23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 17:54:14

Cultura News

Annese e la Biblioteca “Carlo Natale” di Crispiano


Michele Annese, bibliotecario storico della Biblioteca “Carlo Natale” di Crispiano dal 1964 al 2014, ha dato da poco alle stampe per i tipi di Schena Editore (2020) un ponderoso, avvincente lavoro dal titolo “La Biblioteca di Crispiano. Documenti, testimonianze e foto di un’esperienza di promozione culturale, sociale e turistica nel territorio di Crispiano”. Quello tra Michele Annese e la Carlo Natale è stato un rapporto, se così si può dire, simbiotico, al punto che non si può parlare dell’uno senza parlare dell’altra e viceversa. Annese infatti ha dedicato ad essa le migliori energie facendola diventare, grazie all’impegno personale e a quello di uno staff eccellente nonché il supporto intellettuale, umano ed operativo di Silvia Laddomada, un polo culturale di prim’ordine non solo all’interno della comunità di riferimento ma dell’intera provincia jonica.

Personaggio versatile, intelligente ed attivo nel corso di questi 50 anni ha saputo andare al di là della comune concezione di biblioteca per proiettarla in una dimensione più avanzata come polo di sviluppo, di crescita e di coinvolgimento delle forze attive del territorio. Il volume si avvale dei contributi critici di Anna Sorn, Michele Cristella, Anita Preti, Franco Presicci, che hanno illustrato il carattere del libro e soprattutto il ruolo svolto da Michele Annese, autentico ‘timoniere’ della Biblioteca che, fra le inevitabili tempeste che costellano la vita umana, ha saputo condurre in porto la sua navicella, superando difficoltà, resistenze, a volte evidenti gelosie e invidie. Infatti, questo libro non è soltanto la storia della biblioteca dalla sua nascita alla crescita e al maturo sviluppo, ma è anche la storia di un paese, Crispiano, dalla sua autonomia alla evoluzione successiva. Intanto, va detto che la Biblioteca Carlo Natale, partita con un lascito munifico di 3.000 volumi e relativi scaffali da parte dell’ing. Natale, è diventata a poco a poco una istituzione di rilievo, un autentico ‘fiore all’occhiello’ della comunità di riferimento per quello che ha rappresentato e saputo realizzare.

Una vera e propria fucina di idee, progetti ed iniziative a beneficio dei lettori e dei cittadini, grazie alle numerose attività organizzate al suo interno, cineforum, mostre di pittura, corsi di informatica, di lingue, di musica, di educazione alla cultura e alla legalità, di preparazione agli esami di licenza media e superiore, presentazione di libri, con la presenza di personaggi nazionali del mondo della cultura: da Stefano Zecchi a Marcello Veneziani, da Folco Quilici ad Alberto Bevilacqua, da Sabatino Moscati a Giuseppe Giacovazzo. Ma, senza chiudersi a riccio nelle sue mura, la Biblioteca seppe aprirsi all’esterno, promuovendo tra le prime in tutta la regione, la diffusione del libro nelle vetrine cittadine, nelle aree pubbliche, nei punti di incontro, negli ambulatori e studi medici, e creando delle sezioni staccate nei vari quartieri, creando quel raccordo e quel contatto diretto con i cittadini che era da sempre atteso e sognato. Ma con Michele Annese dal mondo del libro la Biblioteca seppe calarsi nella realtà sociale e culturale cittadina promuovendo eventi e valorizzando il ricco ma talora trascurato patrimonio pubblico.

Non posso non richiamare il grande sforzo, coronato da successo, della riscoperta, voglio dire dello studio, catalogazione e illustrazione delle masserie sparse sul territorio crispianese : premessa necessaria ed essenziale per recuperare, restaurare e valorizzare queste entità agricole, che rischiavano l’oblio e l’abbandono e che, al loro interno (mi riferisco specialmente alle cappelle, alle chiesette, agli affreschi), custodivano tesori di arte e di storia, insieme alla molteplicità e varietà dei manufatti e delle attrezzature, espressione dell’economia rurale dominante. Questo sforzo culminò nella pubblicazione dello splendido volume “Le cento masserie di Crispiano”, voluto dalla Civica Biblioteca (devo sottolineare senza il supporto tecnico e finanziario della pubblica amministrazione, all’epoca sorda a fatti di questo genere) e grazie alla volenterosa, preziosa collaborazione di due valenti personaggi emiliani, un fotografo e uno storico dell’arte : Romano Gualdi e Federico Teodoro, ammaliati letteralmente dalle bellezze locali. Invece, l’impegno profuso per la salvezza della Torre Cacace, simbolo della città di Crispiano, non ha dato i risultati sperati a causa di una tiepida volontà politica e delle pastoie burocratiche e a tutt’oggi la torre giace lì, nella sua triste solitudine, accerchiata da rovi ed erbacce, con il rischio tra l‘altro di crollare definitivamente! Ne so qualcosa in prima persona avendo per un biennio diretto l’Istituto Alberghiero, allogato proprio nella Villa Cacace, ubicata a pochi metri dalla torre, e registrando con rammarico l’incuria e la freddezza dei pubblici poteri.

Dicevo che il volume, ben concepito ed illustratissimo (le foto, mi permetto di dire, non sono un elemento esornativo ma di sostanza), oltre a raccontare la storia della Carlo Natale, racconta la storia di Crispiano, passando in rassegna le amministrazioni che si sono avvicendate nella storia del paese : ad ogni sindaco e relativo assessore alla cultura sono state dedicate delle schede opportune, dalle quali si può evincere anche l’impegno reso a favore della cultura e della Biblioteca civica insieme, in taluni casi, al disinteresse e alla negligenza di chi, tra amministratori e funzionari, non ha riconosciuto alla cultura un giusto ed appropriato valore e si è liberato dei problemi con una scrollata di spalle. In fondo, questo libro di Michele Annese vuole essere di monito ai politici e agli amministratori di ogni colore, perché alla Biblioteca sia restituito il suo ruolo e la sua importanza, nel momento in cui ristrettezze finanziarie e drastica riduzione del personale rischiano di condurre al suo palese ridimensionamento e al fatale declino. E sarebbe, sia detto senza riserve, una perdita dolorosa per la cultura di tutta a provincia jonica.

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