25 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2021 alle 11:57:00

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Sistema bancario, i parametri fatti saltare dall’emergenza Covid

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Sistema bancario

Credo che il problema del credito nel Sud sia stato ormai superato da un tema ancora più vasto: quante banche con quartier generale in Italia resteranno dopo l’emergenza sanitaria? Il Covid ha fatto saltare molti parametri e non è chiaro quello che potrà accadere quando scenderà l’onda provocata dalle moratorie e dalle garanzie Sace. Andrea Enria capo del della Vigilanza Bce stima un’esplosione dei crediti non rimborsati. Nell’Eurozona potrebbe arrivare addirittura a 1.400 miliardi. Il governatore Visco, nell’audizione alla Commissione Banche guidata da Carla Ruocco è stato meno pessimista dicendo che, almeno per quanto riguarda l’Italia non sono da attendersi terremoti.

La quota aggiuntiva di Npl dovrebbe essere compresa fra 80 e 100 miliardi. Tanto o poco che siano è abbastanza chiaro che a Francoforte intendono trarre spunto dalle nuove difficoltà del sistema per favorire con appropriata “moral suasion” la ripresa del risiko. La politica della Bce per l’Italia è abbastanza chiara: un numero ristretto di istituti di credito e massima omogeneità della governance. La biodiversità creditizia a Francoforte non è molto apprezzata. Almeno per l’Italia visto che le Landesbank Tedesche (molto simili alle nostre Casse di Risparmio) sono ampiamente accettate. Non è nemmeno una novità. Draghi quando era capo della Bce chiese a Renzi la riforma per avere il via libera di Berlino e degli altri “virtuosi” al quatitative easing. Così a partire dal 2015 le grandi popolari furono costrette a cambiare pelle e il mondo della Bcc fu raggruppata sotto il cappello delle holding capogruppo. Tornare indietro è difficile. Anzi le ultime norme sul Calendar Provisioning che impongono l’azzeramento accelerato delle sofferenze marciano nella stessa direzione.

Le banche devono prendere sempre meno rischi sulla clientela e basare le entrate sulle commissioni. Non a caso Intesa nei suoi sportelli mostra con grande evidenza il marchio “Banca – Assicurazione”. Nel frattempo prosegue il taglio delle agenzie. La spersonalizzazione del settore bancario è confermato dall’avanzata del capitale francese che ha avviato una vigorosa campagna d’Italia. Bnp Paribas già possiede Bnl e Credit Agricole è in piena espansione. Ha acquistato da Unicredit la società di gestione del risparmio Pioneer oggi Amundi. Ha cambiato le insegne a Cariparma allargando la sua influenza a tutta l’Italia centro orientale con le Casse di San Miniato, Cesena e Rimini. Ha lanciato l’Opa sul Creval che lo porterà anche a Sud visto che il gruppo di Sondrio controlla il Credito siciliano. Aggiungiamo anche il recente passaggio di Borsa Italiana sotto il controllo di Euronext, una consorzio a guida francese. Non a caso la sede è Parigi. Volendo proseguire ricordiamo che da tempo si parla di una possibile fusione tra Unicredit e Sociétè Generale. Non escluderei che al finale di partita l’unica banca di grandi dimensioni a restare italiana a ventiquattro carati sarà Intesa. Per il resto gran parte del futuro del sistema sarà deciso a Parigi. Una dinamica che rende ancora più urgente un presidio per la tutela territoriale del sud. Ma come fare? è la domanda che aspetta ancora la risposta.

Nino SUNSERI

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