12 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Aprile 2021 alle 07:19:17

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«Far ripartire il Contratto di Sviluppo come era stato pensato da Renzi»

foto di Maria Vittoria Colapietro, Terenzio Lo Martire e Ivan Scalfarotto
Maria Vittoria Colapietro, Terenzio Lo Martire e Ivan Scalfarotto

Nei giorni scorsi si è tenuta la prima riunione degli iscritti 2020-2021 di Italia Viva. La riunione, in videocall, è stata condotta dai coordinatori provinciali Maria Vittoria Colapietro e Vincenzo Angelini. Il coordinamento provinciale ha presentato la struttura dirigenziale, approvata dalla Presidenza Nazionale. Delle linee strategiche di Italia Viva e del Comitato CammiNa-Ta abbiamo parlato con Maria Vittoria Colapietro e con l’architetto Terenzio Lo Martire, coordinatore cittadino di Italia Viva.

Architetto Lo Martire cosa è Cammina- Ta e cosa propone?
CammiNa_Ta è una associazione di interesse civico che nasce circa tre anni fa dall’incontro di alcuni professionisti e politici che hanno condiviso l’idea di proporre processi di sviluppo socio-economico del Territorio, partendo da una visione Meridionalistica, per costruire sistemi di aree attrattive e di veicolare le reali vocazioni imprenditoriali . In altre parole una “Camminata “ che faccia dialogare il Privato con il Pubblico in un ”percorso sostenibile. Questo è in sintesi il lavoro che stiamo affrontando a livello politico con la nostra Coordinatrice Maria Vittoria Colapietro e con i Vertici di Italia Viva. Attualmente abbiamo tre sedi operative, Taranto – Napoli-Roma, che hanno lavorato per definire le linee strategiche per un possibile sviluppo socio-economico delle aree del Mezzogiorno, cercando di fondere le teorie di sviluppo della Green economy e della Blu-economy, con la tradizione storico-culturale dei Territori. In tal senso Il Comitato Tecnico Scientifico ha elaborato un Piano Strategico per il Meridione, rivolgendosi al sistema produttivo delle PMI e alla pubblica amministrazione.

Quali sono i settori chiave da sviluppare?
Turismo costiero e marittimo; energie rinnovabili marine; acquacoltura; risorse minerali marine; biotecnologie blu, la bioagricoltura dei territori dell’entroterra.

Quali possono essere gli strumenti che possono mettere insieme il Pubblico con il Privato?
La risposta è complessa, e prevede alcuni strumenti che citerò per brevità: le Zone a burocrazia Zero, i distretti funzionali, i Consorzi. Ricordo che gli investimenti privati producono lavoro ed incremento del gettito erariale, e che i lavori pubblici migliorano e ammodernano le Città. L’insieme di questi fattori determina la sostenibilità finanziaria di un’area e nuovi posti di lavoro.

Dottoressa Colapietro, ritiene che sia necessario e utile costruire rapporti politici inter-regionali per migliorare l’immagine della Città?
Taranto, dopo Napoli e Bari, è la terza città del Meridione ed in quanto tale merita attenzione soprattutto da parte di chi deve difendere gli interessi politici di questo territorio. Per fare ciò non si può alzare la voce ed andare avanti per slogan, parlare solo alla pancia dell’elettorato. Taranto può e deve avere un ruolo propositivo e propulsivo nel Mezzogiorno federato. Ciò non può avvenire subendo passivamente le opportunità, ma deve costruirle secondo un percorso sostenibile e funzionale, con l’obiettivo finale di costruire un territorio in cui l’equità sociale sia la base. Il nostro è un impegno in costruzione che vede protagonisti oltre me ed il coordinatore Vincenzo Angelini, una nutrita squadra di attivisti territoriali che sono la spalla del nostro lavoro di coordinamento ed il rapporto, direi quasi quotidiano con la senatrice Teresa Bellanova, con l’on. Rosato e con l’on. Ivan Scalfarotto rappresentano un percorso di appartenza e di solidità. Abbiamo analizzato i dati della prima tornata regionale, sappiamo dove dobbiamo migliorarci, personalmente mi interessa che Italia Viva, abbia una vision ed un obbiettivo sostenibile capace di riaffermare la nostra identità, la nostra tarentinità.

Quali sono i passi che pensa di portare avanti in questo scenario?
Far ripartire il CIS come era stato pensato dal Governo Renzi, poi Gentiloni. Un contratto da 7,07 Ml.€ ,di cui solo nel primo anno era stato speso il 30% , con l’avvio delle bonifiche ed altri lavori. Al Tavolo Istituzionale permanente vi erano tutte le componenti necessarie, lo stesso PD aveva promosso l’unificazione del Tavolo con il Tavolo della 181, un inizio interessante. Il gruppo che oggi sta lavorando su questo capitolo ritiene che si debba proporre un Regolamento di attuazione che dia La certezza dei tempi, che sia in grado di snellire la parte burocratica e che si avvalga di forme alternative di finanza e di riduzione della fiscalità.

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