19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

Cronaca News

Omicidio Reale, al via il processo di Appello


Il luogo dell'omicidio di Mario Reale

Processo in Appello per l’omicidio di Mario Reale: il procuratore generale, nell’udienza di ieri, ha chiesto la conferma della condanna all’ergastolo per Pasquale Lippo, ritenuto uno degli autori materiali del delitto. L’altro imputato di omicidio, Giovanni Lupoli, è stato condannato in primo grado con il rito abbreviato, a trent’anni di reclusione. II prossimo 25 marzo dinanzi ai giudici della Corte d’Assise d’Appell previste le arringhe dei difensori di Lippo, gli avvocati Patrizia Boccuni ed Enzo Sapia. Poi potrebbe arrivare la sentenza.

Nell’udienza di ieri il pg ha chiesto anche la conferma delle condanne dei fratelli Giuseppe e Vincenzo Scarcia (a cinque anni il primo e a cinque anni e mezzo il secondo), ritenuti estranei all’omicidio ma accusati di aver partecipato ad una guerra a pistolettate e attentati contro Lippo e Lupoli. I fratelli Scarcia sono difesi dagli avvocati Salvatore e Andrea Maggio. Gli avvocati Maggio con una articolata arringa hanno spiegato le ragioni dei loro assistiti, ritenendoli non colpevoli. L’avvocato Andrea Maggio si è soffermato sul valore probatorio della dichiarazione accusatoria resa nel corso di una intercettazione ritenendola non utilizzabile. Per l’agguato mortale che, secondo l’accusa sarebbe maturato nell’ambito di una guerra tra bande rivali che si contendevano il predominio nello spaccio della droga, furono arrestate sette persone. L’omicidio è avvenuto la sera del 25 maggio del 2016, intorno alle 20, all’interno di un negozio di detersivi e di prodotti per l’igiene della persona situato nel quartiere Tamburi.

Contro Mario Reale furono esplosi, con due differenti pistole (una calibro 7.65 e una calibro 9), undici colpi, alcuni dei quali lo centrarono al torace. L’analisi dei filmati acquisiti da alcuni impianti di videosorveglianza situati lungo il percorso di fuga seguito dagli autori dell’agguato ha consentito di rilevare come gli stessi fossero a bordo di una macchina di colore grigio e, soprattutto, l’attività di intercettazione ambientale, ha consentito agli investigatori di indirizzare le indagini innanzitutto verso uno dei presunti autori.

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