06 Marzo 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Marzo 2021 alle 18:00:25

Cronaca News

Ex Ilva, il ministro Giorgetti “chiama” Emiliano e Melucci

foto di Ex Ilva
Ex Ilva

E’ stato il primo tavolo di crisi convocato dal mi­nistro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. Nelle prime ore di ieri pomeriggio al Mise, si sono ritrovati di fronte sulla ver­tenza infinita, prima Ilva ora Ar­celorMittal,

Giorgetti insieme al Ministro del Lavoro Andrea Orlando e le or­ganizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, Fim, Fiom, Uilm, Ugl, Usb e altre sigle.

Il ministro Giorgetti ha spiegato che quello di ieri è stato soltanto il primo di una serie di incontri che si terranno nei prossimi giorni per affrontare le questioni occupazio­nali e ambientali del Siderurgico di Taranto e delle altre aziende di ArcelorMittal Italia. Del resto, lo Stato con Invitalia è socio della multinazionale.

“La prossima settimana – ha pre­annunciato il ministro della Lega – ci saranno altri incontri con la proprietà e ci impegniamo, come Governo, insieme al ministro Or­lando, a risolvere l’impegno per la cig dei dipendenti di Ilva in am­ministrazione straordinaria. Ser­ve la collaborazione di tutti e con questo spirito vogliamo incontrare il sindaco di Taranto Melucci e il presidente della regione Puglia Emiliano”.

Nel corso dell’incontro, Giancarlo Giorgetti ha sottolineato “l’im­portanza strategica dell’acciaio in Italia e la necessità della tutela ambientale come uno dei capisal­di dell’azione di Governo”. Il Ministro ha auspicato che “Invitalia prosegua nel percorso dell’accor­do”.

I leader sindacali hanno commen­tato positivamente l’incontro: “Il governo ha assunto degli impe­gni. Quello che abbiamo sentito è positivo”. E’ stato il commen­to del segretario nazionale della Cigl Maurizio Landini, al termine del tavolo. Il sindacalista ha evi­denziato che il primo impegno da parte dei ministri Giorgetti e Orlando “riguarda l’integrazione per i lavoratori che sono in cassa integrazione, il secondo riguarda il il rapporto diretto con Invitalia affinché siano rispettati gli impe­gni previsti dagli accordi e non ci siano appigli per nessuno”.

Il governo, in considerazione del­la strategicità della siderurgia del Paese ha indicato anche “la pos­sibilità del ricorso alla golden po­wer, quindi ad una legge speciale – ha detto Landini – che sarebbe utile per noi affrontasse non solo la questione di Taranto, ma tutta la questione dell’acciaio nel Pae­se”. Entrambi i ministri, “si sono dichiarati disponibili ad un con­fronto sull’accordo Invitalia con i sindacati, che noi abbiamo chie­sto stabilimento per stabilimento, questo è un modo per garantire le qualità delle produzioni. Abbiamo ribadito che anche per noi l’accia­io è strategico e che non siamo disponibili a perdere nemmeno un posto di lavoro e nessuno stabili­mento”.

Positivo anche il commento della segretaria generale Cisl Annama­ria Furlan: “Possiamo dire che è stato un incontro costruttivo. Il go­verno ha ribadito come la produ­zione di acciaio sia strategica nel nostro Paese. Attraverso il Reco­very Plan dobbiamo immaginare un paese che riprende a crescere e dentro questa ripresa l’acciaio sarà fondamentale. Per noi è impor­tante il fatto che il Ministro abbia confermato l’accordo di dicembre scorso del precedente governo e quindi l’ingresso di Invitalia nella compagine societaria e gli investi­menti necessari. Certo ci preoccu­pa la sentenza del Tar ma aspettia­mo la decisione finale”.

Per Roberto Benaglia leader del­la Fim: “L’incontro ha permesso di rimettere in fila le necessità e priorità che abbiamo di fronte alla vertenza ex Ilva che vive oggi nella massima incertezza. Adesso serve concretezza di questi impe­gni politici e ritornare ad un tavolo contrattuale che costruisca le con­dizioni per un accordo sindacale”.

Per l’Usb “le risposte vanno date alla città e ai lavoratori e non alla multinazionale”. Sasha Colautti di Usb Lavoro Privato Nazionale e Francesco Rizzo dell’Usb pro­vinciale Taranto, hanno rimarcato che “malgrado otto mesi di in­contri del nuovo piano industriale non vi è nessuna traccia concreta, ma solo generiche affermazioni o semplici dichiarazioni di intenti”. Inoltre, i sindacalisti hanno “rap­presentato con forza la questione appalti, sui continui mancati o ritardati pagamenti che mettono a disagio migliaia di famiglie. E hanno evidenziato la centralità della “partecipazione degli enti locali alla discussione”.

All’incontro hanno preso parte i vertici dell’Ugl, il segretario ge­nerale, Paolo Capone, le segrete­rie nazionali Metalmeccanici con Antonio Spera e per la Segreteria Chimici Alessandro Calabrese e Concetta Di Ponzio. Capone, nel suo intervento, ha ribadito che “l’ambientalizzazione è priorita­ria per il territorio ed i cittadini” e che “Invitalia deve rispettare i suoi impegni economici e indu­striali”. Per Calabrese “l’obietti­vo di un siderurgico funzionante, esclusivamente nel rispetto delle norme ambientali con una vera ri­qualificazione, è indiscutibilmente legato al reintegro di tutti i lavora­tori, compresi coloro che ad oggi, sono ancora in amministrazione straordinaria”.

Sull’annuncio di Giorgetti di in­contrare Melucci ed Emiliano il consigliere regionale Pd Vincenzo Di Gregorio ha auspicato che “il confronto si svolga quanto prima perché Taranto non può aspettare ulteriormente”. Ma, ha precisato, “non basta una semplice consulta­zione, servono impegni, interven­ti, fatti concreti”.

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