19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Cronaca News

Blitz Mercurio, poche riduzioni di pena della Corte d’Appello

foto di Blitz Mercurio
Blitz Mercurio

LECCE – Processo Mercurio: in Appello poche riduzioni di pena. I giudici di secondo grado hanno ridotto la pena a Gaetano Panariti, difeso dagli avvocati Luigi Danucci e Angelo Masini e a Fiorino Panariti, assistito dall’avvocato Giuseppe Carella. Un anno e mezzo per il primo (due anni in primo grado) e due anni, con sospensione condizionale della pena, per il secondo (tre anni in primo grado). La Corte d’Appello di Lecce, accogliendo le argomentazioni degli avvocati Danucci e Masini, ha inoltre dichiarato il non doversi procedere per Giovanni Giuliano Cagnazzo, ritenuto elemento di spicco del gruppo , annullando così la condanna in primo grado ad otto anni.

I giudici hanno anche accolto l’appello del pm, condannando a quattro anni e mezzo una donna, M.S., che era stata assolta in primo grado, ridotto la pena a tre anni di reclusione a Emanuele Esposito, difeso dall’avvocato Pasquale Corigliano, e a dieci anni ad Alessandro Scorrano, assistito dall’avvocato Angelo Casa. I giudici per gli altri imputati hanno confernato la sentenza di primo grado. Si è così chiuso il processo d’appello sulla seconda maxi indagine condotta dalla Dda nel territorio di Lizzano. Per l’accusa capi e gregari del gruppo malavitoso lizzanese avrebbero continuato ad imporre la loro egemonia sul territorio attraverso nuove leve, dopo l’operazione The Old che aveva decapitato l’organizzazione. All’alba del 25 febbraio del 2019 erano state eseguite ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 31 persone. II carabinieri avevano messo ko una organizzazione che operava tra Lizzano e i paesi limitrofi.

Il blitz “Mercurio” era scattato al termine di indagini coordinate dalla Dda. I militari della Stazione di Lizzano e della Compagnia di Manduria avevano notificato ordinanze di custodia in carcere, ai domiciliari ma anche obblighi di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria. Il blitz, dal nome del dio Mercurio, figlio di Zeus, messaggero degli dei, nonché dio protettore dei viaggi, dei viaggiatori e della comunicazione da qui l’analogia con le persone coinvolte, che erano messaggeri del boss detenuto in carcere. Le indagini avviate nel gennaio del 2016 attraverso intercettazioni nei confronti di alcune persone arrestate per spaccio di eroina, cocaina e hashish in un noto bar di Lizzano, avevano consentito di scoprire l’esistenza di un gruppo legato alla Sacra Corona Unita e della quale gli indagati avevano proseguito l’azione cambiando metodi, scopi e attività e avvalendosi della forza dell’intimidazione. L’organizzazione dedita al traffico di stupefacenti e alle estorsioni ai danni di commercianti di Lizzano (con attentati incendiari compiuti con bottiglie molotov) secondo l’accusa era capeggiata da Giovanni Giuliano Cagnazzo, che era detenuto in un carcere toscano.

In primo grado sentenza con lo sconto, alla luce di numerosi pattegiamenti per gli imputati accusati solo di spaccio di stupefacenti. Mano pesante, invece, per gli imputati chiamati a rispondere di associazione mafiosa. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Angelo Casa, Luigi Danucci, Angelo Masini, Salvatore Maggio, Gaetano Vitale, Pasquale Corgliano, Lorenzo Traetta, Antonio Liagi, Maria Letizia Serra, Giuseppe Carella, Fabio Falco, Bruno Pozzessere.

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