12 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Aprile 2021 alle 07:19:17

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«I lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria non sono di serie B»: protesta e incontri

foto di La manifestazione dei lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria
La manifestazione dei lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria

Una vertenza nella vertenza: la situazione dei lavoratori del Siderurgico rimasti nell’amministrazione straordinaria, e quindi non transitati sotto le insegne di Arcelor Mittal, resta in evoluzione. Parliamo di 1600 lavoratori che vivono una vicenda decisamente complessa. Il prefetto Demetrio Martino si è attivato convocato una riunione in video conferenza per fare il punto della situazione sulla questione dei ritardi nell’erogazione dell’integrazione salariale per i dipendenti di Ilva in amministrazione straordinaria. A chiedere un nuovo incontro col prefetto Martino è stata la Fim Cisl, sollecitando un intervento nei confronti del nuovo Governo affinché ripristini in tempi brevi l’erogazione dell’integrazione che per 1600 lavoratori (soltanto a Taranto) e per altrettante famiglie rappresenta un’importante forma di sostegno del reddito mensile.

Per la Fim Cisl “i lavoratori di Ilva in as non possono e non devono essere considerati di serie b perché hanno pari diritti e non possono pagare il prezzo più alto”. Da un precedente incontro in Prefettura, nelle scorse settimane, è emerso che l’integrazione è stata inserita dal precedente Governo Conte nel decreto Milleproroghe la cui approvazione, fino alle scorse settimane, era prevista entro il mese di febbraio. Il precedente incontro, dunque, è stato utile per fare chiarezza sugli aspetti normativi. Ieri il prefetto ha assicurato “l’interlocuzione costante” con la gestione commissariale. La giornata di mobilitazione dei dipendenti di Ilva in as è iniziata nelle prime ore della mattinata, con lo sciopero e con un presidio di dipendenti di Ilva in amministrazione straordinaria sul piazzale della raffineria. Una nutrita presenza di lavoratori si è concentrata davanti al piazzale Eni per manifestare il proprio dissenso verso il ritardo nell’erogazione dell’integrazione salariale per coloro che sono in cassa integrazione. Per i 1600 lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria, al problema dei ritardi nell’erogazione si aggiunge quello della mancata partenza dei corsi di formazione della Regione Puglia. Dalle notizie che rimbalzano a Taranto, tutto è fermo ad aprile dello scorso anno malgrado i corsi siano stati finanziati.

A quanto pare, gli ostacoli non sarebbero di natura finanziaria ma burocratica anche se c’è anche l’autorizzazione del dirigente del settore allo svolgimento nelle modalità anti Covid, la formazione a distanza (Fad). Risultato: tutto è ancora fermo.

«SIAMO SOLIDALI»
Il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci ha incontrato ieri mattina un’ampia delegazione sindacale, in rappresentanza dei 1600 operai di Ilva in Amministrazione Straordinaria. Tema del confronto l’integrazione salariale cui hanno diritto in virtù dell’accordo ministeriale del 6 settembre 2018, che invece non è mai stata erogata dal Governo. «Abbiamo nuovamente espresso la nostra preoccupazione per questa situazione – le parole del primo cittadino –, ribandendo ai lavoratori la nostra piena solidarietà. Stiamo chiedendo ai commissari straordinari di Ilva in amministrazione straordinaria di anticipare il trattamento integrativo della Cigs a chiunque ne facesse richiesta, contestualmente stiamo sollecitando tutti i parlamentari ionici affinché le somme necessarie siano appostate nel decreto “Milleproroghe” o nel decreto “Ristori”, comunque in tempo per il termine ultimo del 28 febbraio. Parliamo di una vasta platea di lavoratori, che non può e non deve essere trattata in maniera differente e con minori attenzioni, e della quale dovrà occuparsi il tavolo dell’accordo di programma che richiediamo con il coinvolgimento dei sindacati».

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