15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Aprile 2021 alle 16:13:34

Cronaca News

Processo “Beni Stabili”, per i capi chieste condanne a 12 anni. Tutti i nomi

Il blitz Beni Stabili della Polizia
Il blitz Beni Stabili della Polizia

LECCE – Chieste pene dai dodici a un anno di reclusione nella requistoria del processo antidroga “Beni Stabili”. Il pm, dott. Milto Stefano De Nozza, ha chiesto 12 anni di reclusione per Antonio Catapano, Giovanni Zonile, Giuseppe Porcelli, Anna Danzo, Patrizio Digiuseppe e Amarildo Troqe. Dieci anni, invece, per Paolo Argento, Antonio Delibero e Giuseppe Axo. Otto anni per Giovanni Carafa, Cristian Comis, Espedito Del Prete, Juan Guillermo Raguso Forbice, Maria Desiree Ferrigni e Francesco Stante. Sei anni e otto mesi per Francesco Cardone. Tre anni per Giuseppe Solito. Due anni per Francesco Albano, Daniele Colucci, Francesco Fiorenza, Gabriele Giomentaro, Giuseppe Mazzaglia. Un anno per Pompea Monaco.

Nella prossima udienza fissata per il 9 marzo parlerà la difesa con gli avvocati Pasquale Blasi, Antonello Giannattasio, Luigi Palmieri, Rossella Trani e Giuseppe D’Ippolito. Nel collegio di difesa figurano anche Gaetano Vitale, Fabio Cervellera e Gaetano Cimaglia. Nel blitz condotto dai poliziotti della Squadra Mobile a giugno del 2020 sono state arrestate quindici persone al termine di indagini dirette dalla Dda presso il Tribunale di Lecce. Presunti pusher che avrebbero rifornito di cocaina, hashish e marijuana le piazze di Taranto e provincia. Undici ordinanze di custodia cautelare in carcere e quattro ai “domiciliari” emesse dal gip presso il Tribunale di Lecce, per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e L’attività di indagine, condotta dagli investigatori della Sezione criminalità organizzata della Squadra Mobile, ha preso le mosse verso la fine del 2017 quando, in occasione di una attività di controllo nelle vie del capoluogo è stato fermato un gruppetto di minorenni, alcuni dei quali sono stati trovati in possesso di dosi di hashish.

I poliziotti, seguendo le tracce lasciate dal gruppo, sono riusciti a risalire ai loro fornitori, giovanissimi spacciatori che, a dispetto dell’età, si sarebbero dimostrati in grado di movimentare consistenti quantitativi di droga. Gli acquirenti prevalentemente, erano studenti di scuola superiore ai quali la sostanza veniva ceduta anche nei pressi degli istituti scolastici, all’orario di entrata e di uscita. I presunti pusher, da quel momento attentamente monitorati, hanno condotto gli agenti in borghese alla fonte di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti: il complesso edilizio denominato “Beni Stabili”, in particolare gli edifici ubicati in via Plinio, noti per essere stati interessati, nel corso del tempo, da numerose attività di polizia giudiziaria e per essere stati trasformati in un impenetrabile bunker, punto di riferimento sicuro per i consumatori di droga. La morfologia dei luoghi, caratterizzati dalla presenza di edifici disposti a ferro di cavallo con affaccio su un cortile pertinenziale, e il contesto ad elevata densità criminale hanno reso necessario il ricorso a più sofisticate tecniche di indagine.

Gli investigatori della Polizia di Stato hanno alzato, così, il velo sull’esistenza di un gruppo di presunti spacciatori che aveva la base logistica negli appartamenti degli stabili di via Plinio. Diversi i nuclei familiari che tenevano le fila dell’organizzazione. Accanto a loro, una fitta rete di “collaboratori” incaricata di presidiare la zona di spaccio ed effettuare le consegne al minuto o il trasporto della sostanza stupefacente. Impressionante la capacità organizzativa del gruppo, in grado non solo di soddisfare le richieste dei tossicodipendenti che si presentavano a qualsiasi ora del giorno e della notte, ma anche di inondare di sostanza stupefacente le piazze del capoluogo.

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