16 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Aprile 2021 alle 18:03:30

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Appuntamento costituente per il Mezzogiorno

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Il mare su cui si affaccia Taranto

Sui mali del Mezzogiorno bisogna evitare ogni ipocrisia poiché, se è vero che dall’unità d’Italia sino ad oggi esso è stato marginalizzato, ciò è stato possibile anche per la colpevole acquiescenza di parte delle classi dirigenti meridionali che hanno preferito gestire le risorse disponibili in una logica di scambio politico-clientelare (anche con le organizzazioni criminali) all’insegna del familismo amorale e delle logiche di clan politici e di affari. Senza dimenticare la ricerca di senso civico e di comunità cooperativa al Sud. È questo uno dei punti nodali per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia; oltre alla necessaria solidarietà da parte del resto del paese, serve creare delle comunità civiche basate su rapporti orizzontali di reciprocità e cooperazione, per promuovere la fiducia, l’impegno civile, la tolleranza, lo sviluppo autopropulsivo con la valorizzazione delle risorse locali, l’autodeterminazione politica. Cambia la spinta della storia. Perché il Sud non è più periferico e marginale rispetto al centro nord del Paese ed all’Europa.

L’Italia torna ad essere strategica nella politica europea proprio perché il Mediterraneo ha riacquistato una sua centralità intrinseca. Dalla crisi dei migranti alla fine della globalizzazione come l’abbiamo conosciuta, tutto ci porta al cercare di capire le opportunità economiche, i rischi sociali le politiche legate alle nuove dimensioni dei mercati, i cambiamenti dei sistemi di produzione e nel mercato del lavoro, i nuovi equilibri militari di area. Il Mediterraneo, che è mare interno, nella sua complessiva e complessa dimensione geo-economica e geopolitica, diventa per l’Europa una irrinunciabile opportunità, ed il Mezzogiorno federato potrà fare la sua parte agendo come un soggetto omogeneo di 18 milioni di abitanti che ha la massa critica, politica, economica e culturale per essere protagonistadel suo futuro nello Stato italiano e nello scenario euromediterraneo.

Cinque punti prioritari nell’azione da intraprendere:

  1. a) – Arrestare il processo di demolizione sistematica della società meridionale considerata come buco nero, centro di malaffare, mala politica e malavita, da dissolvere per impedire che il male si estenda al corpo sano della nazione. Serve al paese una nuova classe dirigente meridionale che dia sostanza di contenuti e freschezza di innovazione alle scelte civili e culturali, economiche e politiche di un Mezzogiorno federato consapevoledei processi degenerativi da combattere e dei fattori di risanamento e sviluppo da avviare.
  2. b) – Federare le regioni del Mezzogiorno, nei poteri e nelle istituzioni, unificando la programmazione e la gestione di almeno il 50% dei fondi comunitari e nazionali, in una progettualità interregionale finalizzata all’armatura infrastrutturale del territorio, alla formazione, alla ricerca,allacrescita, alle politiche di sviluppo tecnologico e di servizi, alla eccellenza agro alimentare con l’obiettivo di realizzare nel Mezzogiorno Federato la grande piattaforma economica e logistica euro mediterranea.
  3. c) – Affrontare e risolvere come questione determinante il lavoro per I giovani. Il Mezzogiorno federato deve costituire un nuovo servizio civile del lavoro, come strumento di politica attiva che produce lavoro, con il pieno impegno delle regioni,delle autonomie locali e dello Stato. Tutti devono mettere a sistema quelle realtà di accumulazione sociale in una area territoriale assai ampia. Questo autentico servizio civile del lavoro deve essere finalizzato al sostegno ed alla realizzazione dei grandi progetti strategici interregionali come: la tutela ed il risanamento del patrimonio idrogeologico; il risanamento e la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici; i progetti di sviluppo tecnologico diffusi sul territorio; gli itinerari turistici e culturali; la difesa e sviluppo del patrimonio costiero; il rilancio dell’Appennino interno; l’efficienza dei servizi sociali nei sistemi urbani; la manutenzione, come scelta di governo necessaria in un paese antico e fragile, con caratteristiche forti di accumulazione naturale e culturale. La nostra è una Repubblica fondata sul lavoro e questo impegno programmatico deve avere la priorità e la legittimità di un ineludibile adempimento costituzionale.
  4. d) – Governare la sicurezza, fondamentale obiettivo di un programma democratico di sviluppo, della crescita e nel risanamento; non come politica lamentosa e violenta. In quest’ambito d’obbligo leggere le opportunità che stanno prendendo corpo nel ritorno del Mediterraneo come centro di sviluppo e del continente euro-mediterraneo come protagonista integrato di una nuova Storia di questa parte del mondo, della quale il Mezzogiorno federato può essere attore primario. Quindi vivere le trasformazioni sociali ed economiche del vicino Oriente e dell’Africa, rovesciando la logica del neo colonialismo, cioè dello sfruttamento di risorse umane e del territorio per impadronirsi di ricchezza. Si costruisce un nuovo modello di sviluppo, si produce ricchezza in questi territori, anche per noi, ma con i loro popoli e per i loro popoli, intervenendo alla radice sul fenomeno strutturale delle migrazioni che sono prevalentemente economiche. Sono ormai problemi del nostro sistema che dobbiamo risolvere insieme senza incertezze ed esitazioni. Il Mezzogiorno federato deve avere un grande cervello ed un grande cuore.
  5. e) – Collegare il destino del Mezzogiorno federato con il destino della Unione Europea, e la rigenerazione delle sue finalità e delle sue politiche.L’Europa sta pagando la mancanza di un compiuto progetto europeo di sviluppo, di rifondazione istituzionale e territoriale, monetario e militare, con lo scopo di completare, o almeno portare molto più avanti il compimento del progetto politico comunitario.

