16 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Aprile 2021 alle 15:43:58

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Il credito, infrastruttura fondamentale per lo sviluppo


Sviluppo economico

Gli interventi che mi hanno preceduto hanno tutti evidenziato la funzione indispensabile del credito per lo sviluppo economico di un’area economica. E’ vero! Un sistema bancario efficiente, localmente radicato, rappresenta l’infrastruttura fondamentale per lo sviluppo di un’area economica: l’atteggiamento gestionale della banca non può essere considerato neutrale rispetto all’organizzazione ed al funzionamento economico del territorio.

La scomparsa delle banche a vocazione locale, che disponevano della conoscenza della clientela operante nel territorio, ha non poco penalizzato le piccole imprese meridionali. Le aggregazioni che hanno interessato il sistema bancario nazionale, indubbiamente utili per ricondurre le singole aziende ed il sistema alle necessarie dimensioni di efficienza e competitività, spesso ottenute con l’assorbimento di banche a vocazione locale, non sono state favorevoli alle piccole imprese. In particolare, nel Mezzogiorno le maggiori banche, sono state assorbite da banche localizzate nel Centro-Nord d’Italia, con la conseguente eliminazione dei centri di decisioni locali. Purtroppo, questi processi di concentrazione utili a diluire gli effetti di rischi di crisi dei sistemi locali e settoriali tendono ad aggravare il già difficile rapporto tra la banca impresa e le piccole imprese. Data la rilevanza dell’azione bancaria, in termini di offerta qualificata di servizi, è interesse di tutti che si concretizzi un’efficace presenza sul territorio di istituti attenti ai bisogni delle imprese locali.

Le banche con la loro complessa operatività che spazia dall’intermediazione creditizia a quella degli investimenti mobiliari, restano il nucleo centrale di riferimento verso il quale si orientano le risorse finanziarie derivanti dal circuito economico-produttivo di un’area, ed a queste unità è diretta poi la successiva richiesta di collaborazione da parte delle entità produttive dell’area stessa. In effetti, perché possa aversi uno sviluppo economico, è condizione essenziale la disponibilità di capitali da investire. Se, quindi, il sistema bancario non è in grado di fornire al sistema economico-imprenditoriale le risorse necessarie per lo sviluppo può aversi anche un arresto dello sviluppo stesso che può causare gravi conseguenze sull’attività del sistema economico e, di riflesso, secondo un circuito vizioso, su quella del sistema bancario. Se, invece, il sistema bancario riesce a fornire al sistema economico, i fondi necessari per lo sviluppo, vede esso stesso ampliare le proprie possibilità di proficua attività: in altre parole, finanziando l’espansione del sistema economico nel quale opera, il sistema bancario finanzia anche il proprio sviluppo.

Questa configurazione del ruolo della banca, è ormai soltanto un ricordo; la banca, così come descritta non esiste più. La finanziarizzazione del sistema, sotto la spinta europea, ha svuotato la banca dei suoi contenuti tradizionali. Il credito non è più il primario scopo del sistema bancario è soltanto uno dei prodotti standardizzati della banca che viene creato con la prospettiva di cederlo. Un tempo, il credito veniva gestito e sottoposto a periodiche valutazioni in aumento o in diminuizione ed a variazioni di tipologia in relazione alle esigenze dell’impresa. Oggi la cartolarizzazione, se ha contribuito al miglioramento della qualità degli attivi, ha svuotato di esperienza la banca che non possiede più le risorse personali dirigenziali che, ne sostenevano la professionalità. Peraltro, le cartolarizzazioni indiscriminate per indici standard corrispondo ad un preciso intento di finanziarizzazione del sistema a danno del cliente e delle stesse banche ed a vantaggio della speculazione finanziaria che nasconde gli interessi di investitori prevalentemente riferibili ai fondi sauditi e del Katar.

La Commissione Europea ha pubblicato il 16 dicembre scorso l’action plan preparato dalla Commissione Mairead McGuiness sui crediti deteriorati delle banche (cosiddetti Npl, Non performing loans). La ricetta europea è sempre la stessa e diabolica: svenare le banche (e annessi clienti in difficoltà), costringendole a vendere i crediti a prezzi di saldo a favore dei fondi speculativi che sapranno lucrare soprattutto sulle garanzie collegate. Come al solito a Bruxelles non ci si pone mai il problema di come evitare che centinaia di migliaia di clienti “buoni” delle banche entrino in crisi proprio per effetto della recessione innescata dal Covid o dalle nuove norme europee sul default. Le piccole banche private degli attivi senza la via della speculazione finanziaria propria delle grandi banche, non hanno prospettive di sopravvivenza. Se non si ferma il processo di finanziarizzazione del sistema si assisterà al proseguimento del processo di concentrazione del sistema bancario con la scomparsa delle medie e piccole banche e della conseguente localizzazione della banca. Il dominio per le economie locali sottosviluppato incommensurabile.+

Carlo DOMINICI

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