellate variopinte per programmare la propria attività commerciale.

Il paradosso è che la Puglia torna gialla nelle ore in cui si registra il picco dei morti nella regione, mentre i contagi continuano ad aumentare secondo una scia che sembra inarrestabile e quando la stessa regione è agli ultimi posti in Italia per somministrazione dei vaccini. Solo a Taranto e provincia, per dare un’idea, dall’inizio del nuovo anno, quindi in poco più di un mese, abbiamo seppellito causa Covid quasi duecento persone. Quasi duecento infatti sono stati fino ad oggi i morti e quasi undicimila sono gli attualmente positivi al virus. Solo ieri si sono contati oltre trecento nuovi positivi. Tutto ciò mentre bar e ristoranti sono rimasti chiusi e mentre gran parte degli studenti ha seguito – e segue – lezioni a distanza. Segno che, evidentemente, i problemi erano e sono altrove. Con la zona gialla, però, è come se psicologicamente venisse impartito il rompete le righe.

Che qualcuno ce la mandi buona, perché se è vero che nonostante la chiusura dei locali pubblici sono aumentati morti e contagi lo dobbiamo presumibilmente a comportamenti irresponsabili individuali e collettivi e a uno scarso impegno istituzionale nel far comprendere la gravità della situazione. È come se ci si fosse assuefatti alla ineluttabilità di questa tragedia, è come se a livello collettivo si fosse anestetizzato il dolore, relegandolo cinicamente alla sfera intima e privata di chi ha subìto la perdita dei propri cari. Si respira quasi indifferenza, se non strafottenza, da parte di una larga fetta di opinione pubblica, pronta ad inveire sulle tastiere per combattere “guerre” che sembrano ormai ridotte a feticcio ideologico, ma nel migliore dei casi colpevolmente muta di fronte a questa strage silenziosa al cospetto della quale bisognerebbe pretendere risposte politiche più efficaci e controlli più rigorosi per evitare il perpetuarsi di questa sottovalutata carneficina. Sarebbe triste dover ammettere che uno spritz valga più della vita del padre di famiglia della porta accanto.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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