16 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Aprile 2021 alle 18:03:30

Cronaca News

Le città protagoniste dello sviluppo sostenibile

foto di Domenico Maria Amalfitano
Domenico Maria Amalfitano

 

Il 6 marzo, alle ore 10, presso il teatro Fusco, il Centro di Cultura per lo Sviluppo “G. Lazzati” di Taranto, assieme al Centro Nazionale di Studi per le politiche urbane Urban@it, con il patrocino morale del Comune di Taranto e dell’Ordine degli Architetti P.P. e C. della Provincia di Taranto, presentano il VI rapporto sulle città: “Le città protagoniste dello sviluppo sostenibile”, elaborato da Urban@it. Lo studio edito da “il Mulino” nel gennaio 2021, rappresenta una opportunità di lettura del fenomeno urbano, con gli occhi di chi vuole tentare di interpretare e comprendere un sistema complesso e mutevole, fortemente connotativo della società contemporanea.

Questo sesto rapporto è orientato, come descritto nel sottotitolo, ad una rilettura della città nel verso di uno sviluppo sostenibile ed un ruolo rigenerativo della società. Il rapporto è stato realizzato e concluso in pieno periodo di pandemia, durante la quale la città ha certamente mostrato una fragilità prima di adesso solo sospettabile. Il Covid-19 ha messo in crisi tutto il sistema di elementi gerarchici, funzionali ed iconici che la compongono (la dimensione abitativa dei condomini e dei grattacieli, la mobilità, i luoghi del lavoro, dello svago, della cultura e dello sport, la macchina dei grandi eventi, ecc.). Questi meccanismi sono diventati, tutto d’un tratto disconnessi, anzi isolati l’uno dall’altro e inutilizzabili entro il perimetro delle proprie “competenze” poiché interdipendenti. Nonostante la necessità di rilettura dei contesti urbani a causa della pandemia, l’idea che i ricercatori di Urban@it restituiscono della città, mantiene una forte connotazione positiva.

La città come hub di un proprio sistema territoriale in grado di affrontare e superare il falso dilemma, così viene definito nelle pagine iniziali del testo, della fuga della città. Un borgo può candidarsi a diventare parte viva di un sistema-città nel quale diventa irrilevante distinguere ciò che è connesso fisicamente da ciò che invece lo è in modo solo virtuale. Il quesito fondamentale e generale che sottende tutto il ragionamento è: in che modo le città possono ripensare le politiche urbane per rafforzare la propria preparazione al rischio e la propria capacità di risposta, in accordo con il SDG 11 «Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili» dei diciassette ‘Obiettivi per lo sviluppo sostenibile’ posti nella Risoluzione adottata dall’Assemblea Generale dell’ONU il 25 settembre 2015, a tutti nota come «Agenda 2030»? La sfida del cambiamento, della modernità, della resilienza e della sostenibilità, resta da vincere nella città.

Questo è il messaggio che si legge tra le righe. La mission del centro studi Urban@it è quello di produrre lavori che possano costituire altrettanti strumenti utili per la policy maker, nella non facile costruzione di Agende per lo sviluppo sostenibile in città italiane che potrebbero svolgere un ruolo di guida verso la decarbonizzazione. Il rapporto scaturisce dall’osservazione e dallo studio sistematico di alcuni importanti contesti metropolitani, durante il quale vengono ricostruiti i passaggi con i quali sono stati ideati, realizzati ed attuati i principali strumenti e le pratiche indirizzate al governo del cambiamento, al green deal europeo, oggi potremmo dire: alla transizione ecologica. Gli esiti della ricerca sono, in ogni caso, chiaramente in grado di aiutare a comprendere i processi delle trasformazioni urbane e sociali in qualunque contesto, a qualunque scala. Sia le urban region, sia le middle cities possono costituire, infatti, luoghi di sperimentazione di politiche per la sostenibilità, divenendo veri e propri laboratori per lo sviluppo sostenibile.

A maggior ragione l’approccio metodologico e le risultanze del lavoro realizzato dal Centro Nazionale di Studi per le Politiche Urbane, valgono per Taranto che, come spesso accaduto nella storia, rappresenta anche oggi una terra di mezzo, nella quale le frizioni tra modelli diversi di sviluppo (quello industriale, quello storico, quello turistico, quello ambientale ecc.), provocano da anni cortocircuiti in grado di complicare l’elaborazione di una vision condivisa, ma che, d’altronde, se fossero ben indirizzati e “governati”, sarebbero in grado di determinare un vero e proprio “laboratorio” di idee e di esperienze utile a livello nazionale ed internazionale nella direzione della resilienza del sistema città di fronte alle sfide del cambiamento. Il caso Taranto. Questo è il tema rispetto al quale, dopo la presentazione del VI rapporto Urban, importanti ospiti, rappresentanti di Istituzioni, del mondo accademico, della ricerca e del terzo settore, si confronteranno in un tavolo tematico, tentando di comprendere il ruolo della nostra città nel presente e, soprattutto, nel futuro. Angelo Campo Centro di Cultura per lo Sviluppo “G. Lazzati” – Taranto

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