15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Aprile 2021 alle 19:30:02

Cronaca News

Penali per mancate disdette delle visite mediche del 2011, Asl ancora nel mirino

La sede della Asl di Taranto
La sede della Asl di Taranto

«La Asl Taranto pretende penali per visite mediche prenotate e non fatte 10 anni fa. Una vera e propria vessazione». Lo afferma Renato Perrini, consigliere regionale di Fratelli d’Italia. «E’ evidente che l’ordine impartito alle Asl pugliesi è quello di far cassa prima che vada tutto in prescrizione, per cui continuano a essere inviate assurde richieste di pagamento che appaiono come vere e proprie vessazioni. Nonostante abbia già denunciato diversi casi senza avere risposta dal direttore generale della Asl, Stefano Rossi, mi continuano a giungere ancora altre segnalazioni.

Nei giorni scorsi, infatti, un ex operaio in pensione dell’Arsenale militare di Taranto mi ha contattato per raccontarmi quello che è successo – una situazione nella quale presumo si ritrovino sicuramente tanti altri tarantini – e che io considero allucinante: ha ricevuto infatti una raccomandata con la quale la Asl di Taranto sollecita il pagamento di una penale per non aver disdetto una visita pneumologica prenotata per il 9 marzo 2011, circa 10 anni fa. Adesso concedere 30 giorni di tempo per ricordarsi perché quel 9 marzo di 10 anni fa non si presentò alla visita medica prenotata è semplicemente ridicolo: tra l’altro, potrebbero essere visite aziendali prenotate direttamente dall’Arsenale per i propri dipendenti, e all’epoca non vi era il servizio di recall che ricordava l’appuntamento. È quindi chiaro che siamo di fronte a una squallida operazione di cassa, indegna di una sanità pubblica che si mostra nemica – e non al servizio – dei cittadini e della comunità».

Nei giorni scorsi, sull’argomento, è intervenuta anche la Uil Fpl di Taranto. «Sono diversi i cittadini e le cittadine che, in questi giorni, ci chiedono di capire come possono verificare l’esattezza delle contestazioni che pervengono dall’Asl di Taranto su prestazioni sanitarie non disdette. Non contestiamo il principio secondo il quale le prestazioni non disdette debbano essere pagate. Disdire in tempo utile una prestazione sanitaria infatti è sinonimo di civiltà e senso di comunità, non foss’altro per dare il proprio contributo a snellire l’annoso problema delle liste d’attesa. Quello però che sta succedendo, in questi giorni, ai cittadini di Taranto e provincia però ha dell’incredibile – evidenziano dal sindacato – Le raccomandate inviate dalla Asl di Taranto infatti fanno riferimento a prestazioni a mancate disdette del 2011, di ben 10 anni fa.

Ora se il principio era quello di punire l’incuranza a disdire riteniamo che sia arrivata con un certo margine di ritardo e non facciamo riferimento a quelle che sarebbero state inviate a persone decedute arrivate a mogli, mariti o figli. Sembrerebbe inoltre, dalle informazioni raccolte, che molte contestazioni si siano rilevate errate. Infatti, diversi i cittadini che si sono visti recapitare la raccomandata, avevano regolarmente effettuato la visita e loro malgrado, per poter venire a capo della vicenda, hanno dovuto recarsi in uffici per chiedere spiegazioni, telefonare, mandare mail. Inutile dirvi che molte delle persone che Il consigliere regionale: Vera e propria vessazione Il sindacato: Rendere pubbliche le procedure hanno dovuto recarsi degli uffici sono persone anziane, i cosiddetti fragili per capirci. Ci permettiamo di sottolineare come questo fosse il momento meno opportuno sia per gli aspetti sanitari, che ci parrebbe paradossale spiegare all’Asl di Taranto, sia per motivi economici – osservano dalla Uil Fpl – La pandemia ha, infatti, aggravato notevolmente il disagio economico. Anziani con pensioni sociali hanno dovuto richiedere il rateizzare del pagamento delle prestazioni, perché non avevano i soldi a disposizione. Senza tener conto delle tante persone che hanno perso il lavoro.

Ma chi è in sanità lo sa gli attuali manager non hanno a che fare con persone ma con utenti e sono giudicati positivamente in base all’ottimizzazione e cosiddetto risparmio dei costi. Un principio che ha impoverito, se non azzerato, la qualità delle prestazioni e siamo capaci di parlare di umanizzazione delle cure. Ci permettiamo infine di fare presente che nel modulo di prenotazione è evidenziato di conservare la stessa per 6 mesi e non per 10 anni. In più ci chiediamo l’informatizzazione del sistema Cup con servizio di recall (richiamata per ricordare la prenotazione) è attivo dal 2018. Molto spesso le visite e gli esami diagnostici sono rimandati con chiamata diretta dei reparti e alle persone non resta nulla per poter dimostrare questo. Pertanto se non si è in possesso di una cartella clinica in cui sono elencati gli esami e visite del paziente ricostruire l’esattezza di come siano andate le cose a 10 anni di distanza ci sembra quanto meno impervio».

Pertanto, la Uil Fpl invita la Asl di Taranto a «rendere pubbliche le procedure adottate per risalire alle persone che non avrebbero disdettato, di rendere la modulistica rivolta alla popolazione più chiara per consentire alla stessa di adottare comportamenti di corretta conservazione della documentazione e in ultimo di rivedere la tempistica delle contestazioni anche in considerazione del fatto che il servizio di recall (voce automatica che ricorda in tempo utile la data di appuntamento della prestazione sanitaria) è partito nella Asl di Taranto dal 2018, quest’anno avrebbe potuto essere considerato dall’Asl di Taranto una sorta di spartiacque tra un prima e un dopo anche in considerazione di una tracciabilità dettata dall’informatizzazione del sistema».

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