18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Aprile 2021 alle 18:16:49

Cronaca News

Usura affare di famiglia, otto condanne

Operazione “Dirty Money”
Operazione “Dirty Money”

Otto condanne e due assoluzioni nel processo antiusura “Dirty money”. I giudici del Tribunale collegiale hanno condannato a sei anni e otto mesi di reclusione, Francesco Vitale (detto Tiaulicchio) e i figli, Alessio e Riccardo, rispettivamente a cinque anni e quattro mesi e a cinque anni e due mesi, e Marco e Ciro, a due anni ciascuno.

Condannati a cinque anni Francesco Marinelli e a due anni Diego Vestita e Ciro D’Angello. Assolte altre due persone. Le richieste del pm oscillavano tra i dieci e i sei anni. Dopo le sentenza sono stai revocati i “domiciliari” a Marco Vitale, così come è stato richiesto dagli avvocati Angelo Casa e Luigi Danucci. Nel collegio di difesa figurano anche gli avvocati Gaetano Vitale, Giuseppe Quaranta, Lorenzo Cantore e Daniele Lombardi. A luglio del 2019 gli agenti del Commissariato di Grottaglie avevano eseguito i provvedimenti restrittivi firmati dal gip del Tribinale di Taranto su richiesta della Procura jonica. L’odissea per un imprenditore agricolo della cittadina delle Ceramiche era iniziata nel 2015 per un prestito di 14mila euro.

L’uomo, in serie difficoltà economiche, si era rivolto a Francesco Vitale e aveva ottenuto i soldi in cambio di interessi da capogiro. Avrebbe dovuto pagare in sei mesi ventimila euro. La vittima era riuscita a restituire seimila euro nel febbraio del 2016 e quattromila un mese dopo. Successivamente fino ad agosto del 2016 aveva versato ai figli di Vitale le somme di 1.500 e 2.000 euro. Agli inizi del 2018 Francesco Vitale avrebbe preteso altri 10mila euro. Poi in un solo giorno di agosto del 2018 prima l’aggressione a pugni e poi la rapina della Smart che era di proprietà di un consoscente dell’imprenditore agricolo stritolato dal prestito.

Durante il blitz gli agenti del Commissariato di Grottaglie avevano eseguito delle perquisizioni domiciliari e sequestrato 30mila euro in contanti, monili in oro e Rolex. “L’usura è un reato odioso- aveva detto in conferenza stampa il questore Giuseppe Bellassai – purtroppo è un fenomeno molto diffiuso ed è difficile da contrastare perchè sono in pochi a denunciare. Le vittime devono avere fiducia nelle forze dell’ordine”.

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