19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

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Masterchef, la storia di Jia Bi

È uno dei personaggi più amati della decima edizione di Masterchef, il cooking show di Sky prodotto da Endemol Shine Italy (in onda ogni giovedì alle 21.15 su Sky Uno e disponibile on demand su Sky Go e, in streaming su Now Tv) sul quale, ieri sera, si sono chiusi i riflettori dopo che i tre severi giudici del programma – Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli – hanno decretato il vincitore: ci riferiamo a Jia Bi, traduttrice nata in Cina, ma italiana per amore dal 2010 (ha sposato Orlando, musicista e violinista di Bari, città in cui vive), uscita dopo la prova di pasticceria e per “colpa”, per così dire, di un dolce preparato con gli scarti del panettone, utilizzando la tecnica dell’azoto liquido.

Una delle tecniche di cottura dello chef Andrea Tortora, ospite della puntata. Il suo percorso all’interno del seguitissimo e fortunato format inizia con i live cooking dove Jai Bi presenta una ricetta tutta barese, i cavatelli ai frutti di mare: il piatto le fa conquistare il grembiule grigio. Ad aprirle le porte per la partecipazione al programma e l’entrata nel cast e nella Masterclass è, invece, un ottimo “fish and chips” da lei preparato in soli venti minuti. Da quel momento gioia, emozioni e attimi di tristezza si alter durante tutto il percorso di un’avventura che Jia Bi «ripeterebbe ancora senza esitazioni», come lei stessa afferma durante l’intervista telefonica che ci ha rilasciato qualche ora prima della finalissima. Un’esperienza consumata tra cucina e fornelli prima dell’eliminazione avvenuta durante la 10 puntata, andata in onda giovedì 18 febbraio.

Jai Bi, ci racconti brevemente la sua storia e chi le ha trasmesso l’amore per la cucina…
«Ho trascorso molto tempo con le mie nonne in tenera età: sono loro che mi hanno insegnato a cucinare e mi hanno trasmesso l’amore verso la cucina in genere, giorno dopo giorno. Di “spaghetti e maccheroni” mi hanno parlato i miei due nonni, uno avvocato e l’altro ingegnere, che conoscevano abbastanza bene le tradizioni occidentali. A 10 anni, per ragioni familiari, ho dovuto prendermi cura dei miei fratelli: è stato allora che ho cominciato a mettere realmente in pratica tutti gli insegnamenti che le mie nonne mi avevano trasmesso. E poichè sono una perfezionista, ho cominciato a documentarmi, a seguire corsi di cucina e a sperimentare ricette che – con mia grande sorpresa – incontravano il consenso di tutti, amici e parenti. E intanto la passione cresceva. Poi, l’incontro con mio marito: lasciata la Cina per l’Italia, ho fatto mia la tradizione gastronomica di questo Paese.

Oggi i sapori che propongo a mio marito, tra l’altro molto esigente, sono quelli italiani. Sapori che amo tanto. Non dimentico le mie origini orientali: ci sono piatti in cui le due diverse tradizioni riescono ad incontrarsi; altri che davvero non consentono “miscugli” vari».

Come è nata in lei l’idea di partecipare al programma?
«Negli anni ho acquisito una maggiore tecnica, soprattutto dopo aver fatto tesoro dei consigli che i cuochi davano durante le lezioni. Ho capito che un po’ sapevo cucinare anch’io. Prima ancora che concorrente, sono stata una fan accanitissima di questo programma. Così, un giorno ho preso coraggio e mi sono iscritta. E non me ne pento affatto».

Il suo rapporto con i giudici e con i suoi compagni di viaggio.
«I giudici, in realtà, i concorrenti li incontrano solo durante la gara: sono davvero gentili e simpatici, pronti ad incorraggiare. I compagni? Fin dall’inizio, dalle selezioni, tra di noi c’è stata una sana competizione: tutti sempre pronti ad aiutare l’altro se in difficoltà».

Quale ricordo si porta dietro dopo questa esperienza?
«Ho portato con me tanti ricordi: su tutti, le magnifiche esterne realizzate per il programma».

Progetti per il futuro?
«Magari un libro: mi piacerebbe tradurre alcune ricette italiane in cinese e altre orientali in italiano ». Chissà che anche questo sogno, prima o poi, non si realizzi…»

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