19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Cronaca News

La fotografia della Puglia nei dati diffusi dall’Istat

Una veduta aerea di Taranto
Una veduta aerea di Taranto

Il censimento permanente della popolazione in Puglia. Nel corso del 2018 e del 2019 l’Istat ha svolto le prime due rilevazioni del Censimento permanente della popolazione previsto dall’art. 3 della Legge 221/2012, che segnano un radicale cambiamento di strategia rispetto alle rilevazioni dirette, esaustive e a cadenza decennale su tutti gli individui e tutte le famiglie, che hanno caratterizzato i censimenti fino al 2011. Il nuovo censimento si basa, infatti, sulla combinazione di rilevazioni campionarie e dati di fonte amministrativa trattati statisticamente, è realizzato ogni anno ed è inserito all’interno del Sistema Integrato dei Registri statistici gestito dall’Istat. I dati resi disponibili riguardano gli anni 2018-2019 e sono ottenuti attraverso due indagini annuali sul territorio (una basata sulle liste anagrafiche e l’altra su un campione areale d’indirizzi), condotte su un campione di circa 2.800 comuni (di cui circa 1.100 coinvolti ogni anno e circa 1.700 che effettuano le rilevazioni con rotazione annuale). A queste indagini si affianca l’utilizzo di numerose fonti amministrative integrate, finalizzato al consolidamento dei risultati annuali riferiti alla totalità dei comuni italiani.

POPOLAZIONE
La popolazione censita in Puglia al 31 dicembre 2019 ammonta a 3.953.305 unità, con una riduzione di 22.223 abitanti (-5,6‰) rispetto all’anno precedente e di 99.261 abitanti (-3,1‰ in media ogni anno) rispetto al Censimento 2011. In riferimento al 2011, i residenti diminuiscono in tutte le province. La riduzione è maggiore a Brindisi (-4,9‰ in media annua) e Taranto (-4,5‰ in media annua). Più del 31% dei residenti è concentrato nella provincia di Bari dove, tuttavia, la densità abitativa nell’arco di otto anni scende da 322,9 a 318,5 abitanti per km2. Il comune più popoloso è Bari con 315 mila abitanti, quello più piccolo è Celle di San Vito, in provincia di Foggia, con 163 abitanti. La struttura per genere della popolazione residente si caratterizza per una maggiore presenza di donne, sono 2.029.773, il 51,3% del totale. L’età media è 44,6 anni contro i 45,2 dell’Italia. Il confronto con i dati del Censimento 2011 evidenzia un progressivo invecchiamento della popolazione, con ritmi superiori alla media nazionale. Tutte le classi di età sotto i 50 anni vedono diminuire il proprio peso relativo rispetto al 2011. Il comune più giovane è Stornara, con un’età media di 39,8 anni e quello più vecchio è Volturara Appula, dove l’età media è pari a 55,1 anni; entrambi i comuni ricadono nella provincia di Foggia.

STRANIERI
Nel periodo 2011-2019 la popolazione di cittadinanza straniera è aumentata del 6,2% in media ogni anno. I cittadini stranieri risultano in crescita in tutte le province, con punte più elevate a Taranto (+7,6% in media annua), Lecce (+7,5%) e Foggia (+7,4%). L’età media degli stranieri è più bassa di 10,6 anni di quella degli italiani (34,4 anni contro 45). Tra gli stranieri, l’indice di dipendenza, ovvero la quota di popolazione in età non lavorativa (con meno di 15 anni o con 65 anni e più) rispetto alle persone in età da lavoro (15-64 anni) è pari al 24,7%, mentre tra gli italiani è il 56,1%. Se ci si limita alla componente a carico in età 65 e più i precedenti valori sono, rispettivamente, 5,3% e 36,2%. Anche la popolazione straniera è sottoposta a un processo di invecchiamento, dovuto ad un aumento degli stranieri nella classe di età tra 50 e 69 anni. Nel 2019, oltre la metà (55,3%) degli stranieri residenti in Puglia proviene dall’Europa, il 23,3% è originario di un paese africano mentre i cittadini di Asia e America rappresentano, rispettivamente, il 18,1% e il 3,2% del totale. I cittadini rumeni sono il 25,4% del totale degli stranieri residenti e costituiscono la comunità straniera più numerosa, seguiti da albanesi (15,9%) e marocchini (7,5%). Il rapporto di genere nella popolazione straniera è eterogeneo rispetto alle varie provenienze. L’incidenza della popolazione femminile prevale tra coloro che provengono dall’America centrale e meridionale (73,0%), dall’Unione Europea (62,7%) e dai Paesi dell’Asia occidentale (60,7%).

ISTRUZIONE
Il 31,5% della popolazione con 9 anni e più ha un diploma di scuola secondaria di secondo grado o di qualifica professionale, il 18,5% la licenza elementare e il 31,6% la licenza di scuola media. Le persone con un titolo terziario e superiore sono il 12,1%. Rispetto al 2011, è dimezzata la presenza degli analfabeti (dal 2% all’1%) e sono diminuiti gli alfabeti privi di titolo di studio (dal 6,9% al 5,2%). Le persone con un titolo universitario e superiore sono aumentate dal 9,8% al 12,1%. LAVORO Tra la popolazione residente di 15 anni e più le forze di lavoro sono 1,6 milioni, oltre 44mila in più rispetto al 2011 (+2,8%). L’incremento delle persone attive sul mercato del lavoro è dovuto alla crescita degli occupati (+2,4%), soprattutto fra le donne (+7,9%). In aumento anche il numero delle persone in cerca di occupazione, nel 2019 sono 285 mila, 13 mila in più rispetto al precedente censimento (+4,9%). Il tasso di attività è pari al 46,8%, 5,7 punti percentuali sotto il corrispondente valore dell’Italia; gli occupati rappresentano il 38,5% della popolazione di 15 anni e più contro il 45,6% della media nazionale. Sensibilmente più elevato, invece, il tasso di disoccupazione (17,7% Puglia e 13,1% Italia). Il mercato del lavoro presenta un forte squilibrio di genere. Il tasso di occupazione maschile è al 49,7%, oltre venti punti più elevato di quello femminile; il tasso di disoccupazione è pari al 15,3% e al 21,4% rispettivamente per uomini e donne.

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