21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 09:30:12

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Metenier: «Parigi è perfetta per far musica»

foto di Guillaume Metenier
Guillaume Metenier

È, oggi, la volta della Francia: siamo sulle colline di Parigi dove incontriamo Montmartre Guillaume Metenier, artista di indubbio livello internazionale, specializzato in tastiere vintage come Clavinet, Fender Rhodes e, soprattutto, organo B3 Hammond. Come discepolo del leggendario Dr. Lonnie Smith con il quale studia regolarmente organo, Guillaume è stato notevolmente influenzato dal soul-jazz che si estende da Jimmy McGriff, Jack McDuff a Booker T, Art Neville, Bernie Worrell e grandi della Giamaica come Jackie Mitoo e Augustus Pablo.

Come sideman, Guillaume ha suonato con e per “The last poeti”, “Kid Loco”, “Tanger”, Emilie Simon, Louis Chédid, Alain Bashung, Grant Phabao e Lone Ranger / Carlton Livingston, Gizelle Smith, Blundetto, lanciandosi persino nel rock francese attraverso la leggenda Johnny Hallyday. Sono, questi, solo alcuni dei personaggi con i quali ha collaborato: il loro spessore artistico, però, aiuta a comprendere con chi, oggi, ci confrontiamo… Guillaume “Gee” Metenier (organista, tastierista, produttore, arrangiatore-studio, musicista dal vivo) è immerso nella musica attraverso i ruoli che ricopre e che ruotano a trecentosessanta gradi. È anche il fondatore della Gee Recordings; di recente sta producendo dischi mescolando psichedelico, soul jazz, funk e primo reggae.

Lui collabora con un cast stellare di musicisti parigini e spazia in tutto il mondo, utilizza Soul Sugar come nome della band di appartenenza. Gira praticamente per tutto il mondo con il suo mentore, il dottor Lonnie Smith, accumulando successi su successi. Gee si è fermato a Kingston Jamaica qualche anno fa e ha sviluppato una stretta collaborazione con cantanti giamaicani come Courtney John e Leonard Carmichael, cosa che gli ha permesso di accumulare ancora più esperienza e di sperimentare nuovi stili. Ha registrato in varie località come Parigi, Kingston, Miami e Londra, con la collaborazione di musicisti leggendari come Sly & Robbie o Dennis Bovell, il tutto naturalmente è stato acquisito e distribuito dalla Gee Recording, label che vi consiglio di ricercare proprio per la qualità e la singolarità della musica in catalogo. Passo a chiedergli circa la scena musicale di Parigi e qui esterna tutto il suo amore per questa città.

«La scena musicale a Parigi è molto vivace – dice – molto attiva in tutti i generi musicali: c’è una grande rappresentanza di diverse nazionalità e diverse generazioni di musicisti che rende Parigi un ottimo posto per fare e vivere la musica. C’è questo spirito degli anni sessanta e settanta che è ancora vivo in una certa misura. Tutti i grandi musicisti di diversi Paesi del mondo amano venire a esibirsi a Parigi perché si sentono accolti e rispettati e sanno che la loro musica è assai gradita. Parigi rimane la città della luce, dell’amore e delle arti!». Siamo ai saluti finali, ma come di consueto gli chiedo di dettarmi dieci tracks che per lui abbiano un significato speciale.

Eccole:
01) Pigalle Connection «Vendetta James»;
02) Serge Gainsbourg «La balade de Melody Nelson»;
03) Dr Lonnie Smith «In the beginning»;
04) Marvin Gaye «T plays it cool»;
05) Jimmy Smith «Theme from joy house»;
06) Piero Umiliani «Truck driver»,
07) François de Roubaix «Survol»;
08) Roy Budd «Get carter»;
09) Lalo Schifrin «Dirty Harry – main title»;
10) The Mighty Mocambos «The showdown»

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