11 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Aprile 2021 alle 17:10:34

Cronaca News

“Acciaio green, per il futuro dell’ex Ilva e dell’Italia”

L'ex Ilva ora Arcelor Mittal
L'ex Ilva ora Arcelor Mittal

L’acciaio “green” è un’opportunità per l’Italia. Lo afferma l’amministratore delegato di Saipem Stefano Cao. Il cosiddetto acciaio verde, ritenuto possibile con la decarbonizzazione degli impianti di produzione dell’acciaio è da considerare “un’opportunita per Saipem e per i suoi partner Danieli e Leonardo”, ha dichiarato Cao, rispondendo ad una domanda su una possibile applicazione della tecnologia verde all’ex Ilva di Taranto.

“E’ recente – ha spiegato l’ad – l’accordo che abbiamo sottoscritto con Danieli e Leonardo per l’acciaio verde. Naturalmente – ha aggiunto Cao – vediamo un’opportunità, ci siamo messi insieme a chi ha tutte le competenze specifiche per mettere in campo la nostra capacità di sviluppare ingegneria e gestire un eventuale progetto operativo”. “E’ un team ben strutturato e molto forte – ha concluso – lavoriamo insieme e vediamo di proporre quanto possa essere attraente per la controparte”. Come riferito nei giorni scorsi, le tre aziende sono pronte a varare un progetto per il risanamento e la riconversione del Siderurgico, realizzabile in sei anni. Il piano consentirebbe di modificare il processo produttivo sostituendo i tradizionali altiforni inquinanti con i forni digitali, ad alimentazione elettrica ibrida integrati con impianti di riduzione diretta del minerale di ferro per mezzo di una miscela di metano e idrogeno. Il costo sarebbe di 6 miliardi e potrebbe essere finanziato dai fondi europei col Recovery Fund. Cao, amministratore delegato di Saipem dal 2015, manager e ingegnere meccanico, a gennaio scorso, veniva indicato da alcune testate nazionali come possibile presidente, del socio pubblico, nella nuova società pubblico-privato InvitaliaArcelorMittal Italia.

Cao sembrava candidato ad affiancare l’amministratore delegato dell’azienda siderurgica Lucia Morselli, Il nome di Cao, sul quale a quanto pare, puntava il Governo Conte, veniva considerato una garanzia per il rilancio del comparto dell’acciaio perchè chiamato ad affrontare una profonda trasformazione e una transizione ecologica anche alla luce dei recenti sviluppi delle vicende giudiziarie che vedono al centro lo stabilimento siderurgico di Taranto. Infatti, pur scorrendo su due binari paralleli, il procedimento dinanzi al Consiglio di Stato e quello penale in corso davanti alla Corte d’Assise di Taranto potrebbero giungere ad una conclusione che potrebbe richiedere l’eliminazione delle fonti inquinanti. Quindi, se non ci sarà un’alternativa, il destino della fabbrica potrebbe essere segnato. Invece, il progetto per l’acciaio “green” potrebbe fornire una valida soluzione per salvare fabbrica, ambiente e posti di lavoro.

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