22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

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Il ricordo perpetuo dei sindaci di Taranto: una proposta per la storia

Il Palazzo di città di Taranto
Il Palazzo di città di Taranto

Qualche giorno fa il Consiglio comunale di Taranto ha approvato all’unanimità una deliberazione con la quale l’Ente Civico concede a coloro che hanno ricoperto la carica di Sindaco la perpetuità del suolo su cui sorge la sepoltura che raccoglie i loro resti mortali. È la conclusione di una importante e civile iniziativa portata avanti da Giancarlo Di Donna, figlio del già Sindaco di Taranto Carlo Di Donna dal 5 febbraio 1949 al 2 maggio 1950, che premia la perseveranza di un cittadino che si è speso, al di là del legame affettivo con suo padre, per un pubblico riconoscimento esteso a tutti i sindaci di Taranto.

Ma soprattutto premia un Consiglio comunale che ha dimostrato nei gruppi consiliari la presenza di una importante sensibilità civile e democratica che fa onore a tutti i consiglieri comunali. La considerazione che ha mosso Di Donna è legata al ruolo che un primo cittadino svolge nella propria città e al valore civile che questa carica riassume. Al di là dei meriti o dei demeriti personali che un sindaco può avere avuto nello svolgimento del suo compito istituzionale quella del primo cittadino è una figura emblematica e oltremodo rappresentativa della città che guida, è il simbolo della Civitas nella quale si riconosce un popolo, in definitiva è l’istituzione primaria di livello locale nella quale si identifica una comunità. Questo nel bene come nel male. Quando c’è da gioire per eventi siano essi positivi o negativi si corre dal Sindaco non da altre autorità.

Dal Sindaco si va quando c’è da protestare perché le strade sono impraticabili o i semafori non funzionano ma si va anche quando occorre rappresentare al Governo il disagio della città per i problemi della disoccupazione e al Sindaco non al Prefetto si chiede di mettersi alla testa degli operai in lotta per il posto di lavoro. Dal Sindaco si va per gioire quando la squadra di calcio passa nella serie superiore, quando la città vince un trofeo o raggiunge importanti obiettivi, ma anche quando occorre onorare i propri morti come accadde al Sindaco Troilo all’indomani del primo conflitto mondiale quando nel Consiglio comunale del 15 agosto 1915 dovette commemorare i primi caduti tarantini. Fare il Sindaco è l’incarico pubblico più faticoso tra tutti gli incarichi politici poiché richiede competenza, passione, dedizione, impegno a tempo pieno più di quello di parlamentare o di consigliere regionale. Il Sindaco infatti è il terminale delle proteste le più svariate poiché è l’interprete delle passioni, delle gioie, delle speranze, dei sogni, delle amarezze di un popolo.

Ecco perché è stato importante il riconoscimento approvato in Consiglio comunale. Ma io dalle colonne di Taranto Buona sera vorrei fare al Sindaco di Taranto un’altra proposta. In quasi tutti i comuni più importanti d’Italia c’è un luogo all’interno di Palazzo di Città nel quale sono esposti dei ritratti raffiguranti i sindaci delle città fin dalle sue origini. Il nostro Palazzo di città dispone al suo interno di un salone di ingresso al primo piano grigio e disadorno che non ha alcuna funzione pur essendo molto ampio. Esso oggi assolve alla funzione di passaggio per accedere alla sala d’attesa rispetto a quelle del Sindaco e del Segretario generale. Bene in questo salone potrebbero essere posizionati dei totem con dei visori nei quali si potrebbero raccontare con immagini e scritti la storia in video della città e le biografie con le relative fotografie (ovviamente quelle disponibili) dei sindaci che l’hanno guidata, dal primo sindaco della storia di Taranto Manfredi De Cristiano (secondo Peluso o De Cristano secondo De Vincentiis) nel 1258 seguito da Protontino Troilo nel 1466 fino all’attuale sindaco, un po’ sulla falsariga della bella pergamena che con tutti i nomi dei sindaci esposta nella sala d’attesa di Palazzo di città.

Per questa iniziativa, che sono certo condividono anche gli altri sindaci, mi dichiaro disponibile in maniera assolutamente gratuita. Sarebbe anche questo un omaggio dovuto e di alto valore civile nei confronti della città e dei primi cittadini che si sono succeduti nella sua storia.

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