Conseguenza di questa mancanza è l’impotenza a decidere,manifestatasi troppe volte su problemi importanti, che ha indebolito il ruolo dell’Unione europea. Questa condizione va rovesciata con un forte messaggio politico capace di identificare azioni visibili e che muovano le coscienze. La riforma dell’Unione Europea passa attraverso la crescita di ruolo ed identità delle regioni e delle grandi città, con la mediazione leggera degli Stati nazionali.

Il Mediterraneo è un mare interno all’Europa e fa parte integralmente ormai delle sue strategie. Nel Mediterraneo l’Unione europea e in gran parte Italia. L’Italia e in gran parte Mezzogiorno federato.Da questo si deve partire per spiegare ai cittadini italiani, in primo luogo, cosa è il Mezzogiorno federato. E farlo capire, con forza, ai concittadini europei. Stabilito il perimetro e gli obiettivi di questa azione e preso atto della irreversibile crisi dei partiti nazionali la cui democrazia interna è da tempo demolita con la conseguente accertata impossibilità per gli iscritti di guidarne le scelte attraverso un dibattito libero,si rende indispensabile costruire lo strumento attraverso il quale intervenire ed incidere nelle scelte delle Assemblee democratiche e, prima ancora, nel dibattito socio culturale: occorre dare vita ad un percorso costituente da cui prenda forma un Movimento politico che metta al centro le ragioni dei cittadini, le esigenze dei territori e recuperi la partecipazione democratica Un Movimento per il mezzogiorno federato che si organizzi rispondendo ad alcuni requisiti essenziali:

1). Consentire alle nuove generazioni di poter essere interpreti delle scelte politiche del movimento In relazione alle loro necessità, senza correre il rischio di essere soppiantate da maggioranze abbagliate da campagne demagogiche.

2). Consentire al mondo della produzione, della cultura, delle arti e delle professioni, quindi all’università ed alla scuola, di dare al Movimento gli impulsi relativi alle grandi questioni riguardanti i diritti civili, l’organizzazione delle pubbliche amministrazioni e dei servizi relativi, la proposizione delle riforme, la regolamentazione del mercato.

