28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 17:57:00

Cronaca News

Processo Ambiente Svenduto, chiesto un quarto di secolo di carcere per Nicola e Fabio Riva

L'ex Ilva di Taranto
Acciaierie d'Italia

Pene severissime nei confronti di chi ha gestito l’Ex Ilva di Taranto. Le richieste del pubblico ministero, Mariano Buccoliero, in Corte d’Assise a Taranto, per il processo Ambiente Svenduto si sono abbattute come una mannaia sugli imputati: Nicola Riva, 25 anni di reclusione; Fabio Riva, 28 anni; Luigi Capogrosso, 28 anni (ex direttore del siderurgico). Nei loro confronti a vario titolo accuse pesantissime: associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, all’avvelenamento di sostanze alimentari e all’omissione dolosa di cautele in materia di sicurezza del lavoro.

L’inchiesta toccò il suo apice nel luglio 2012, con il sequestro degli impianti dell’area a caldo perché inquinanti e “fonte di malattia e morte” come specificò, più di otto anni fa, il gip Patrizia Todisco.

Il Pm Buccoliero ha parlato di “condotte pluriennali” e di “violenza inaudita”. Il pm ha detto che da parte dell’Ilva dei Riva c’e’ stato “un abbraccio mortale” verso Taranto “stritolando la citta’”.

Ha quindi evidenziato la gravita’ del danno sanitario e la capacita’ a delinquere. “I motivi a delinquere sono i soldi, perche’ gli impianti dovevano marciare al massimo della produzione, il resto veniva meno” ha sostenuto ancora Buccoliero.

“In aula sono addirittura comparsi imputati che sono arrivati a dire alla Corte che gli impianti erano modello, prendendo in giro la Corte, e per questo non vanno concesse loro le attenuanti” ha detto ancora.

Gli imputati nel processo di Taranto sono 47: 44 persone fisiche, tra proprietari, amministratori e dirigenti di Ilva, pubblici amministratori, pubblici funzionari, e 3 società.

Queste ultime sono Ilva, Riva Fire e Riva Forni Elettrici che rispondono in merito alla legge sulla responsabilita’ amministrativa delle imprese. Buccoliero ha avanzato le richieste alla Corte d’Assise, presieduta da Stefania D’Errico, giudice a latere Fulvia Misserini, alla presenza degli altri tre pm del processo (Giovanna Cannarile, Raffaele Graziano e Remo Epifani) e del procuratore capo Maurizio Carbone.

 

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