18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Cronaca News

Coronavirus, ancora sopra i 1.100 contagi in Puglia. Nel Tarantino 258 casi e 7 morti

foto di Il coronavirus
Il coronavirus

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi venerdì 26 febbraio 2021 in Puglia, sono stati registrati 8.179 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati registrati 1.104 casi positivi: 429 in provincia di Bari, 88 in provincia di Brindisi, 75 nella provincia BAT, 172 in provincia di Foggia, 76 in provincia di Lecce, 258 in provincia di Taranto, 3 casi fuori regione, 3 casi provincia di residenza non nota.

Sono stati registrati 22 decessi: 9 in provincia di Bari, 1 in provincia BAT,  2 in provincia di Foggia, 3 in provincia di Lecce, 7 in provincia di Taranto.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 1.540.574 test.

108.948 sono i pazienti guariti.

32.039 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 144.874 così suddivisi:

55.276 nella Provincia di Bari;

15.468 nella Provincia di Bat;

10.736 nella Provincia di Brindisi;

29.146 nella Provincia di Foggia;

12.298 nella Provincia di Lecce;

21.207 nella Provincia di Taranto;

580  attribuiti a residenti fuori regione;

163 provincia di residenza non nota.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

1 Commento
  1. Mimmo 2 mesi ago
    Reply

    Quando si decideranno il sindaco, il dottor Lo Palco e il dottor Conversano, a spiegare ai tarantini perché nella nostra provincia ci sono dati costantemente molto alti e in crescita sia di infettati che di decessi? Accertato che il comportamento dei tarantini non è difforme da quello tenuto dagli altri pugliesi, cos’è che non funziona? Si può sapere dove sono i focolai? Nei trasporti pubblici? Negli ipermercati? Nelle aziende? Nelle scuole? Nelle strutture sanitarie pubbliche? Nei bar? Nei tabaccai? Nelle caserme? Credo che la popolazione ha il diritto di sapere se vi sono nel proprio territorio più fattori di rischio o zone rosse che vengono irresponsabilmente sottovalutati, trascurati o colpevolmente taciuti. Una puntuale informazione renderebbe tutti, forse, più attenti e taglierebbe la testa alle tante bufale che seminano a sproposito panico e angoscia.

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