3). Consentire al mondo associazionistico, legato sia agli interessi economici sia quelli culturali e del volontariato, di portare avanti le proprie iniziative suggerendo al movimento dei delle grandi battaglie di civiltà legate agli interessi sociali prevalenti, con particolare attenzione ai settori più deboli, alle disabilità, agli anziani, e soprattutto alla tutela dell’ambiente.

4). Realizzare una grande mobilitazione antimafia attraverso una catena della solidarietà attiva che mette insieme diverse esperienze ma anche la forza della rete nella quale crescerà la consapevolezza che i cittadini che vivono nella legalità rappresentano una maggioranza schiacciante contro la quale la mafia non può nulla.

5). Tenere aperto il Movimento alla partecipazione di tutti, senza avere pregiudizi per le propensioni ideologiche dei singoli, nella comune scelta di accantonarli per dargli forza solamente in ciò che possa essere utile al territorio ed alla sua popolazione.

Nella preparazione della Costituente, deve risultare con crescente chiarezza l’identità del Movimento: difensore delle autonomie come strada per avvicinare le scelte della politica agli interessi reali delle popolazioni, pronto al confronto anche duro con il potere centrale al quale si dovrà offrire il progetto di un mezzogiorno federato, modernizzato e liberato da tutte le mafie per il quale si dovrà chiedere giustizia per il ritardo, gli abbandoni, le disparità degli investimenti pubblici dall’unità ad oggi. Un movimento pronto a lavorare per concretizzare l’unità civile del Paese; ma anche un movimento dove ogni cittadino possa sentirsi leader perché non si troverà mai a lottare per qualcosa che non faccia parte dei suoi interessi e delle sue convinzioni. Il quadro politico nel quale si sviluppa l’iniziativa costituente per il Mezzogiorno Federato è caratterizzata dal Governo del Presidente, come protagonista di una forte iniziativa per l’interesse generale. Possiamo sintetizzare in pochi chiari punti le priorità di questo Governo.

I legami internazionali con l’Europa e l’Occidente Atlantico: europeismo ed atlantismo sono riferimenti essenziali nelle scelte politiche del Paese. La lotta al Covid, nella quotidianità della azione sanitaria e di prevenzione civile, intrecciata con la organizzazione di una battente campagna di vaccinazione e la ricostruzione della medicina del territorio. La lotta alla recessione ed alle diseguaglianze: dando priorità agli investimenti per lo sviluppo; la difesa del lavoro; il sostegno alle politiche di generazione e di genere. La rinascita della scuola come emergenza del Paese. Manca in questi punti la politica per il Mezzogiorno. Non è una casuale dimenticanza: sono i rapporti di forza nel Paese che distorcono una impostazione che nasce con aspirazioni di equanimità.

I rapporti di forza economici; strutturali; culturali e di comunicazioni; sociali. Il Nord del Paese prevale perché può rispondere prima e meglio alle spinte di ripresa. Nella riscrittura in corso del Next Generation EU, gli assi tematici guida vedono già allocate oltre il 70% delle risorse disponibili, attraverso le grandi regioni e le grandi imprese: dalla transizione ecologica alla transizione digitale; dalla sanità alle infrastrutture, al lavoro, ecc. Le Regioni del Mezzogiorno, divise, sono marginalizzate su tutto: ogni Regione, presenta il suo libro dei sogni e tratta le sue richieste al di fuori di ogni strategia comune. Le Regioni e le Autonomie locali mantengono la loro autarchia e non danno forza organizzata alle loro necessità. Con il Governo del Presidente il percorso della intermediazione politica non basta: sia perché non ci sono i partiti che la possano rappresentare, sia perché sono gli interessi incardinati nei progetti, gli interlocutori primari della governabilità. Mezzogiorno Federato, come fondazione ha sollecitato l’attenzione; sviluppato i problemi orientato le istituzioni. Questo non basta più. Costituiamo subito un movimento che abbia come obiettivo immediato la richiesta comune del Mezzogiorno sui progetti che devono caratterizzare la scrittura finale della Next Generation EU. Prima che sia troppo tardi.

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