14 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Aprile 2021 alle 15:33:27

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Emergenza San Marco, sos al sindaco


GROTTAGLIE – “La Puglia è da poco diventata zona gialla, ma a Grottaglie la situazione resta drammatica, soprattutto per quanto riguarda l’ospedale San Marco”. Il grido d’allarme giunge dal gruppo Grottaglie Noi. “Il nosocomio cittadino è in piena emergenza nella gestione dei 50 pazienti Covid ricoverati nel reparto di riferimento, a cui si aggiungerà sicuramente qualcuno dei 307 nuovi casi positivi in tutta la provincia di Taranto. È una situazione insostenibile – si legge in una nota -che dura ormai da 14 mesi, durante i quali si è reso protagonista incredibilmente un solo medico anestesista/rianimatore, a cui sono stati chiesti sforzi straordinari e disumani.

Oggi questo medico è in malattia e la direzione generale dell’Asl di Taranto, in carico al dottor Stefano Rossi, non ha ancora provveduto a inviare anestesisti e rianimatori dagli altri ospedali della provincia, in particolare da Taranto e Martina Franca”. “Sono notizie sconcertanti – prosegue la nota – che ci arrivano direttamente dallo staff sanitario del San Marco e lo sono ancora di più alla luce del fatto che l’attuale ‘presidio’ è a tutti gli effetti un ospedale Covid. Perciò, nonostante sia in corso un’emergenza sanitaria, è impensabile che il San Marco non abbia la dovuta copertura in casi di ulteriore emergenza e, contemporaneamente, un numero adeguato di rianimatori. Riteniamo come Grottaglie Noi che si debba intervenire sia a livello di direzione sanitaria sia a livello di Amministrazione D’Alò, che non hanno mostrato il doveroso interessamento verso questa incresciosa situazione, davanti alla salvaguardia della salute dei pazienti e dei cittadini che dovrebbe venire prima di tutto. Siamo convinti e desideriamo che dalle parole si passi ai fatti e in tempi brevi.

Altrimenti, dal dramma si rischierebbe di passare ad una situazione insostenibile e al collasso del sistema sanitario nella nostra città e del nostro ospedale, da anni messo già ai margini del Presidio Ospedaliero Centrale”.

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