21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 09:30:12

Cronaca News

La Costituente per il Mezzogiorno Federato

foto di Il Ponte sullo Stretto
Il Ponte sullo Stretto

È tempo di chiamare ad un appuntamento costituente il Mezzogiorno d’Italia perché sia federato in una grande e nuova realtà, protagonista diretta del suo cambiamento e del suo sviluppo. Alle grandi scadenze della ripresa; al tavolo di governo dei progetti di rinascita e di sviluppo; al confronto con la UE sulle disponibilità finanziarie ed il loro uso, il Mezzogiorno deve presentarsi unito,e le sue Regioni federate in obiettivi comuni.

La Pandemia provocata dal Covid19, ha reso dirompenti quegli squilibri che segnavano il malessere crescente nel nostro Paese. Squilibri strutturali, dell’ambiente, dell’economia, del lavoro, dell’energia. Malesseri sociali, per le diseguaglianze crescenti, le crisi demografiche, i conflitti generazionali ed identitari, le competizioni territoriali. Sbandamenti nelle coscienze, con l’esasperazione degli egoismi individuali e la incertezza nella accettazione dei valori di comunità e di solidarietà. Il Mezzogiorno vive da decenni una condizione di crisi profonda, che l’accentuarsi delle condizioni generali può fare diventare crisi storica, esistenziale, quasi irreversibile. Prima che assuma aspetti incontenibili di rifiuto e di violenza, si deve rovesciare questo stato di cose con una forte iniziativa sulle coscienze e nella società. Si deve chiedere la solidarietà del Paese e dell’Europa; ma contestualmente costruire le comunità territoriali basate su rapporti orizzontali di civismo responsabile e cooperativo; promuovere la fiducia, lo sviluppo auto propulsivo, la valorizzazione delle risorse del territorio e della comunità, l’autodeterminazione civile e politica. Partecipare al cambiamento del senso della storia: il Sud non è più periferico e marginale rispetto all’Italia ed all’Europa.

In realtà l’Italia torna ad essere strategica nella politica Europea perché il Mediterraneo ha riacquistato una sua centralità intrinseca. Nel complessivo cambio di strategie della UE, le indicazioni della Commissione Europea nella proposta del Recovery Found, danno chiaramente priorità al risanamento ed al rilancio del Mezzogiorno, in un contesto di nuova attenzione per l’Europa mediterranea. Si chiedono interventi definitivi, strutturali, finalizzati ad una svolta di sviluppo che sia strategica: e si forniscono le risorse per realizzarli. Questa occasione non può essere affrontata divisi e dispersi in piccole realtà, modesti progetti, mancanza di idee e prospettive; senza una classe dirigente meridionale giovane, consapevole e coraggiosa.

Tutto ci porta a cercare di capire le opportunità economiche e culturali, i rischi sociali, le politiche legate alle nuove dimensioni dei mercati, i cambiamenti nei sistemi di produzione e nel mercato del lavoro, i nuovi equilibri militari di area. Il Mediterraneo è sempre più mare interno all’Europa, nella sua complessiva e complessa dimensione geo economica e geopolitica, e diventa per l’Europa una irrinunciabile opportunità. L’Italia è capovolta. Il Mezzogiorno federato può agire come soggetto omogeneo di quasi 20 milioni di abitanti, che ha la massa critica, politica, economica, culturale, per essere protagonista del suo futuro nello Stato Italiano e nello scenario euromediterraneo.

Per questo è necessaria ed immediata una iniziativa costituente. Cinque punti prioritari nell’azione da intraprendere:

  1. a) – Arrestare il processo di demolizione sistematica della società meridionale considerata come buco nero, centro di malaffare, mala politica e malavita, da dissolvere per impedire che il male si estenda al corpo sano della nazione. Serve al paese una nuova classe dirigente meridionale che dia sostanza di contenuti e freschezza di innovazione alle scelte civili e culturali, economiche e politiche di un Mezzogiorno federato consapevole dei processi degenerativi da combattere e dei fattori di risanamento e sviluppo da avviare.
  2. b) – Federare le Regioni del Mezzogiorno, nei poteri e nelle istituzioni, unificando la programmazione e la gestione di almeno il 50% dei fondi comunitari e nazionali, in una progettualità interregionale finalizzata all’armatura infrastrutturale del territorio; alla sanità preventiva; alla formazione; alla ricerca; alla valorizzazione del patrimonio naturale, artistico e culturale; alle politiche di sviluppo tecnologico e di servizi; alla eccellenza agro alimentare. Ponendo come prioritaria la realizzazione del Ponte sullo stretto, atto di riunificazione del Mezzogiorno, dell’Italia e della Europa in un grande sistema di sviluppo e di civiltà. Il nostro obiettivo deve essere quello di realizzare nel Mezzogiorno federato la grande piattaforma economica e logistica euro mediterranea. Costruendo insieme la Agenzia delle Regioni del Sud, struttura capace di programmare, progettare e gestire questa nuova protagonista della nostra storia.
  3. c) – Affrontare e risolvere come questione determinante il lavoro per i giovani. Il Mezzogiorno federato deve costituire un nuovo servizio civile del lavoro, come strumento di politica attiva che produce lavoro, con il pieno impegno delle regioni, delle autonomie locali e dello Stato. Tutti devono mettere a sistema quelle realtà di accumulazione sociale in una area territoriale assai ampia. Questo autentico servizio civile del lavoro deve essere finalizzato al sostegno ed alla realizzazione dei grandi progetti strategici interregionali come: la tutela ed il risanamento del patrimonio idrogeologico; il risanamento e la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici; i progetti di sviluppo tecnologico diffusi sul territorio; gli itinerari turistici e culturali; la difesa e sviluppo del patrimonio costiero;, il rilancio dell’Appennino interno; l’efficienza dei servizi sociali nei sistemi urbani; la manutenzione, come scelta di governo necessaria in un paese antico e fragile, con caratteristiche forti di accumulazione naturale e culturale. Il Servizio Civile del Lavoro, strutturato ed operativo, è uno dei compiti della Agenzia Euromediterranea delle Regioni federate del Sud, che abbiamo prima descritto. La nostra è una Repubblica fondata sul lavoro e questo impegno programmatico deve avere la priorità e la legittimità di un ineludibile adempimento costituzionale.
  4. d) – Governare la sicurezza e combattere la criminalità organizzata, è fondamentale obiettivo di un programma democratico di sviluppo, nella crescita e nel risanamento; non come politica lamentosa e violenta.

