26 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Settembre 2021 alle 22:33:00

Cronaca News

Ambiente Svenduto, il Comune di Taranto chiede 10 miliardi di danni

foto di Il sindaco Melucci con l’avvocato Orlando
Il sindaco Melucci con l’avvocato Orlando

Un’altra pioggia di maxi richieste di risarcimento danni. Anche nell’udienza di ieri del processo “Ambiente Svenduto” le istituzioni hanno presentato un conto molto salato. Dopo la Regione che, come riferito ieri, ha chiesto danni per 30 milioni di euro nei confronti di tutti gli imputati, il Comune di Taranto ha presentato una richiesta di risarcimento di 10 miliardi tramite l’avvocato Rosario Orlando intervenuto ieri mattina. Al suo fianco c’era il sindaco Rinaldo Melucci, con indosso la fascia tricolore, che ha assistito alla discussione del legale. La presenza del primo cittadino non è passata inosservata, anche per la fascia tricolore insolita fra i banchi degli avvocati. Infatti la indossano i giudici popolari della Corte d’Assise.

Il legale del Comune ha presentato una memoria motivando la richiesta risarcitoia con i danni alla salute dei lavoratori e dei cittadini, patrimoniali e all’immagine della città. Danni causati dall’inquinamento e dalle “emissioni di polveri, sostanze gassose, liquide, solide e di altri inquinanti microrganismi”, con “conseguenze alla salute pubblica, con allarmante incremento nella popolazione cittadina di patologie cancerogene, cardiache e respiratorie, con gravissime ripercussioni sull’ambiente” inteso come dimensione collettiva e come “diritto fondamentale di ogni uomo e come valore avente rilevanza costituzionale”. Il Comune di Statte, rappresentato dall’avvocato Cataldo Pentassuglia, ha chiesto 600 milioni di danni poichè “il territorio di Statte è stato fra i più danneggiati”, in quanto “aziende agricole e zootecniche, come masseria Carmine di Vincenzo Fornaro, parte civile e simbolo del processo” ricadono nel territorio di Statte. Per il Comune di Crispiano, l’avvocato Enzo Luca Fumarola ha chiesto un risarcimento danni di 100 milioni. Mentre, l’altro ieri, per il Comune di Montemesola, l’avvocato Raffaella Cavalchini ha chiesto un risarcimento di 50 milioni di euro.

Mentre questa mattina, per la Provincia di Taranto, l’avvocato Giuseppe Sernia, presenterà il “conto” a conclusione della discussione. La Asl di Taranto, per “danni patrimoniali, non patrimoniali e di immagine”, tramite il suo legale, avvocato Stefano De Francesco ha chiesto “la condanna al risarcimento dei danni subiti e al pagamento di una provvisionale pari a 500.000 euro”. I fatti contestati agli imputati hanno “gravemente leso la salute dei cittadini di Taranto e l’ambiente, ambiti in cui l’Asl esercita le proprie funzioni ed esplica la propria attività di prevenzione individuale e collettiva delle malattie, nonché di assistenza e cura delle medesime”. Ieri hanno discusso anche diverse associazioni. Per Cittadinanzattiva l’avvocato Massimo Tarquinio il quale ha ricordato che “la storia non si scrive con le sentenze ma questa sarà una sentenza epocale perché riguarda un’epoca della nostra città in un periodo in cui domina, almeno nei discorsi, l’approccio green. Forse in ritardo rispetto ad alcuni fatti ma sono argomentazioni che conosciamo da tanto tempo.

L’approccio green lo conosciamo e sappiamo bene quanto sia stato frustrante portarlo avanti con un’opera di sensibilizzazione costante.” Richieste di condanna, associandosi a quelle del pm e di risarcimento, hanno presentato gli avvocati Leonardo La Porta ha per Alta Marea, Francesco Di Lauro per il Wwf, Anna Mariggiò per i Verdi, Francesco Nevoli per l’Usb e Basilio Puglia per i “Liberi e pensanti”. Numerosi legali, fra cui l’avvocato Adelaide Uva, anche nell’udienza di ieri rappresentavano ex lavoratori e cittadini ammalatisi di tumore alle vie respiratorie, alcuni dei quali deceduti a causa di neoplasie dovute, secondo i legali, “alla presenza di polveri e sostanze della grande industria siderurgica, anche perché soggetti non fumatori, che hanno utilizzato acque di falde inquinate, secondo l’accusa, dal Siderurgico. Il processo torna in aula questa mattina per l’ultima udienza dedicata alla discussione dei legali delle parti civili e, secondo il calendario, anche dei responsabili civili fra cui la Regione Puglia. Da lunedì prossimo 1° marzo via alle arringhe dei difensori dei 47 imputati (di cui 3 società). Si comincia con i difensori degli imputati accusati di reati contro la pubblica amministrazione. Gli ultimi in calendario sono i difensori di coloro che rispondono di disastro ambientale doloso e avvelenamento di sostanze alimentari.

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