25 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2021 alle 06:45:36

Cronaca News

Diossina negli alimenti, a Taranto la situazione migliora

Veduta aerea di Taranto
Veduta aerea di Taranto

Il Servizio Igiene degli Allevamenti e Produzioni Zootecniche, diretto dal Ettore Franco, del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl, ha reso pubblici i dati relativi ai controlli su diossine e Policlorobifenili (PCB) effettuati nel periodo gennaio-ottobre 2020 su campioni di alimenti e mangimi di ambito terrestre prodotti nel raggio di 20 km dall’area industriale di Taranto, con l’esclusione dei molluschi bivalvi e dei prodotti della pesca, monitorati dal Servizio di Igiene degli Alimenti di Origine Animale (dati già pubblicati nel sito istituzionale dell’ASL Taranto), e degli alimenti di origine vegetale, monitorati dal Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (dati di prossima pubblicazione), afferenti allo stesso Dipartimento e rendicontati in altre tabelle.

Si tratta di controlli che l’ASL effettua regolarmente al fine di scongiurare l’immissione in commercio e il consumo di prodotti non rispondenti ai criteri di sicurezza alimentare. I risultati riguadano 91 prelievi su alimenti e mangimi, e precisamente: 58 su latte di massa, n. 1 su prodotti a base di latte, 16 su uova di gallina e n. 16 su mangimi (foraggio, fieno, foglie di ulivo). I prelievi hanno interessato produttori che hanno sede nel comune di Taranto o in uno degli altri 11 comuni della provincia interessati dal Piano Straordinario Diossine e PCB alimenti e mangimi.

Su 91 prelievi, soltanto in una circostanza si sono rilevati valori di diossina superiori a quelli consentiti dalla legge. Si tratta di un caso di contaminazione microambientale riguardante un piccolo produttore di uova di gallina i cui prodotti sono risultati contaminati per errata conduzione dell’allevamento, e non per ragioni ascrivibili all’inquinamento ambientale. In questo caso sono state poste in essere tutte le misure preventive con il principio della massima precauzione. L’allevamento interessato, ricadente nel territorio del comune di Taranto, è di tipo familiare. Nessuna irregolarità, invece, è stata riscontrata negli allevamenti intensivi. Inoltre, in due casi di produttori di mangimi, con sede, rispettivamente, Taranto e Statte, sono stati superati i limiti di azione per quanto riguarda le diossine e le PBC diossin-like (cioè simili alla diossina). I limiti di azione sono più bassi dei limiti stabiliti dalla legge: il loro superamento, pertanto, non è una violazione di legge che rende gli alimenti inidonei al consumo per tutela della salute, ma costituisce un “campanello d’allarme” per cui occorre mettere in atto misure adeguate per evitare una presenza eccessiva di sostanze dannose per la salute. In questi casi sono stati avviati gli approfondimenti al fine di individuare le eventuali fonti di contaminazione.

Nel complesso, il trend della contaminazione degli alimenti da diossine e PCB appare in lieve ma progressivo miglioramento rispetto agli ultimi anni. Il quadro d’insieme che emerge dai dati è rassicurante, come evidenzia anche il Direttore Generale dell’ASL, Stefano Rossi: “Nel quadro del più ampio obiettivo dell’ASL di tutela della sanità pubblica, la garanzia della sicurezza alimentare dei cittadini riveste un ruolo di assoluta centralità. Il lavoro dei tecnici della prevenzione, svolto con tutte le precauzioni, è da encomiare, soprattutto in questa fase”.

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