05 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 06:54:46

Cronaca News

Ministro Giorgetti: Ex Ilva green grazie all’Ue

foto di Il Ministro Giorgetti ed il Sindaco Melucci
Il Ministro Giorgetti ed il Sindaco Melucci

Giungono notizie positive dagli incontri capitolini del ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti col sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e col presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Il primo cittadino di Taranto ha illustrato “la posizione irreversibile della comunità locale sulla completa decarbonizzazione dell’ex Ilva, ringraziando per questo primo incontro interlocutorio”. “Diamo al Ministro il modo di orientarsi su un dossier molto complesso – ha dichiarato Melucci- mi sembra ci siano i presupposti per superare gli errori del passato, dialogare con la comunità ionica e avviare una vera e radicale transizione tecnologica, che tenga ormai prioritarie le questioni relative alla salute e all’ambiente. È la direzione che indica la stessa Unione Europea e oggi esistono le risorse necessarie. È una sfida simbolica per tutto il Paese e un banco di prova importante per questo Governo. Al ministro è stata offerta la collaborazione del Comune di Taranto, a patto che si insedi con sollecitudine il tavolo per l’accordo di programma e non si considerino ancora come inamovibili i termini delle precedenti intese, garantite ad ArcelorMittal senza il coinvolgimento del territorio. Taranto e la sua provincia vogliono voltare pagina per sempre”.

“L’incontro con Giancarlo Giorgetti è stato utile”. Ha dichiarato invece Emiliano ricordando che è “il quinto ministro dello Sviluppo economico che incontro sulla questione ex Ilva da quando sono presidente della Regione. Abbiamo fatto fino ad oggi pochi passi avanti, siamo però finalmente riusciti a convincere l’Europa a finanziare una rivoluzione industriale che consentirebbe di trasformare Taranto nel polo dell’idrogeno italiano ed europeo. Un’occasione imperdibile, un allineamento di volontà tra la Regione, sindaco di Taranto, le comunità italiane ed europee. Non si può perdere questa occasione, Giorgetti ce lo ha ripetuto. Mi auguro che la volontà politica complessiva del Governo – ha concluso Emiliano – consentirà di realizzare questo sogno della comunità tarantina e della Regione Puglia”.

Secondo Giorgetti, “rispetto a un anno fa sono cambiate molte condizioni e si aprono gli spazi, anche grazie all’intervento dell’Europa, per poter finalmente risolvere la vicenda Ilva tutelando la produzione strategica dell’acciaia in Italia con le garanzie per i lavoratori e la tutela dell’ambiente”. Sugli incontri con Melucci ed Emiliano, Giorgetti ha spiegato che “si è trattato di due momenti costruttivi di una prima fase di conoscenza indispensabile per ascoltare le esigenze dei territori. È un momento storico importante – afferma Giorgetti – che, al netto delle conseguenze che arrivano anche dalle vicende giudiziarie, tutti i protagonisti vorranno sfruttare al meglio per lo sviluppo del territorio”. Venerdì scorso Giorgetti ha incontrato Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, Usb e Ugl che in seguito all’incontro romano hanno sospeso lo sciopero indetto per domani dopo la rottura del tavolo di confronto con ArcelorMittal. Le organizzazioni hanno spiegato in un comunicato che non si tratta di un dietro front ma “il confronto sollecitato si è aperto e adesso aspettiamo che il Governo faccia con noi gli approfondimenti che ci ha assicurato”.

Ma c’è un nuovo sciopero in calendario per la questione delle ferie calcolate come cig. I lavoratori lo hanno scoperto con loro grande sorpresa, con “la disattivazione del badge”, ha sottolineato il Coordinamento esecutivo dell’Usb Taranto che ha lamentato un “gravissimo atteggiamento denigratorio ed offensivo nei confronti dei lavoratori”. “Non solo le ferie del personale trasformate arbitrariamente in cassa integrazione Covid, ma la stessa cosa è accaduta pure per i riposi o le giornate di permesso della legge 104 sull’assistenza di un familiare in condizioni di fragilità”. Nei giorni scorsi Fim, Fiom, Uilm e Usb avevano indetto 24 ore di sciopero in tre reparti, trattamento acque, produzione gas tecnici ed energia. Poi, il riconoscimento dell’ “errore” da parte dell’azienda ha indotto le organizzazioni a revocare l’astensione ma il problema, a quanto pare, non è stato risolto.

“A distanza di pochi giorni- spiegano negli ambienti sindacali – apprendiamo, grazie anche alle segnalazioni dei lavoratori, che questa trasformazione delle ferie in cassa integrazione è purtroppo pratica diffusa in tanti altri reparti. Questo – aggiungono – dimostra che ArcelorMittal non è affidabile. Ci troviamo di fronte non ad un errore ma ad un metodo. Per questo lo sciopero del 1° marzo non riguarderà più alcuni settori ma l’intera fabbrica”.

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