19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:04:09

La scuola ai tempi del covid
La scuola ai tempi del covid

In mattinata, l’assessore alla sanità Pierluigi Lopalco aveva dichiarato l’idea di prolungare la didattica a distanza per tutti. Nel pomeriggio il Tar annulla però l’ordinanza e dispone, di fatto, il “tutti in presenza” per elementari e medie e al 50% alle superiori, come da dpcm.

In serata l’annuncio di una nuova ordinanza, con un post di Michele Emiliano su fb: “In seguito all’odierno provvedimento del Tar di Bari, sto per emettere una nuova ordinanza per la prevenzione della variante “variante inglese” e per la esecuzione del piano vaccinale nelle scuole. Saranno apportate solo piccole modifiche che spero non incideranno troppo sull’assetto organizzativo che le scuole si erano già date per affrontare le prossime due settimane”. Nuova giornata di caos, quella di ieri, sul fronte scuola & pandemia. Il Tar Puglia ha sospeso l’ordinanza regionale con la quale il presidente Michele Emiliano ha disposto fino al 5 marzo la didattica digitale integrata al 100% per tutti gli alunni e gli studenti pugliesi. Il decreto a firma del presidente Orazio Ciliberti accoglie l’istanza cautelare del ricorso presentato dal Codacons Lecce e da un gruppo di genitori di alunni, a per effetto sospende l’efficacia del provvedimento regionale, fissando l’udienza collegiale al 17 marzo 2021 (a udienza già scaduta).

L’approccio della Regione, dice il presidente della Terza sezione, Orazio Ciliberti – è contraddittorio nelle sue motivazioni e non coerente con la classificazione della Puglia in zona gialla: “Il limite del 50 per cento – è scritto nel provvedimento – è una soglia al di sotto della quale deve ritenersi non sufficientemente assolto, né garantito lo standard minimo dei servizi scolastici”. La Regione “non motiva a sufficienza il sensibile scostamento dal livello nazionale di garanzia dell’assolvimento dei servizi scolastici” mentre sulla vaccinazione per gli operatori scolastici “i tempi prevedibili e previsti di tale attuazione – non indicati dall’ordinanza, ma ricavabili da comunicati delle strutture sanitarie pubbliche e da univoche notizie di stampa – non sono affatto compatibili con la durata di pochi giorni dell’efficacia dell’ordinanza”. Emiliano ha comunque chiarito che “verrà comunque reintrodotto il diritto alla scelta della didattica integrata a distanza da parte delle famiglie che ne faranno richiesta nell’esercizio del diritto alla salute di ciascuno studente e della famiglia stessa per evitare che qualcuno possa essere costretto da interpretazioni errate a frequentare in presenza nonostante la grave pandemia in atto”.

Ancora Emiliano: “In ogni caso, per evitare contrasti col provvedimento del giudice, sto per emettere un’ordinanza che lega la temporanea sospensione della didattica in presenza ad un termine per la esecuzione della campagna vaccinale nelle scuole. Con questo si soddisfa un’esplicita richiesta di motivazione. Sono costretto ad intervenire per evitare che domani le scuole siano improvvisamente invase, in mancanza di provvedimenti di regolazione sanitaria, da tutti gli studenti in presenza con danno gravissimo per la salute del personale scolastico in piena pandemia da “variante inglese” che ormai sta sostituendo le altre meno pericolose e meno contagiose”.

La giornata era iniziata diversamente. “Io do indicazioni sanitarie, per me la didattica a distanza dovrebbe continuare fino all’inizio della primavera”: così l’assessore alla Salute della Regione Puglia, Pierluigi Lopalco, ospite in mattinata di ‘The Breakfast Club’ su Radio Capital. Alla domanda come mai in Puglia, nonostante la zona gialla, siano state sospese le lezioni in presenza, Lopalco ha risposto che “prevenire è meglio che curare”. “È vero che siamo in zona gialla – ancora parole di Lopalco – ma abbiamo segnali molto preoccupanti di diffusione della variante inglese. Questa variante si diffonde molto velocemente proprio tra giovani e bambini. Quello che noi vediamo tra i dati che raccogliamo giorno per giorno è che proprio tra i bambini c’è incremento di casi. Sono centinaia ogni settimana – ha aggiunto – gli operatori che si infettano, abbiamo centinaia di classi in isolamento o quarantena, per cui non è affatto come vogliono raccontarla, il virus nelle scuole circola. Questo è un periodo molto delicato. Sappiamo che imporre la didattica a distanza è un problema per molti genitori – ha concluso – ma qui ci deve aiutare il Governo. Speriamo che il governo ascolti le Regioni”.

Su Lopalco erano arrivati gli strali del centrodestra. “In Puglia la decisione di chiudere le scuole di ogni ordine e grado fino al 5 marzo lascia sgomenti. Tutta la responsabilità politica per far tornare gli studenti a scuola in sicurezza, viene così scaricata sulle famiglie già stremate dalla crisi economica. Il diritto allo studio non è garantito, mentre l’assessore Lopalco si dice coraggioso per le scelte prese. Dovrebbe solo vergognarsi e dimettersi, perché nulla è stato fatto per garantire la didattica in presenza, almeno ai più piccoli che mal sopportano la Dad. Queste scelte a danno dei bambini si ripercuotono inevitabilmente sulle famiglie e soprattutto sulle donne che lavorano.

La scuola pugliese dunque ha aperto a singhiozzo e ora questa nuova chiusura di poche settimane non cambierà il seguito dell’anno scolastico, perché senza investire in sicurezza non si potrà garantire neanche dopo il 5 marzo la presenza in classe dei nostri ragazzi. I danni che la politica regionale sta facendo ai nostri figli è davvero scandalosa, non come dice Lopalco coraggiosa, perché ancora una volta a pagare la disattenzione e l’arroganza politica sono gli studenti. Spiegasse Lopalco come ha intenzione di garantire un’adeguata istruzione ai nostri ragazzi. perché a mio avviso dovrebbe solo chiedere scusa e dimettersi”. A dichiararlo in una nota Vincenza Labriola, deputata di Forza Italia.

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