23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 12:23:14

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Processo Cortili: il gup emette undici condanne. I nomi

foto di La Polizia di Stato impegnata nel blitz Cortili
La Polizia di Stato impegnata nel blitz Cortili

Processo antidroga Cortili: undici condanne. Il gup del Tribunale di Lecce ha condannato a cinque anni di reclusione Giacomo Pulito, a quattro anni e mezzo Renato Restano, a quattro anni Comasia Stola, a tre anni e mezzo Ramona Ottomano, a tre anni Antonio Stola, a due anni e due mesi A. I. (pena sospesa), a due anni e due mesi Vincenzo Ciaccia, un anno e quattro mesi Vito Lo Prestite, a un anno Francesco Presta, a un anno e quattro mesi R.C. (pena sospesa), a dieci mesi C. V. (pena sospesa e non menzione). Nel collegio di difesa gli avvocati Salvatore Maggio, Pasquale Blasi, Fabrizio Lamanna, Valerio Diomaiuto, Luigi Danucci, Gianluca Sebastio, Pietro Putignano e Pierluigi Morelli.

Il blitz “Cortili” è scattato nell’aprile del 2019 nel quartiere Borgo dopo le indagini dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce. La Polizia di Stato ha arrestato sei persone ritenute appartenenti a un’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. L’indagine è partita nel 2016, quando all’interno di un’officina meccanica furono rinvenuti circa 11 chili didroga tra hashish, cocaina e marijuana. Il titolare fu arrestato. L’attività investigativa, condotta anche con intercettazioni, ha interessato il complesso di case popolari meglio noto come “I Cortili”, situato in via Crispi, appartamenti che secondo l’accusa fungevano da vere e proprie centrali di spaccio. Numerosi acquirenti erano soliti recarsi all’interno dello stabile e raggiungere, a seconda delle esigenze, le abitazioni degli indagati, ricevendo, anche in loro assenza, precise indicazioni sulla persona a cui rivolgersi per ricevere la droga.

Nella organizzazione c’erano capi e promotori, in posizione di sovra-ordine e di “governo” dell’intera attività illecita, e i complici, loro stretti familiari, che li affiancavano nella gestione della piazza di spaccio, nonché quello dei diversi pusher, incaricati di curare le fasi di custodia, la gestione degli acquirenti, il controllo delle aree di vendita con la segnalazone dell’eventuale presenza di forze dell’ordine e, infine, il recupero delle somme dovute. La droga veniva acquistata con cadenza settimanale nel quartiere Paolo VI.

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