In quest’ambito, d’obbligo leggere le opportunità che stanno prendendo corpo nel ritorno del Mediterraneo come centro di sviluppo e del continente euromediterraneo come protagonista integrato di una nuova Storia di questa parte del mondo, della quale il Mezzogiorno federato può essere attore primario. Quindi dobbiamo vivere le trasformazioni sociali ed economiche del vicino Oriente e dell’Africa, rovesciando la logica del neo colonialismo, cioè dello sfruttamento di risorse umane e del territorio per impadronirsi di ricchezza. Si costruisce un nuovo modello di sviluppo, si produce ricchezza in questi territori, anche per noi, ma con i loro popoli e per i loro popoli, intervenendo alla radice sul fenomeno strutturale delle migrazioni che sono prevalentemente economiche. Sono ormai problemi del nostro sistema che dobbiamo risolvere insieme senza incertezze ed esitazioni. Il Mezzogiorno federato deve avere un grande cervello ed un grande cuore.

  1. e) – Collegare il destino del Mezzogiorno federato con il destino della Unione Europea, e la rigenerazione delle sue finalità e delle sue politiche. L’Europa sembra voler uscire dalla la mancanza di un compiuto progetto europeo di sviluppo, di rifondazione istituzionale e territoriale, monetario e militare, con lo scopo di completare, o almeno portare molto più avanti il compimento del progetto politico comunitario. Conseguenza di questa mancanza è stata l’impotenza a decidere, manifestatasi troppe volte su problemi importanti, che ha indebolito il ruolo dell’Unione europea. Questa condizione va rovesciata con un forte messaggio politico capace di identificare azioni visibili e che muovano le coscienze. La riforma dell’Unione Europea passa attraverso la crescita di ruolo ed identità delle regioni e delle grandi città, con la mediazione leggera degli Stati nazionali. Il Mediterraneo è un mare interno all’Europa e fa parte integralmente ormai delle sue strategie. Nel Mediterraneo l’Unione europea e in gran parte Italia. L’Italia e in gran parte Mezzogiorno federato. Da questo si deve partire per spiegare ai cittadini italiani, in primo luogo, cosa è il Mezzogiorno federato. E farlo capire, con forza, ai concittadini europei.

Stabilito il perimetro e gli obiettivi di questa azione e preso atto della assenza politica e progettuale dei partiti nazionali, si rende indispensabile costruire lo strumento attraverso il quale intervenire ed incidere nelle scelte delle Istituzioni democratiche e, prima ancora, nel dibattito socio culturale: occorre dare vita ad un percorso costituente che metta al centro le ragioni dei cittadini, le esigenze dei territori e recuperi la partecipazione democratica Una costituente per il Mezzogiorno Federato va organizzata rispondendo ad alcuni requisiti essenziali:

1) – Consentire alle nuove generazioni di poter essere interpreti delle scelte politiche. In relazione alle loro necessità, per non essere soppiantate da maggioranze abbagliate da campagne demagogiche.

2) – Consentire al mondo della produzione, della cultura, delle arti e delle professioni, all’università ed alla scuola, di dare alla costituente gli impulsi relativi alle grandi questioni riguardanti i diritti civili, l’organizzazione delle pubbliche amministrazioni e dei servizi relativi, la proposizione delle riforme, la regolamentazione del mercato.

3) – Consentire al mondo associazionistico, legato sia agli interessi economici sia quelli culturali e del volontariato, di portare avanti le proprie iniziative suggerendo alla costituente le grandi battaglie di civiltà legate agli interessi sociali prevalenti, con particolare attenzione alle donne, ai settori più deboli, alle disabilità, agli anziani, e alla tutela dell’ambiente.

4) – Realizzare una grande mobilitazione antimafia attraverso una catena della solidarietà attiva che mette insieme diverse esperienze, ma anche la forza della rete nella quale crescerà la consapevolezza che i cittadini che vivono nella legalità rappresentano una maggioranza schiacciante contro la quale la mafia non può prevalere.

5) – Tenere aperta la costituente alla partecipazione di tutti, senza avere pregiudizi per le propensioni ideologiche e le appartenenze partitiche dei singoli, nella comune scelta di dare forza solamente a ciò che può essere utile al territorio ed al suo popolo. Nella preparazione della costituente, deve risultare con crescente chiarezza la sua identità: difendere le autonomie per avvicinare le scelte della politica agli interessi reali delle popolazioni, pronti al confronto anche duro con il potere centrale, al quale si dovrà offrire il progetto di un Mezzogiorno federato, modernizzato e liberato da tutte le mafie, e per il quale si dovrà chiedere giustizia per il ritardo, gli abbandoni, le disparità , la mancanza degli investimenti dall’Unità ad oggi. Una costituente pronta a lavorare per concretizzare l’unità civile del paese; dove ogni cittadino possa lottare per le sue convinzioni ed il suo territorio.

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