18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

News Politica

Il Mezzogiorno Federato e il dialogo con il governo

foto di Mario Draghi
Mario Draghi

È importante avere ben chiaro che il governo di Mario Draghi è un governo del Presidente. Non è un governo tecnico, o politico, o misto, di scopo,o a termine. Ricordiamo come è nato: il Presidente della Repubblica ha ricevuto le dimissioni di Giuseppe Conte, motivate dal venir meno della maggioranza al Senato; ha incaricato il presidente della Camera di verificare l’esistenza di una altra maggioranza possibile; ha registrato la impossibilità di una maggioranza politica; ha giudicato impercorribile, per motivi di straordinaria emergenza sanitaria e sociale, le elezioni anticipate; ha deciso di incaricare Mario Draghi di formare un governo di alto profilo, non riconducibile ad inesistenti formule politiche; ha chiesto alle forze politiche presenti nel Parlamento di sostenere questo tentativo.

Il Presidente incaricato Draghi, in costante rapporto con il Presidente della Repubblica, ha raccolto gli indirizzi programmatici e politici delle forze parlamentari; ha ascoltato le indicazioni delle forze sociali e sindacali; ha definito, in piena autonomia, un quadro programmatico ed un profilo di governo. Queste conclusioni, confortate dal pronunciamento favorevole della grande maggioranza delle forze politiche, vengono presentate alle Camere per il voto di fiducia. Non c’è stata, e non ci poteva essere, alcuna trattativa o mediazione specifica in sede partitica. Ed infatti è il Parlamento la sede del confronto finale e delle decisioni. Il Governo del Presidente acquisisce così la fiducia della maggioranza di Camera e Senato assumendo così la sua legittimità costituzionale e la sua efficienza istituzionale. E comincia a governare, senza subalternità a poteri esterni e nella piena trasparenza dei percorsi decisionali. Vogliamo evidenziare le particolari caratteristiche del Governo del Presidente, per meglio definire lo sviluppo di una iniziativa programmatica necessariamente nuova nei metodi e nei contenuti, soprattutto in una fase nascente di responsabilità e decisioni, quando si programma per sistemi, e si governa per progetti. Egoismi di parte ed interessi di territorio vengono messi in secondo piano o assorbiti dagli interessi generali e dalle esigenze di riforma.

Gli assi tematici enunciati in questi giorni come strutture portanti della azione di governo, non lasciano dubbi sul percorso di ricostruzione e rinascita che si vuole perseguire e sui metodi che si devono adottare. Le decisioni esecutive non sono il risultato finale di logoranti mediazioni nei partiti, fra i partiti, con singoli portatori di interessi, legittimi e non. Al tavolo della democrazia, dove comunità e territorio sono direttamente presenti e protagonisti, il governo è a capotavola, da le carte, risolve i problemi, recepisce le necessità, guida il risanamento e lo sviluppo di una società organizzata. All’altro capo del tavolo della democrazia c’è il Parlamento,protagonista del percorso decisionale,nella sua unità ed interezza, quando riesce ad esprimerla. In questa fase della nostra vita associata, il governo rappresenta l’interesse generale: per questo è il Governo del Presidente, e non di un sistema politico che ha dimostrato la sua crisi e la sua incapacità a governare.

Nella crisi del sistema politico, Mezzogiorno federato è nato per questo: dare alle Regioni del Sud una strategia comune, una capacità nuova di sviluppo, un risanamento della comunità e del territorio, un nuovo protagonismo economico e civile in un contesto diverso di crescita dellaEuropa mediterranea. non più rivendicazioni, lamentele, vittimismo: ma affermazione dei diritti insieme a proposte forti per la crescita, con il Sud,di tutto il Paese. La crisi del Mezzogiorno non è solo un generico problema di unità nazionale: senza l’aiuto dell’Italia, non cresce il Sud; ma senza il Sud,non ce la fa il Paese. È quello che ha capito la Unione Europea nel definire le modalità di uso del Recovery Fund. In questi mesi è stato compiuto un lavoro molto importante di approfondimento e ricerca, di progettazione. Su molti temi cruciali dello sviluppo del Mezzogiorno ,sono state prodotte proposte innovative e strategiche. Sono venuti alla luce gli elementi sui quali fondare una puntuale interlocuzione con il Governo del Presidente, non sui finanziamenti e le percentuali, ma sui grandi progetti di sviluppo e di risanamento in coerenza con le linee del Recovery Plan.

Non come gruppo di pressione, ma nuova classe dirigente, di una grande comunità e di un territorio, grande nelle potenzialità e nelle risorse. In questa stagione così difficile e nuova, Mezzogiorno federato deve riproporre alle regioni meridionali le ragioni della unità: di obiettivi, di interessi, di valori, di identità. Convinti di trovare nelle ragioni del Governo del Presidente,una possibilità di dialogo e di convergenza, mai possibile prima. Mezzogiorno federato deve sollecitare nel Parlamento un’iniziativa che proponga tutto il Mezzogiorno,anche attraverso le sue Regioni,, come sistema di sviluppo unitario, unificando ed integrando progetti che separati, non danno gli effetti di risanamento necessari. Favoriamo la formazione nel Parlamento di un intergruppo finalizzato alla nuova politica meridionalista, e solo a quella, cogliendo le potenzialità di questa stagione di governo che consente di avvicinare diversità ed integrare i progetti, non vincolati da antagonismi di parte e primati da difendere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche